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In assenza di accordi

Scusa se ti disturbo, ma vorrei avere un tuo parere circa una situazione che mi è capitata alcuni giorni fa.
Tutti in Prima, la licita va in questo modo:

12[C] = Allertato. Su mia richiesta, al mio turno, Nord spiega “mano con 5 carte di Cuori e un altro palo, vicina all’apertura.
22SA = Decido di dire 2SA perché ho 9 punti, 5 carte di Quadri e 4 carte di Fiori.
3X = Prima di licitare, Nord chiede spiegazioni al mio compagno. Ovest spiega che, secondo lui, dovrei avere 10/11 punti, essendo passato al primo turno.
43[C] = Dato il Contro di Nord, il mio compagno ha capito che la mia licita era per i minori e ha quindi dichiarato 3[C]. Ora Nord ha chiesto di nuovo ad Ovest, che gli ha spiegato che solo dopo il suo Contro ha capito che il mio 2SA era per i minori. 
Nord chiama l’arbitro, dicendo che la spiegazione data al primo giro non era stata corretta.
L’arbitro decide di non intervenire subito, riservandosi la decisione alla fine della mano.
A questo punto Nord Contra di nuovo.
Non ti voglio dire come è finita la mano, perché non è questo il punto.
Vorrei solo chiederti se è corretto usare le aperture interdittive, tipo questa o 1SA debole, o altre etc., che hanno lo scopo di mettere in difficoltà e provocare errori negli avversari, e poi lamentarsi con l’arbitro perché l’avversario fornisce una spiegazione sbagliata.
Chi usa aperture interdittive, secondo me, deve aspettarsi che gli avversari possano dare spiegazioni non precise o sbagliate (le fanno proprio per questo!).
Quindi è ingiustificato ricorrere all’arbitro, lamentandosi del fatto che l’avversario non abbia dato una spiegazione corretta.
Chi usa aperture interdittive, non può invocare l’intervento dell’arbitro su una spiegazione sbagliata dell’avversario, perchè questa è la diretta conseguenza della sua dichiarazione.
La responsabilità è da addebitare a che l’ha posta in essere.
Se ciò non è già previsto nel regolamento, ti invito a farlo presente in una prossima riunione arbitrale e sanzionare questo tipo di aperture non concedendo a chi le ha poste in essere la possibilità di ricorrere all’arbitro, nel caso di spiegazione non corretta degli avversari.
Cioè nel modo in cui sono regolamentate le “renonce”, cioè senza scendere nei dettagli, salvo naturalmente le eccezioni,valutate dalla discrezionalità dell’arbitro.
Ti ringrazio per le tua pazienza, e se lo ritieni opportuno, potresti riportare sulla rivista questo tipo di problema.
Cordialmente,
Massimo Quagliato (QGM001, Nuovo Bridge Insieme)
p.s. Per soddisfare la tua curiosità: la mano è finita 3[C]X m.i.

Ciao Massimo,
scusa il ritardo, ma per arcani motivi la tua email era finita nel filtro anti-spam.
La tua lettera è interessante, ma arriva a conclusioni per niente condivisibili, nel finale, e questo perché parte dall’assunto – sbagliato – che rappresenti quasi un’infrazione giocare convenzioni strane.
Ora, sebbene io mi sia più volte espresso a favore di una rigidissima delimitazione, e regolamentazione di tali metodi, specie a livello locale – vedi in proposito l’ultimo intervento legislativo in merito ai sistemi c.d. rossi, datato 1 Gennaio 2012 – non posso però accettare soluzioni sommarie ed in contrasto col Codice.
Finché metodi di quel genere siano permessi, godono dello stesso status di un sistema naturale, ed attraggono le medesime forme di protezione dalle spiegazioni sbagliate.
Detto questo, una parte di verità nella tua lettera c’è, e del tutto discendente dal Codice stesso.
Perché una spiegazione sia sbagliata, bisogna che ci sia un accordo pregresso che non è stato svelato agli avversari (o è stato svelato in maniera erronea), ovvero nessuna spiegazione è dovuta agli avversari in assenza di accordi, e certo non si può pretendere che due giocatori abbiano delle convenzioni pronte per ogni bisogna.
In casi come il tuo, quindi, e più generalmente quando, causa la non familiarità coi metodi avversari, si sia privi di accordi specifici, la risposta da offrire agli avversari è proprio questa: non abbiamo preliminarmente discusso la situazione.
Se, come spesso accade, gli avversari dovessero insistere, magari aggiungendo la fatidica frase “ma tu come ti comporti?”, bisogna ricordare che nessuna risposta ulteriore è dovuta e, anzi, l’insistenza stessa è un’infrazione.
Naturalmente, è invece dovuto tutto ciò di cui si è in possesso che possa condurre, per analogia, alla soluzione. In sintesi, si è tenuti ad offrire agli avversari gli accordi dei quali si dispone. Del tipo: “non abbiamo uno specifico accordo, ma in altra situazione vorrebbe dire x”. Questo, naturalmente, non implica che quella sia la spiegazione giusta anche nel caso oggetto di domanda, né, quando non ci sia corrispondenza, potrà essere reclamato alcun diritto dagli avversari. La finalità dell’informazione è solo quella di mettere gli avversari nelle stesse condizioni di chi spiega.
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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