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Andrea Manno: due argenti in due mesi

Forse per cercare refrigerio in un’estate per la verità non ancora caldissima o più probabilmente attratti dall’irresistibile richiamo del Bridge, Romain Zaleski e Andrea Manno hanno partecipato al Festival di Svezia.
I due rappresentano un terzo del team Breno (Romain Zaleski, Mario D’Avossa, Benito Garozzo, Riccardo Intonti, Massimo Lanzarotti, Andrea Manno), quella parte di Italia che è tornata con l’argento dagli European Open Championships che si sono tenuti lo scorso Giugno a Ostenda.
Il capitano, Zaleski, ha preso il più giovane della squadra, Manno, e insieme si sono imbarcati verso Örebro dove hanno costituito un estemporaneo team Breno con i polacchi Boguslaw Gierulski e Jerzy Skrzypczak e conquistato un altro argento.
La bella abitudine al podio di Breno è insidiata dal fastidioso vizio di condurre con distacco la gara e inciampare in prossimità del traguardo. Prima dell’ultimo set di board, ad Ostenda conducevano 31 a 7, a Örebro 121 a 76. Gli incontri sono poi finiti, rispettivamente, 36-44 e 122-150 per i loro avversari.

Breno argento

Andrea Manno racconta la gara a BD’I online.

Come mai tu e Romain Zaleski avete improvvisato questa coppia?

In realtà la stessa squadra aveva partecipato anche l’anno scorso al torneo, ma al mio posto giocava Lanzarotti. Ho semplicemente sostituito Massimo che aveva degli impegni familiari.

Che sistema di licita e scarti giocavate tu e il Capitano?

Giocavamo quinta Nobile e Quadri sbilanciato. Avevamo però sviluppato molto la parte in interferenza. I nordici hanno uno stile molto aggressivo e quindi dovevamo essere pronti a dichiarare spesso in competizione.
Il conto era standard e chiamavamo con la dispari.

Come avete scelto i vostri compagni di squadra?

Sono degli amici di Romain e loro stessi hanno organizzato questo torneo lo scorso anno.

Ci racconti un po’ l’andamento della competizione, dalle prime fasi alla finale?

Il torneo era composto da 13 turni di swiss dove passavano le prime 32 squadre. Abbiamo avuto una buona partenza e siamo sempre stati in posizioni tranquille, nei primi 10 tavoli.
Dopo sono iniziati i KO. I primi due sono stati i più corti e anche i più sofferti. Li abbiamo vinti entrambi di una dozzina di imps.
I quarti, la semifinale e la finale si giocavano invece su 64 board. In tutti e tre i casi abbiamo sempre avuto partenze a razzo: dopo due turni eravamo a circa +50 imps.

Ci racconti qualche mano interessante?

Certo! Intanto questa:

Devo attaccare con le carte di Ovest:

PiccheJ2   CuoriKQ7654   QuadriK65   FioriA5

Il morto ha dichiarato di avere il fit a Quadri, il singolo a Cuori, la Cue Bid a Picche e il FioriK.
Il dichiarante ha l’CuoriA e probabilmente un pezzo a Picche. Con un po’ di fortuna dovrei avere due prese: l’FioriA e il QuadriK.
A Picche e a Cuori non ci dovrebbero essere speranze di fare la terza presa, quindi l’unica opportunità può venire dalle Fiori.
Così attacco Fiori, ma visto che il Re sembra essere al morto, attacco di 5!
La smazzata completa:

Il dichiarante ha capito che potevo avere attaccato sotto Asso ed ha passato il Re… Ma pensando di avere due prese a Fiori da perdere, prima di rifugiarsi nell’impasse a Quadri, ha provato a scartare la Fiori sulla Picche, ma le Picche erano 4-2 e le Quadri 3-1.
Era difficile effettivamente immaginare che in realtà le Fiori erano bloccate!

Eccone un’altra:

Gioco 7Picche con attacco FioriQ. Taglio la Fiori e gioco Picche per il Fante. Le Picche non sono 4-0 quindi posso tagliare ancora una Fiori e incassare l’PiccheA. Se le Picche sono 2-2 la mano è finita. Quindi, Picche per il Re e FioriA e FioriK sperando nelle Fiori 4-4.

Ecco la situazione finale:

Ovest ha mostrato 5 Fiori e 3 Picche. Se Est è partito con almeno 5 Quadri, la mano è al 100%. Così tiro l’ultima Picche e le Quadri, quando gioco Cuori, so con certezza che sono 1-1.

Più che “argenti” potemmo chiamarli “semi-ori”. E’ la seconda volta che, in prossimità del traguardo, la squadra Breno rallenta. E’ colpa solo della sorte o c’è qualche altro motivo?

Credo che in questo caso la sconfitta sia stata frutto della stanchezza. 6 giorni di torneo, alla media di 60 mani giocate in quattro, alla fine si sono fatti sentire. Abbiamo fatto errori grossolani e, in più, i nostri avversari hanno iniziato a giocare in maniera perfetta.

Che impressione hai avuto dell’organizzazione e dei giocatori scandinavi?

L’organizzazione è stata efficientissima. Nonostante tutte le mani che si giocavano ed il numero di tavoli e di eventi in contemporanea, i tempi venivano rispettati al secondo.

Stai inanellando una serie di successi. Fra Ostenda e Örebro, c’è stata la vittoria al torneo nazionale di Gambarie D’Aspromonte. Cosa, secondo te, rende vincente il tuo Bridge?

La cosa più importante è cercare di mettere sempre in difficoltà l’avversario per portarlo a sbagliare. Inoltre non bisogna mai mollare: finché la mano non è finita c’è una sempre una speranza di ottenere un buon risultato!

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Francesca Canali

Francesca Canali da alcuni anni è responsabile della trasmissione Vugraph durante i Campionati. Da Gennaio 2013 collabora con la sala stampa della FIGB.

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