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Competitività e strategie (I)

Red Jack, il nostro esperto delle prese totali, rievoca la finale della competizione a squadre dello European Open Championships 2013 di Ostenda.

E’ andata come è andata e la delusione per non essere riusciti a portare a casa un titolo che ci manca brucia ancora, tanto più che sembrava proprio a portata di “mano”.

Riassumiamo brevemente la situazione. Siamo al secondo ed ultimo turno della finale Open Teams agli Europei 2013 di Ostenda e la squadra italiana Breno conduce per 31 a 7, dopo un primo turno privo di swing di rilievo, ma con consistenti risultati positivi accumulati in ben 7 board su 14.

Ed è ora che arriva il disastro.

In sole 2 mani svaniscono i 24 punti di vantaggio e si finisce col perdere per 42 a 44, ovvero per 36 a 44 a causa di una penalizzazione dovuta allo squillo di un telefonino.

Nel board n. 15, il primo della seconda serie, in una sala si lasciano giocare 4Cuori invece di trovare una economica difesa a 5Fiori, in prima contro seconda, e nell’altra si “difende” sulla difesa avversaria superando il Par assoluto negativo e perdendo 13 IMP.

Nel board n. 25, in una sala gli avversari giocano un comodo parziale a 3Picche, invece di difendere contro la manche in zona, nell’altra non si difende a 4Picche per 1 down contro 4Cuori, nonostante in favore di zona, e si perdono altri 11 IMP.

Ad un esame superficiale può sembrare che la colpa sia tutta attribuibile a eccessiva prudenza per le mancate licite in difesa e in attacco o a fortunate circostanze che hanno premiato esageratamente gli avversari. Ma non è esattamente così.

Queste due nefaste smazzate, già riportate in cronaca dal bravo e simpatico Mark Horton, hanno contribuito pesantemente alla sconfitta, ovvero alla “Waterloo”, come lui l’ha titolata, della squadra italiana contro i polacchi di Mazurkiewicz e rappresentano due esempi tipici di licite competitive, che vale la pena analizzare un po’ più a fondo attraverso alcune riflessioni sugli aspetti sia competitivi sia strategici, soprattutto per trarne suggerimenti utili in situazioni analoghe.

COMPETERE O NON COMPETERE

Il punteggio piuttosto equamente diviso tra le due linee fa presupporre una equa ripartizione anche delle prese totali, ammesso di sapere con esattezza che sono 19.
Vediamo la convenienza di passare, Contrare o rialzare a 5Cuori, assegnando una equiprobabilità alle due situazioni.

Nell’ipotesi di 19 prese totali, se si dichiara:

*Vengono riportate le somme pure e semplici per evidenziare meglio la differenza tra le scelte dichiarative. Sarebbe matematicamente più corretto riportare la media.

Conclusione: dichiarare 5Cuori non è la scelta vincente, quella più conveniente è Contrare.

E se le prese totali fossero 20, come prescrive la Legge delle prese totali in base al numero di Atout?
Non avendo elementi per decidere altrimenti, dobbiamo ipotizzare 3 suddivisioni, anch’esse equiprobabili: 10-10, 9-11 e 11-9.

Il confronto ci dice che si realizzano:
Passando
: -4 IMP
Contrando: -1 IMP
dichiarando 5Cuori: -4 IMP (solo -2 se non Contrate)

Contrare è quindi il male minore, perché si perde comunque 1 IMP, dovuto al fatto che gli avversari hanno raggiunto il Par assoluto.

Le conclusioni, sulla carta, suggeriscono quindi di seguire la massima: lasciate il livello 5 agli avversari.
Infatti, anche in una ipotetica, ma poco probabile, divisione 11-8 o 8-11 delle 19 prese totali, la dichiarazione più conveniente sarebbe ancora Contrare.

Il problema rimane diagnosticare l’esatto numero di prese totali e la loro suddivisione, e come si vede la Legge in questo caso è fuori di 1 presa (20 Atout contro 19 prese), ma per fortuna senza conseguenze sulle scelte dichiarative.

Questa analisi, del tutto generale, possiamo ritenerla valida per situazioni analoghe: se pensate vi siano 19 o 20 prese totali, in seconda contro prima e quando la forza delle due linee è pressoché equivalente, non salite a livello 5. Contrate!

Se ne deduce quindi che il nostro Intonti ha sbagliato spingendosi fino al livello 5?
Guardate allora questa smazzata:

E’ esattamente la stessa per punteggio e distribuzione , abbiamo soltanto scambiato la PiccheQ di Sud con la CuoriQ di Est. Ora Nord realizza 11 prese a Cuori contro 9 prese a Fiori di E/O, +650 contro +300 ed una differenza di 8 IMP!
Un caso fortuito e poco probabile? Assolutamente no.
Innanzi tutto sottolineiamo che le due distribuzioni sono equivalenti, hanno cioè la stessa probabilità, inoltre non è la sola combinazione che permette di realizzare 11 prese, scambiando un onore di Sud con un altro onore della linea E/O, come riportato nella seguente tabella.

PiccheQ     contro     CuoriQ     11-9
PiccheQ     contro     QuadriK     11-9
PiccheQ     contro     QuadriJ     11-9
FioriK     contro     CuoriQ     11-9
FioriK     contro     QuadriK     11-9
FioriK     contro     QuadriJ     10-10
PiccheK     contro     QuadriQ     11-10
PiccheK     contro     QuadriK     11-10
PiccheK     contro     QuadriJ     10-10

In ben 7 casi su 9 si realizzano 11 prese a Cuori! E ci sono altre combinazioni di onori in cui addirittura si può fare lo Slam sia a Cuori sia a Quadri.
Sarebbe stato sufficiente, quindi, un solo onore utile tra tutti quelli inutili posseduti da Sud, perché il board risultasse in pareggio invece di costare 13 IMP.

E Breno avrebbe vinto il Campionato Europeo Open a squadre per 36 a 31 IMP (nonostante il telefonino).

Continua…

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Red Jack

Giacomo Andrea Crucinio (CRM010, Milano Bridge), laureato in fisica, docente, giornalista, consulente di editoria aziendale e uffici stampa per società in gran parte high tech, ha come principali interessi musica, cinema e, naturalmente, bridge. E’ sposato, 3 figli (unica pecca: nessuno di loro gioca a bridge). “La passione per il bridge è scaturita in un fumoso bar della Facoltà di Scienze di Milano. Mi ha affascinato subito, ma impegni personali, familiari e di lavoro non mi hanno permesso di praticarlo con quella assiduità che avrei voluto. Pur non avendo mai smesso di seguirne le vicende, la mia pratica del bridge si è concentrata di più sugli aspetti teorici, certamente non emozionanti come le smazzate ‘vissute’ direttamente al tavolo, ma non meno interessanti. Strada facendo ho annotato dubbi, riflessioni o analisi su argomenti mai veramente risolti, come quello delle prese totali, che spero di pubblicare in un prossimo futuro. La firma red.jack è una vecchia abitudine di firmare articoli di settori diversi con nomi e sigle diverse. In questo caso è un nickname di sapore più attuale”.

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