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Con Andrea Dalpozzo nel backstage del Torneo di Rastignano

Andrea Dalpozzo, ingegnere bridgista, è il responsabile dell’organizzazione del Torneo di Rastignano, uno degli eventi più apprezzati e attesi del calendario bridgistico. 

Da quanto tempo ti occupi di organizzare questo torneo?

Ho organizzato tutte le edizioni, quindi sei anni.

Come è cresciuto questo evento nel tempo?

E’ nato un po’ per caso, per organizzare qualcosa di diverso nell’area bolognese. Poi, vista la richiesta sempre in aumento, abbiamo cercato in qualche maniera di soddisfare le sempre più numerose richieste ampliando la struttura, pur nelle possibilità del nostro circolo, che ha dei limiti strutturali che purtroppo non ci permettono di fare eventi più grandi. Adesso, con 82 squadre, siamo arrivati al massimo ospitabile.

Quali ingredienti sono fondamentali per organizzare un torneo di questo tipo?

Primo, una grande passione per il Bridge. Secondo, un buon gruppo di collaboratori. Terzo, un po’ di capacità organizzativa. Il tempo e gli errori, poi, ti aiutano a migliorare.

Quanto tempo impiegate per l’organizzazione del Torneo di Rastignano?

Tutto l’anno. La parte più impegnativa è la ricerca degli sponsor. Si lavorerà da subito per l’organizzazione del Torneo del prossimo anno e, anzi, sono stati già presi alcuni accordi, dunque i lavori sono di fatto già iniziati. L’impegno è tantissimo e alla fine, quando arriva la data del Torneo, è un po’ come il giorno delle nozze.

Quali sono i costi? Quali i ricavi?

Abbiamo costi esagerati per quanto riguarda l’allestimento della struttura esterna. Poi, ci sono le spese relative al materiale e al personale. Dopodiché, bisogna risolvere i problemi logistici legati all”organizzazione del catering, all’allestimento della struttura esterna e degli impianti, ecc. La parte di montaggio richiede una decina di giorni di lavoro di 5-6 persone. La spesa complessiva è di circa 23.000 euro, considerando che lavoriamo tutti gratis, a partire dal sottoscritto, che ci si impegna un anno intero.

Il torneo nasce con montepremi fisso, dunque di fatto il circolo parte in rimessa. Tutto il ricavo delle iscrizioni va a coprire i premi, e il resto va quindi recuperato dagli sponsor. Per noi è importante venire incontro alle esigenze, anche economiche, dei bridgisti che partecipano al Torneo, perché questi sono tempi di magra per tutti e molti viaggiano per 2oo-3oo km per raggiungerci. Pertanto, abbiamo mantenuto negli anni il costo di iscrizione costante e preso accordi con il ristorante che fornisce il servizio catering affinché anche il prezzo della cena sia favorevole.

Nel 2012, in seguito agli eventi sismici che hanno colpito l’Emilia Romagna, sei stato promotore di una raccolta fondi fra i bridgisti che ha portato alla riapertura della sala culturale del comune di Medolla, e in particolare al riallestimento dell’area ragazzi. Come procede l’iniziativa?

Dopo l’inaugurazione, sono tornato a Medolla a portare nell’area dedicata al nostro sport libri e riviste di Bridge donati dalla Federazione.

Il progetto futuro è portare un po’ di scuola Bridge a Medolla, ma tutto è legato a un discorso un po’ più ampio, che va concordato con la Federazione, perché dobbiamo decidere se introdurlo nelle scuole ed eventualmente come.

Quali sono, in generale, le condizioni della popolazione locale, a sedici mesi di distanza dalle scosse?

Le persone sono serene e in qualche modo si sono tutte sistemate. Alcuni problemi nel proseguimento dei lavori sono legati alle lunghezze burocratiche.

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Francesca Canali

Francesca Canali da alcuni anni è responsabile della trasmissione Vugraph durante i Campionati. Da Gennaio 2013 collabora con la sala stampa della FIGB.

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