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La “Novegiorni” di Yokohama

Dal 18 al 26 Aprile, l’elite del bridge mondiale si è data appuntamento all’Hotel Pacifico di Yokohama, la seconda città del Giappone per importanza economica e popolazione.
Qui si sono svolti, a seguire, due Tornei a squadre che hanno visto una partecipazione qualitativamente di altissimo livello.
Almeno una trentina dei giocatori presenti erano infatti Campioni o ex campioni del Mondo assoluti, juniores, ladies e Campioni o ex Campioni Olimpionici.
In un caso, quello riguardante la squadra italiana della Lavazza, nello stesso team militavano ex campioni sia mondiali che olimpionici.
I due tornei, il Nec Bridge Festival e la Yeh Cup, organizzati dalla Federazione Giapponese, erano sponsorizzati, rispettivamente, dalla Nippon Electric Corporation (NEC) e dai fratelli cinesi Yeh.
Dal punto di vista quantitativo, molto maggiore la partecipazione al primo dei due eventi soprattutto in ragione di una forte presenza di squadre giapponesi.

In entrambe i tornei si parte con uno Swiss al termine del quale, però, le formule con cui si prosegue cambiano radicalmente.
Nella Nec Cup, al termine dello Swiss, si qualificano otto squadre e si giocano Quarti di Finale e Semifinali ad eliminazione diretta ed infine la Finale.
Nella Yeh Bros Cup, le squadre rimaste in gara alla fine del girone di qualificazione sono 16, divise in due raggruppamenti da 8 in base all’ordine di arrivo dello Swiss iniziale.
Solo la squadra vincente i primi 3 KO acquisisce il diritto immediato di accedere alla Finale, mentre per tutte le altre (tranne quelle eliminate per aver subito due sconfitte nei primi tre incontri), si è studiato un meccanismo che, con promozioni e retrocessioni da un raggruppamento all’altro, determina la seconda finalista.

Molto diverso il percorso della nostra rappresentativa nei due tornei.
Decisamente negativo nel primo dove gli italiani non sono riusciti ad entrare nemmeno nei Quarti di Finale e positivo, anzi, più che positivo nel secondo, dove Italia-Lavazza si è qualificata come prima finalista conquistando così anche il diritto di disputare la Finale con un carry over positivo di 6.5 imps.

Nella Nec Cup sono giunte in Semifinale 4 squadre di altissimo rango.

Russia
, con la migliore coppia russa, Gromov-Dubinin e quella che molti considerano la miglior coppia olandese: i Campioni del Mondo Drijver e Brink.

Neduk, con la più forte coppa inglese, Gold-Bakhshi ed una coppia olandese del giro della Nazionale: Jansma-Van Prooijen.

Mixed, con la coppia mista vincitrice dell’ultima Vanderbilt: Auken-Welland, i fortissimi polacchi ormai residenti negli States, Kwieciem e Pszczola e gli statunitensi Millner e Hamant Lall, ex partner di Bob Hamman nella Bermuda Bowl di Shangai.

Usa, con Cheek-Grue, Wooldridge-Hurd e Justin Lall-Del Monte, ovvero 5 ex campioni del mondo juniores e attuali vicecampioni del mondo open, più il più forte giocatore australiano.

In Semifinale Russia ha battuto Neduc e Mixed ha avuto ragione di Usa.
In Finale sono così giunte Russia e Mixed.
Questa Finale, almeno in parte, poteva essere considerata una rivincita della Finale della Vanderbilt, visto che Auken-Welland e Brink-Drijver avevano giocato anche in quella finale.
E i due Olandesi, con i loro compagni di squadra, si sono presi proprio una bella rivincita dato che Russia ha letteralmente dominato al punto che gli avversari hanno deciso di arrendersi prima dell’ultimo tempo di gioco.

Russia: Alexander Dubinin, Andrey Gromov, Sjoert Brink, Sebastiaan Drijver, Mikhail Krasnosselski, Evgeny Gladysh si è quindi aggiudicata la diciottesima edizione della NEC CUP.

