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Valanga rosa (13)

Salsomaggiore Terme, 14-17 Febbraio 2013. Le coppie di giocatrici che hanno superato la prima fase per l’accesso al Club Rosa si contendono i 16 posti disponibili nell’ultima fase. Fra queste, Cristina Golin (autrice di questo reportage) e Gabriella Olivieri

INFORCATE e CAPITOMBOLI

E adesso è il momento di Mai dire mai: una parte di tutto quello che non si sarebbe dovuto vedere.
Premetto che con quello che ho combinato io ci sarebbe da scrivere un libro, d’altronde avevo davanti agli occhi ancora il fantastico Ulisse blu e manco l’Oliveri che strillava come un bibino alla vigilia di Natale riusciva a riportare la mia attenzione al tavolo da gioco.
(l’Ulysse è una meravigliosa farfalla della foresta pluviale non un atletico maschione con gli occhi azzurri, curiosoni)

Ulisse Blu

TRAPPOLONE

1° sessione, board 15

Qui ci sono cascate in tante.

Ben 9 coppie hanno chiamato il Piccolo e una addirittura il Grande fuori di due Assi. Ovviamente perché non è stata data loro la possibilità di chiederli.

Al mio tavolo, dopo l’apertura 1Cuori da Ovest e il barrage a 3Picche di Nord, Est è costretto ad annunciare, in verità senza grandi preoccupazioni, la sua lunghissima a livello 4.
Ovest, senza fit, si è trovato ad annunciare il suo secondo colore a livello 5, la compagna ha interpretato questa dichiarazione come mano buona e ha chiuso a Slam.

Un’altra strada verso il burrone secondo me può essere il più classico dei misunderstanding sulla richiesta d’Assi.
Est sul barrage a Picche pensando di farla facile chiede gli Assi ma la compagna glieli risponde come se l’atout fosse Cuori e il disastro è inevitabile…
Basta essere d’accordo, ma evidentemente è un caso a cui è difficile pensare perché l’ho visto succedere spesso.

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Cristina Golin

Cristina Golin (GLN009, Il Circolo di Bologna), nazionale. Nata a Genova troppi tot anni fa da una famiglia della media borghesia, inizia a lasciare tracce indelebili del proprio genio fin dall'adolescenza, segnando per sempre la vita di chi l'ebbe a fianco; dopo brillanti incursioni nel mondo del lavoro, getta alle ortiche una laurea a pieni voti in Ingegneria per dedicarsi anima, cervello e corpo al bridge (ma perché???). Si è riprodotta una sola volta, anche qui in modo strabiliante.

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