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EYTC: il commento di Emanuela Capriata

Emanuela Capriata, nazionale, è anche la coach delle “Girls“, la nazionale femminile Under 26 (Giorgia Botta, Caterina Burgio, Federica Buttò, Margherita Chavarria, Margherita Costa, Michela Salvato).
Le sue ragazze sono tornate dai recenti Campionati Europei Under 26 (Wroclaw, 11-20 Luglio) con al collo la medaglia di Bronzo. Un ottimo risultato, ma loro sanno di avere le “carte” in regola per ambire a gradini più alti del podio.

Emanuela Capriata e ragazze Under 26

Una nuova medaglia per le “memena’s girls”. Siete soddisfatte?

Salire sul podio per ricevere una medaglia è sempre una grande gioia, ma siamo tutte assolutamente coscienti che l’argento si poteva e si doveva vincere.

Cosa ha funzionato? Cosa non ha funzionato?

Ha funzionato ancora una volta l’armonia di squadra, l’assenza di individualismi negativi e saccenti e la forza dimostrata dalle ragazze nel reagire anche dopo una pesantissima sconfitta.
Quello che non ha funzionato è stata sicuramente la Francia con due coppie esordienti veramente eccellenti, un campionato per loro impeccabile con una tabella di marcia inarrestabile e con un meritatissimo oro conquistato già con un turno di anticipo… Poi se il molare di Giorgia non avesse deciso di farsi lasciare in Polonia sarebbe stato meglio.

Che sistema licitativo giocano le ragazze? Lo hai imposto tu? E’ lo stesso per tutte?

Giocano tutte quinta Nobile e Quadri quarte. Botta-Costa e Chavarria-Salvato il 2[D] Bilanciato 18/19 e sviluppi convenzionali su tutte le aperture mentre Burgio-Buttò usufruiscono di un sistema più naturale.
Non penso sia giusto, al loro livello, imporre un sistema. Devono giocare convenzioni che siano in grado di gestire e soprattutto ricordare.

Anche tu giochi in nazionale. Come, il fatto di essere a tua volta una giocatrice, influisce sul tuo ruolo di coach?

E’ certo che la mia esperienza da giocatrice della nazionale mi sia di aiuto nel ruolo di coach.
Avendole vissute in prima persona, conosco e capisco le loro emozioni e sensazioni, le loro gioie e i loro dolori, i momenti di panico e quando invece si sentono forti e sicure.
Tutto ciò, oltre alla conoscenza molto approfondita delle ragazze, mi aiuta a capire quando essere severa e quando essere più… Chioccia, chi schierare in campo e chi lasciar riposare.

Quali strategie metterai in atto per portare le tue “Girls” a scalare i due gradini del podio che vi rimangono?

La strategia nel nostro sport è solo quella di giocare meglio delle altre.
Io so per certo che le ragazze sono in grado di farlo. In Polonia abbiamo dimostrato una netta superiorità in licita (troppe volte penalizzata), ma anche una grossa discontinuità nel gioco col morto e nel controgioco.
In quest’anno che ci separa dal prossimo mondiale di Istanbul continueremo a lavorare sia sulla tecnica che sullo stato emotivo che troppo spesso ancora ci penalizza e speriamo che il prossimo a suonare sia l’Inno di Mameli.

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Francesca Canali

Francesca Canali da alcuni anni è responsabile della trasmissione Vugraph durante i Campionati. Da Gennaio 2013 collabora con la sala stampa della FIGB.

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