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Intervista ad Andrea Manno

Andrea Manno (MNR318, Bridge Breno), non ancora 30 anni, è un talento “Made in Italy”. Per quanto riguarda le competizioni internazionali, da Juniores ha ottenuto una medaglia d’argento europea e una mondiale rispettivamente agli Europei a Squadre Juniores (Jesolo 2007) e ai Mondiali a Squadre Juniores “World Youth Congress” (Istambul 2009).
Sopraggiunti i limiti d’età, ha formato una solida coppia con Massimo Lanzarotti, già pluricampione Europeo (Villamoura 1995, Montecatini 1997) e Mondiale (Campionato del Mondo di Lille 1998, Transnational di Monte Carlo 2003).

Oggi i due giocano nella squadra Breno, capitanata da Romain Zaleski e formata, oltre che da loro, dallo stesso Zaleski, da Benito “la leggenda vivente” Garozzo, dal Vice Presidente FIGB Mario D’Avossa e da Riccardo Intonti. Alcuni mesi fa, questo team ha vinto le selezioni per gli European Open Championships di Ostenda. A giugno si è quindi recato in Belgio sotto il patrocinio della Federazione, ricompensandola, dopo un campionato filato liscio come l’olio, con la soddisfazione di una medaglia d’argento. La finale contro i polacchi di Mazurkiewicz ha visto i nostri a lungo in vantaggio ma è stata poi persa per soli 8 IMP, 6 dei quali di penalità dovuti a uno squillo di cellulare.

Squadra Breno

La tua prima medaglia in una competizione Open internazionale. Durante la premiazione eri emozionato e commosso. A cosa pensavi?

Medaglia ArgentoAvevo giocato una semifinale ed una finale nello stesso giorno e le avevo affrontate molto serenamente. Al termine della finale, ho sofferto il peso dello stress e della tensione accumulate durante il giorno, anche perché fino all’ultima mano giocata credevo di essere riuscito a vincere. Tutti questi fattori hanno fatto sì che durante la premiazione fossi stordito e deluso per la sconfitta maturata all’ultimo board. Ho apprezzato molto di più il risultato ottenuto il giorno dopo.

Sulla finale penalità, che per fortuna si è rivelata ininfluente, ci sono voci contrastanti. Di chi era il cellulare che è squillato?

Del nostro capitano, ma è stato un argomento che non è mai stato approfondito. 

Ci racconti un po’ come è andata la finale tappa per tappa?

Nel primo tempo abbiamo fatto un incontro perfetto in entrambe le sale.
Al mio tavolo gli avversari sono anche stati molto fortunati in due mani nelle quale avrebbero meritato di pagare.
Nella prima, dopo la richiesta d’Assi con fit a Cuori, appurato che mancavano due Assi, l’avversario ha chiesto la Donna d’Atout e sulla risposta positiva di 5[S] è passato, scendendo al morto con la settima chiusa mai dichiarata!
A 5[H] si andava down, mentre 5[S] si facevano.

Nella seconda mano, alle prese con un 3SA, non ha visto una giocata abbastanza semplice che gli avrebbe permesso di assicurarsi il contratto. Si è invece affidato alla caduta del fante terzo di Cuori con un resto di 6 carte…

Nel secondo tempo gli avversari, essendo in svantaggio, sono stati più aggressivi di noi. Hanno dichiarato con tutte le carte mentre noi siamo stati più timidi. Così agli ultimi quattro board ci hanno ripreso 20 imps completando la rimonta.

Tu e Massimo Lanzarotti giocate il Nightmare, un sistema particolare inventato da lui e dal suo precedente compagno di Bridge, Andrea Buratti. Ci racconti quali sono i tratti essenziali del sistema?

Le apertura a livello 1 sono tutte sbilanciate. L’apertura di 1[C] è come il Fiori preparatorio, con la differenza che parte da 15. O bilanciato o naturale o qualsiasi FM.
1SA è 12-14 con qualsiasi quinta.

Consiglieresti anche ad altri di giocare il Nightmare? Perché?

E’ un sistema molto stimolante e divertente. Ha il giusto tasso di aggressività ma allo stesso tempo riesce ad essere molto preciso. 

Ci fai un esempio di una mano in cui questo sistema vi ha portato un risultato positivo e una in cui vi ha portato a un risultato negativo?

Nell’ultima mano degli ottavi di finale il sistema ci ha permesso di vincere l’incontro che in quel momento stavamo perdendo di 1 imp.
In Sala Chiusa Ovest ha aperto 1SA giocandoselo e andando 1 down.
Da noi l’apertura di 1[C] ci ha permesso di trovare il miglior contratto di 2[H].

