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Chi ben comincia…

Quando mi è venuto in mente questo fantastico titolo per questo fantastico pezzo, mi è anche venuto in mente che, spessissimo, i proverbi si contraddicono l’un l’altro. Alcuni esempi: “Meglio soli che male accompagnati” o “Chi fa da sé fa per tre”, non possono convivere con “L’unione fa la forza”. “Non c’è due senza tre” mal si concilia con “Alla terza canta il gallo”. Nel nostro caso, se è vero che “Chi ben comincia è già a metà dell’opera”, come fa ad esser vero anche che “Chi va piano va sano e va lontano”?

Per vincere un Campionato, stando a questo secondo proverbio, sarebbe meglio partire in sordina? Facciamo così: prendiamo per buono il primo dei due adagi per quanto riguarda Juniores e Cadetti e consideriamo valido il secondo per quanto riguarda le Ragazze.

Gli Juniores sono infatti partiti come meglio non si poteva, i Cadetti benissimo ma senza strafare, mentre le ragazze non stanno facendo, per ora, quello che ci si aspettava da loro.

Nel momento in cui sto scrivendo, alla fine della giornata di gara del Lunedì, gli Juniores sono infatti primi staccati, i Cadetti ottimi quarti e le Ragazze quinte.
Ci si potrebbe chiedere perché faccio tanta differenza tra la situazione dei Cadetti e quella delle Ragazze. E’ presto detto: i Cadetti sono quarti ad un niente dai primi e sono quarti in un lotto di 19 squadre. Le Ragazze sono quinte ma lontanissime dalla zona medaglie e in un lotto di 9 squadre teoriche. Perché teoriche? E’ presto detto anche questo: perché, stando ai risultati di questi primi sei incontri sembra che Austria, Svezia e Turchia siano delle squadre in gita di piacere e non delle concorrenti effettive. Quindi, tornando ai proverbi, non ci resta che sperare che le nostre Ragazze, non esasperino il significato dell’”andar piano” e che, da domani, ingranino la quarta.

Qualche Flash

ITALIA – NORVEGIA JUNIORES

La squadra junior italiana, insieme a quella norvegese, è l’unica a partire a punteggio pieno. Nel secondo turno, giocato proprio contro i Norvegesi, i nostri vincono di nuovo con un buon margine e poi continuano rifacendo il pieno contro Irlanda e Austria nel terzo e quarto turno.

Nell’ incontro con la Norvegia, gli swing più consistenti prendono corpo in seguito a due decisioni prese in sala chiusa. Il primo è a nostro sfavore ed arriva quando Giovanni Donati e Alessandro Gandoglia chiamano questo 7[S] con queste carte in linea:

Gandoglia:
[S] KJ9865    [H] –    [D] 3    [C] AK9832

Donati:
[S] A72    [H] AKQ2    [D] AJ95    [C] 74

Prima di analizzare la mano, voglio dire che un under e un underissimo, fanno bene a chiamare uno Slam come questo. Col tempo e con l’età impareranno la prudenza, per ora un po’ di coraggiosa incoscienza non guasta.
Se il Grande dipendesse solo dalle Picche, ovvero se per realizzarlo bastasse trovare le Picche divise o la Dama secca, sarebbe uno Slam al di sopra del 50% (credo 52.50%, ma chi è interessato è meglio che controlli). Nel caso specifico però, la 3/1 delle Picche, anche con la Dama secca, non è condizione sufficiente per arrivare a 13 prese. Nel mazzo infatti esiste anche un altro seme nero: le Fiori. Ergo, per realizzare lo Slam, il possessore delle tre Picche, dovrebbe avere almeno due Fiori. Le percentuali di riuscita calano. Comunque, una volta chiamato, lo Slam andrebbe giocato partendo di [S]K. In questo modo infatti, se la Dama fosse secca sia in Est che in Ovest, lo Slam si realizzerebbe anche col doppio di Fiori in mano a chi ha tre Picche: se le ha Est si surtaglia il suo eventuale taglio sulla terza Fiori, se le ha Ovest tagliando di Asso la terza Fiori e poi inpassando il [S]10 di Ovest. Se si parte di [S]A, con la Dama secca in Est si cade se Ovest ha solo due Fiori. In questa mano sapere o non sapere come si gioca questa figura, è esattamente lo stesso: Est aveva Dama e 10 terzi. Niente da fare.
La smazzata completa:

Il secondo è a nostro favore ed è figlio di quel coraggio (stavolta non certo incosciente ma tecnicamente giustificato) del quale parlavo prima.

Si pagano una Quadri, una Cuori ed una Fiori e si pappa bene visto che nell’altra sala i Norvegesi non trovano questa difesa.

