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A margine delle selezioni

“Selezione” è una parola magica. Presa al di fuori del contesto può essere interpretata come una barriera, un ostacolo, una scelta che, più che comprendere, esclude. Applicandola al nostro mondo, invece, al nostro sport della mente, pur non stravolgendone completamente il significato, ci accorgiamo che le cose sono differenti, che nasce la necessità di puntualizzare.

Non c’è, e non c’è mai stata, l’ombra del minimo dubbio sul fatto che la strada delle selezioni fosse quella giusta. La carriera agonistica di ogni singolo giocatore è fortunatamente lunga in quanto quasi totalmente indipendente da fattori fisici. Basandosi su serietà, dedizione e impegno una stagione di gioco senza limiti apparenti comporta un miglioramento costante nel tempo, una crescita continua, un aumento del bagaglio tecnico e, squilli di tromba, tanta voglia di mettersi in gioco, di misurarsi, di confrontarsi.

Allora selezioni come opportunità, selezioni per provarci, selezioni per partecipare e lottare, non necessariamente per vincere ma per marcare l’appartenenza ad un mondo, ad un gruppo, ad una dorata minoranza. Selezioni per uscire vincenti e soddisfatti o perdenti ma appagati dalla condotta di gara.

L’appuntamento del 14/17 febbraio si è concluso con i nomi delle squadre open e ladies che rappresenteranno l’Italia agli europei di giugno ad Ostenda e in più, nel settore femminile, con la formazione dell’organico del Club Rosa.

Guardando l’open, lo spot migliore per questo orientamento federale è il secondo posto della squadra Masselli – Città del Tricolore. Senza nulla togliere ai vincitori di capitan Zaleski che, favoriti alla vigilia, hanno mantenuto il pronostico, i reggiani del Tricolore, solidi, caparbi, efficaci, sono riusciti a conquistare una vittoria travestita da secondo posto, incontrando quattro volte i vincitori. Questo è lo spirito della competizione che, nella fattispecie, ha prodotto il risultato.

CLASSIFICA OPEN

Nel parallelo universo femminile la situazione è più articolata in quanto l’appuntamento di Salso ha costituito la seconda fase di un progetto a media/lunga scadenza. Nell’immediato, in analogia con l’open, c’era in palio una partecipazione internazionale (in questo caso per due squadre), ma i quattro giorni di gara sono serviti a fondare la rosa su cui lavorare, a determinare le 16 coppie del Club. Partito dal livello locale per permettere la più ampia partecipazione possibile, il percorso di selezione ha voluto dare pari opportunità a tutte, con la certezza che dopo circa 270 mani, tra prima e seconda fase, la classifica sarebbe stata sincera, fedele, avrebbe confermato nei fatti i valori in campo.

CLASSIFICA LADIES

Primo posto per la classe, l’affidabilità, la costanza di rendimento delle siciliane Ferlazzo/Manara, in servizio permanente effettivo nella nazionale. Seconde le sorelle Martellini, costantemente ai vertici del bridge entro i confini, affiatate e competitive, da sempre all’avanguardia in licita e sistemi. Terza un’altra coppia storica della nostra rappresentativa femminile, Paoluzi/Saccavini, raramente assente dal vertice e solo per impegni extra bridge. Ci fermiamo al podio? No, non proprio. Squilli di tromba e, stavolta, anche rullo di tamburi: al quarto e quinto posto un 75% di juniores (Botta, Costa, Chavarria) e un 25 % di solidità e talento (Piscitelli), per un successo da incorniciare. Non un salto dalla nazionale “Girl” alla maggiore, quanto una destinazione naturale. A chiudere le sei coppie per Ostenda, Rosetta/Vanuzzi, altro sodalizio storico, sperimentato e sicuro.

Gli europei di giugno non sono che uno degli impegni da affrontare. Il posto in azzurro per i campionati internazionali a seguire bisogna guadagnarselo. Si parte da 16 coppie, alla pari, senza rendite di posizione. C’è solo da lottare per ogni singola presa.

Perché le selezioni sono una scelta “tanto normale da sembrare obbligata” e non “tanto obbligata da sembrare normale”.

Argomenti

Franco Broccoli

Franco Broccoli (BRC063, Bridge Eur), selettore attitudinale, giornalista, direttore responsabile degli organi d’informazione federali. Collabora con la FIGB dal 1992. E’ stato direttore editoriale della collana bridge della Mursia, componente di commissioni EBL e WBF, editor di bollettini internazionali. Ha curato rubriche di bridge per quotidiani e periodici.

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