1[C] = 15-17 Bilanciato o 15+ con le Fiori o qualsiasi FM.
1[D] = 4+[H]
1[H] = 3-4[H] con bilanciata 15-17 o 3 carte nella sbilanciata

Quest’altra mano invece è stata giocata durante i quarti di finale contro la Germania.
Sull’apertura di 1SA con le carte di Ovest è difficile immaginare di potere fare Slam. Sull’apertura di 1[C] (Naturale o bilanciata) lo Slam è una possibilità decisamente più concreta.
Anche questa volta il sistema ci ha permesso di trovare un buon contratto ma la distribuzione delle Fiori ci ha penalizzato.

1[C] = 15-17 Bilanciato o 15+ con le Fiori o qualsiasi FM.
2[H] = mostra 4[H] + sesta minore
2SA = chiede il minore
4SA = numero dispari di Key Cards

Fra tutte le coppie/squadre che hai scontrato durante l’Europeo di Ostenda, qual è stata la più forte? Qualcuno ti ha impressionato particolarmente? Perché?

Sicuramente la squadra Vitas formata da Sjoert Brink e Bas Drijver e Ron SchwartzLotan Fisher.
Sono due coppie giovani molto forti. Li consideravo dall’inizio tra i favoriti per la vittoria. Batterli è stata una bella soddisfazione!

I giovani si ispirano sempre a dei modelli. Qual è il tuo modello bridgistico? Perché?

Non ho un particolare modello a cui mi ispiro. Osservo sempre i migliori giocatori e cerco di individuare ed assimilare i loro punti di forza.
Indubbiamente però il giocatore che ho potuto apprezzare più di tutti è Massimo Lanzarotti.
Ho imparato tanto da lui, in dichiarazione, nella visione di gioco e nella determinazione da mettere al tavolo.

Andrea Manno e Benito GarozzoUn po’ di backstage. Qual è il punto di forza del vostro team?

Sicuramente l’armonia. Non ci sono mai litigi né critiche, anzi sempre incoraggiamenti. Fondamentalmente ci divertiamo e le risate e l’allegria non mancano mai.

Cosa si prova a giocare in squadra con Benito Garozzo? Che tipo di compagno di squadra è Benito?

Una grande emozione. Non avrei mai pensato di giocare in squadra con lui.
Sicuramente devo ringraziare Romain per questa opportunità che mi ha dato.
Come compagno è eccezionale. E’ sempre pronto a sostenerti, è il primo tifoso della squadra ed il suo contributo tecnico è di grande supporto.

Ci racconti qualche mano che hai giocato durante l’Europeo?

Nel coppie miste mi è capitata questa mano:

Mi trovavo in Nord e giocavo 7SA dopo attacco [D]10.
Tiro [D]A, [D]K, [D]Q e vedo che le Quadri sono divise 7-2.
Tutte le Cuori meno una mi portano a questo finale:

A questo punto bisogna decidere se puntare per il [S]K in Ovest e quindi per una compressione [S]/[D] oppure per il [S]K in Est e quindi un banale impasse.
Se il [S]K è in Est si può però anche cumulare la chance del Re secco in Ovest giocando un doppio squeeze o squeeze semplice [C]/[S] in Est.
Visto che Ovest è molto probabilmente corto a Picche punto su questa giocata, quindi incasso l’ultima Cuori scartando la Picche al morto e dopo incasso l’[S]A pronto a scartare la Quadri e ad incassare le Fiori ormai buone.

Questa mano mi è capitata durante lo squadre miste.

Ho preso di Asso l’attacco [C]Q.
A questo punto ho pensato che il dichiarante ha probabilmente 8 Cuori piene. I suoi resti possono essere:
2 carte a [S], 1 a [D], 2 a [C]
1 carta a [S], 2 a [D], 2 a [C]
1 carta a [S],1 a [D], 3 a [C].
Nel primo caso devo giocare Picche per fare il taglio, nel secondo Quadri per affrancare la presa prima che la Quadri venga scartata sul [S]K, nel terzo caso devo giocare Fiori.
Ho giocato Quadri e la distribuzione del dichiarante era quella sperata!

Anche se attualmente ti dedichi al Bridge a tempo pieno, sei laureato in matematica e in passato hai lavorato per Arianna, l’azienda di Alberto Gerli, bridgista famoso per essere un giovane imprenditore di livello internazionale. Che progetti hai per il tuo futuro?

Dopo alcuni anni di esperienza in giro in alcune aziende del settore illuminotecnico ho deciso di tornare a vivere a Palermo. Lavoro sempre in questo settore in un’azienda che si occupa di energy management.
Non ho progetti ancora definiti e sono aperto a qualsiasi opportunità.
In un contesto lavorativo odierno così incerto, cerco sempre di valutare tutte le opportunità che si vanno profilando.

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Francesca Canali

Francesca Canali da alcuni anni è responsabile della trasmissione Vugraph durante i Campionati. Da Gennaio 2013 collabora con la sala stampa della FIGB.

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