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Intervista a Paolo Sorrentino

Intervistiamo il Presidente del Comitato Regionale Lombardo, Paolo Sorrentino.

Caro Presidente (e mio partner di… che dico mille… duemila tornei), iniziamo con il capire la diffusione del gioco del Bridge nella nostra regione attraverso qualche numero: tesserati alla Federazione con tipologia di agonisti, praticanti amatoriali stimati, divisioni per categoria, età media, juniores. I Tesserati della Lombardia sono ad oggi 4.452 di cui 645 Agonisti.L’età media dei nostri agonisti è di oltre 60, quella degli Ordinari sportivi è ancora di più.
In considerazione dell’età media piuttosto alta, quali sono e saranno nel periodo del tuo mandato le iniziative per abbassarla, dando così più futuro alla diffusione del nostro gioco?

Abbiamo già da qualche anno fatto proselitismo nelle scuole e nelle Università, ma con risultati poco soddisfacenti, i giovani sono attratti da occupazioni meno impegnative, anche quando si avvicinano al Bridge perché i giochi di carte suscitano sempre un po’ di curiosità, lo abbandonano presto, a causa dell’impegno da profondere per arrivare ad un discreto livello.
Paolo SorrentinoPertanto ritengo si debba divulgare il nostro gioco soprattutto su una fascia di età che vada dai 35 ai 50 anni. Con questo obiettivo, il prossimo autunno partiranno dei corsi presso il Dopolavoro Ferroviario di Milano, che vanta più di 6000 iscritti.

Il Bridge è una metafora della vita: tu ti consideri un attaccante o un difensore? (Io conosco già la risposta)

Come tu sai io penso che la miglior difesa sia l’attacco, per cui…

Sei Presidente di una delle regioni più importanti dell’Italia bridgistica per la seconda volta, qual è un tuo successo da ricordare?

Da un punto di vista sportivo, i successi dei giocatori lombardi in Italia ed all’estero mi riempiono di orgoglio, perché io, prima di tutto, mi sento un giocatore. Per quanto riguarda la gestione della Regione, credo che un ottimo successo sia stato il riuscire ad ottimizzare le spese, anno dopo anno. Mantenendo invariata la qualità del servizio, negli anni, il risparmio della Federazione e’ stato del 40%.

Torniamo con il ricordo ai nostri vent’anni: ti ricordi com’era il Bridge 40 anni fa? Come trovi che sia oggi a confronto?

Quarant’anni fa direi che il nostro gioco era considerato soprattutto un passatempo, vi era maggiore fair-play, l’inserimento di nuovi giocatori era facilitato, vi erano molti giovani, i 60-70enni di oggi in buona parte hanno iniziato in quegli anni, quando avevano 20-30 anni.
Oggi c’è molta più tecnica di base, più competitività, ma purtroppo diamo l’immagine di una attività “diversamente giovane”.

Quali doti deve avere un buon dirigente bridgista?

Prima di tutto deve saper combattere con il budget, quindi avere doti imprenditoriali, poi promuovere sempre nuove iniziative per coinvolgere i soci e creare corsi snelli e possibilmente gratuiti per i futuri bridgisti. Ma i corsi, seppur gratuiti, non sono sufficienti, è indispensabile avere insegnanti competenti e accattivanti che sappiano far cogliere al neofita gli aspetti stimolanti del Bridge, a partire dalla sfida con il proprio cervello, per arrivare ai molti aspetti di socializzazione, che il gioco dà, con la possibilità di coltivarli.

Com’è il tuo rapporto con la squadra degli altri dirigenti lombardi?

Credo che il rapporto con tutti i presidenti lombardi sia ottimo.
Cerco di venire incontro alle loro esigenze nel miglior modo possibile, tengo frequentemente rapporti con molti di loro e sostengo, fornendo adeguato supporto tecnico, le loro iniziative.
Infine, quando posso, mi reco di persona nelle Associazioni per verificare le loro problematiche.

Terminiamo con una promessa.

Le promessa che mi sento di fare è quella di essere sempre presente ed attento alle esigenze della mia regione e di porgere ancora maggiore attenzione allo sviluppo e alla divulgazione del nostro sport.

Argomenti

Vincenzo La Novara

Enzo La Novara (LNZ008, Monza Bridge), "Vivendo bridgiando": è il titolo del suo primo libro e la storia della sua vita.
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