ITALIA – UNGHERIA JUNIORES

Ancora una bella decisione da parte di 3 dei nostri 4 giocatori (il quarto non ha niente da decidere), ci consente di fare un bel bottino contro l’Ungheria nel corso dell’ottavo turno.

Sala Aperta:

Sala Chiusa:

Cominciamo con l’Aperta: giusta la decisione di Gandoglia di inserirsi a livello 3 e non 2 come il suo omologo in Chiusa. Giusta quella di Giovanni di dichiarare 4[S] su 4[H] vedendosi in mano il [H]J terzo. Giusta in assoluto perché, in ogni caso, la difesa costerebbe da 200 a 500 a seconda che gli orizzontali trovino o meno il taglio a Cuori (cosa peraltro probabile), contro il 620 della manche degli avversari, ma che si rivela giustissima quando Ovest si spinge a 5[H] cadendo di una presa.
In Chiusa trovo giusta anche quella di Di Franco. Se è infatti vero che 4[H] si fanno grazie alla 3/3 delle Cuori, è altrettanto vero che, dopo quella dichiarazione, si può quasi star certi che l’attacco sarà a Picche e che quindi è più che ragionevole contare su sei Fiori, una Picche e due Cuori. Questo è quello che avviene nella realtà. Certo che un “illuminato” attacco Quadri…

ITALIA – SVEZIA RAGAZZE

11[H] = Picche

La Chavarria, con il tris di teste di Quadri e una iperbilanciata, decide di tentare sì la manche, ma di tentarla a Senza. Saggia decisione. Ovest attacca di [H]J che rimane in presa e prosegue nel colore per un pezzo della compagna e l’Asso di Sud. A questo punto Margherita, probabilmente per non anticipare Fiori e per tenersi la possibilità di fare la mano anche con Re e Dama di Picche terzi in Ovest, gioca piccola Picche verso il morto sperando su un onore secondo sempre in Ovest. L’onore in Ovest c’è, ma è terzo. E’ terzo, ma la Rodin lo passa. Non so se la giovane romana si sia conquistata, nel mondo delle Ragazze, la fama di giocatrice amante dei colpi, ma l’unica ragione per giocare questa Dama terza, è quella di aver ipotizzato Asso e Re terzi in mano alla dichiarante che, per amore dello spettacolo, avrebbe giocato così anziché andare al morto, magari dopo aver battuto un pezzo, e fatto l’impasse alla Dama. Quale altra figura abbia potuto ipotizzare Ovest per passare la Dama, non so. Quello che so con certezza è che una sua “antenata” di qualche anno fa ora trasferitasi tra gli Juniores, Cecilia Rimstedt, si sarebbe fatta torturare prima di giocarla.

ITALIA – ISRAELE CADETTI

Sala Aperta:

Sala Chiusa:

Percario e Scatà si rivelano più prudenti dei loro colleghi “anziani” Gandoglia e Donati (ma siamo sicuri che la somma degli anni dei due Juniors sia maggiore di quella dei due Cadetti?) e questo Slam senza [C]K non lo chiamano. 12 prese su entrambe i tavoli. Il dichiarante israeliano però, non avrebbe fatto la mano neanche col [C]K piazzato perché, anziché giocare l’impasse, gioca uno strano squeeze su Nord che però scarta dopo di lui e non ha quindi problemi quando il morto rimane con [C]A secco ed una perdente a Cuori.

La storia si ripete para para e con gli stessi protagonisti 5 board più tardi quando, di nuovo, Percario e Scatà, con queste carte in linea:

Percario:
[S] 92    [H] K97    [D] AJ1096    [C] 1065

Scatà:
[S] AKQ7654    [H] A    [D] Q7    [C] AKJ

Si fermano al “Piccolo” a Picche mentre i loro omologhi Israeliani chiamano il “Grande”.
Visto che non ci sono i passaggi per scartare una Quadri sul [H]K e vedere se si riesce ad affrancare una Quadri (il [D]K secco vale circa lo 0%), meno male che questo 7[D] non è stato giocata dal nostro Campione più popolare: il Numero 1 del Mondo. Lui sarebbe ancora pensare se giocare l’impasse a Quadri o quello a Fiori. Probabilmente, con gli altri tutti a cena, un arbitro, impietosito sarebbe andato a dirgli che sia il [D]K che la [C]Q, erano mal piazzati.

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Alberto Benetti

Alberto Benetti (BNT025, Accademia del Bridge) collabora con la FIGB e scrive articoli di cronaca e tecnica da molti anni. Costantemente al seguito degli Azzurri durante i Campionati, Alberto è il principale reporter della nazionale.

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