Un giorno di riposo e poi via con la Yeh Cup con tutte le più forti squadre già presenti nella Nec Cup.
Qui la squadra italiana mette subito la quarta, si qualifica nel primo raggruppamento ed arriva allo scontro che deciderà la prima finalista battendo prima, con estrema facilità, China Red e poi, in un incontro molto tirato, la Svezia con in campo due dei vincitori dei Mind Games (già Olimpiadi) di Lille: Nystrom e Upmark.
Nel terzo KO si ritrova di fronte la Danimarca nella quale giocano la Auken e Welland in questa occasione di nuovo tornati a giocare con i due Bilde, padre e figlio, con i quali avevano vinto la Vanderbilt di St. Louis a Marzo.
I nostri giocano per difendere il Titolo conquistato lo scorso anno ed i nostri avversari, o almeno due di loro, per conquistare la loro terza finale “pesante” consecutiva dopo quella vinta a St. Louis e quella persa qui quattro giorni prima.
L’Italia si aggiudica nettamente entrambe i tempi di gioco anche se, in fase di avvio i Danesi avevano conquistato un piccolo vantaggio.
La svolta positiva del match arriva al board 12 del primo tempo.
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Sala Aperta
benetti_2013_30_04_L1La grande aggressività di Morten Bilde, a differenza di quanto accaduto spesso a St. Louis, in Giappone non paga.
Il suo barrage impedisce di fatto agli italiani di “trovare” le Cuori e di approdare quindi ad un contratto che si può fare.
Per battere Denis Bilde dovrebbe attaccare di CuoriA e poi dare il taglio al padre.
Ma questo, onestamente, è un attacco che potrebbe regalare il contratto con una serie innumerevole di distribuzioni delle carte di NS.
L’attacco è infatti Fiori e Bocchi non ha difficoltà a mantenere l’impegno muovendo due volte le Cuori da Nord.

In chiusa Duboin a sbarrare con quelle carte non ci pensa nemmeno e la Auken e Welland le Cuori, purtroppo per loro, le trovano.
Lo slam a Cuori è infattibile ed i nostri è da qui che iniziano a prendere il largo.

Quindi Italia si riposa mentre gli altri continuano a lottare per conquistare l’altro posto in Finale.
Ce la fa l’Olanda con Cornelius Van Prooijen, Aloysius Verhees, Bauke Muller, Simon De Wijs.
Finale di livello altissimo tra due scuole sicuramente tra le migliori del mondo.
Quella italiana praticamente da sempre e quella olandese da circa un trentennio. Ovvero da quando Garozzo diffuse il suo verbo bridgistico in quel paese.
Altissimo anche il livello dei giocatori, sette dei quali sono, o sono stati, Campioni del Mondo od Olimpionici.
Anche qui c’è sapore di rivincita: gli otto giocatori in campo sono infatti 8 dei 12 che giocarono la storica Semifinale della Bermuda Bowl del 2011 in Olanda.
Anche in questa occasione, come allora, gli Olandesi riescono ad avere la meglio.
Questi i parziali dei tre tempi ed il risultato finale:
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Come si può vedere, alla fine del primo tempo di gioco gli italiani erano ancora in vantaggio, anche se di un niente, grazie al carry-over.
Il tempo decisivo è stato il secondo.
E il board che ha segnato l’ “inizio della fine” per i nostri, è stato il terzo board del tempo.
benetti_2013_30_04_M2Sala Aperta
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Agustin Madala, come da stile di gioco della coppia, decide di aprire a livello 1 e Norberto Bocchi, che ha visto il 3SA di Ovest, spera di trovare 3 prese immediate attaccando Fiori.
Quindi Fiori A e FioriQ.
Agus, sperando nel doppio del compagno, monta di Re e gioca un terzo giro di Fiori. Est scarta una Cuori, batte due giri di atout, gioca Cuori all’Asso e, quando cade il Re, reclama le restanti prese.
Va detto che, con ogni probabilità, De Wijs avrebbe mantenuto il contratto anche se non avesse potuto scartare una delle sue due Cuori sulla terza Fiori.
Dopo aver visto Asso e Dama di Fiori in Nord infatti, Sud, per aver aperto a livello 1, non può non avere il Re di cuori.
E dato che se questo Re non fosse secco, la mano non si potrebbe fare, una giocata di Cuori all’Asso sarebbe stata certamente fattibile.

Sala Chiusa
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La dichiarazione di Sud dà una mano 10/12 con almeno 4 Picche e 5Fiori.
Qui l’attacco di Nord è Picche e Giorgio Duboin, al contrario del suo omologo in aperta, non ha e non può avere la più pallida idea di come siano distribuiti i punti tra le due mani degli avversari.
Quello che sa, al contrario, è che Nord ha molte più Cuori di Sud e qualche punto.
Di conseguenza gioca normalmente il sorpasso al Re di Cuori e, quando questo va male, finisce con l’andare 2 down pagando anche due Fiori ed un taglio a Cuori.

Cornelius van Proijen, Aloysius Verhees, Bauke Muller, Simon De Wijs, si aggiudicano così l’edizione 2013 della Yeh Cup e, vista la vittoria dei loro compagni di Nazionale nella Nec Cup, confermano che il bridge olandese sta attraversando un periodo di grandissima forma.

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Alberto Benetti

Alberto Benetti (BNT025, Accademia del Bridge) collabora con la FIGB e scrive articoli di cronaca e tecnica da molti anni. Costantemente al seguito degli Azzurri durante i Campionati, Alberto è il principale reporter della nazionale.
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