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I favolosi Anni Sessanta

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Bridge, lo Sport della Mente

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I favolosi Anni Sessanta…

…Ovvero quando il Blue Team, il PRIMO Blue Team, vinceva come un rullo compressore Olimpiadi e Bermuda Bowl con tale autorità da incutere più rispetto ed ammirazione che invidia tra i suoi avversari; Americani, Inglesi o Francesi che fossero.

Certo, gli italiani utilizzavano sistemi dichiarativi all’avanguardia, e questo li pose in condizione di gran vantaggio per diversi anni; anche per quel che riguarda il gioco i nostri Campioni erano ritenuti imbattibili.

Ma vi assicuro che il livello generale, forse anche per il fatto che gli altri dichiaravano un po’ a spanne, era davvero superlativo.
Ciò non toglie che a grandi giocate si unissero saltuariamente clamorose perdite di senno; proprio come accade alle superstar dei nostri giorni.

Sfogliando tra le smazzate tratte dalla Bermuda Bowl 1962 ho scovato qualche esempio che sono sicuro vi divertirà.
La prima smazzata vede in campo Gar”r”ozzo, come allora veniva chiamato, in coppia con Chiaradia, contro Murray e Coon, che difendevano i colori del Nord America; non USA, perché della squadra facevano parte anche i due canadesi.

Attacco FioriK e FioriQ, tagliata.
Picche alla Dama e Fiori taglio.
Garozzo sembra preparare una eliminazione in caso le Picche siano divise; Atout, tre giri di Cuori e l’avversario dovrà muovere Quadri.
Di fatto il PiccheJ fatto correre vede Est non rispondere, e allora il terzo giro nel colore mette in presa il morto.
Ora QuadriA e Quadri, per EST, che, dopo una lunga pensata, muove Cuori.
Vi prego di notare che la continuazione a Fiori avrebbe messo il compagno in seria difficoltà: se scarta Cuori e il giocante indovina le Cuori son buone, se scarta Quadri libera l’ultima al morto.
Ok, probabilmente sul ritorno a Fiori Garozzo avrebbe scartato Cuori perché la divisione a Quadri era più probabile del miracolo a Cuori.
Comunque sia:

Cuori preso dall’Asso e QuadriQ; vista la maldivisione Garozzo ha tirato l’ultima Atout e Ovest si arrende; guardate voi.

La prossima smazzata è davvero curiosa e vede il grande Giorgio Belladonna alle prese con un contratto in apparenza condannato.
Lo svolgersi della vicenda non porta grande onore ai protagonisti.
Gli avversari sono ancora una volta i Canadesi Murray e Coon.

12Quadri = texas
24Cuori = mo’ ora me le gioco io!

Vedete che il giocante ha quattro perdenti secche.
Ma Murray, ignaro di ciò e architettando un piano diabolico, intavolò la sua piccola Quadri sotto Asso; sperava probabilmente di trovare KJ al morto e di indurre il giocante in errore.

Questo apparente suicidio si rivelerà, come vedremo, un possibile Grosvenor Gambit, termine con cui si indica nel bridge un apparente regalo di cui l’avversario non può approfittare se non a carte viste.

Passiamo a Belladonna: lasciato con suo stupore in presa col Re, conta facilmente da dieci a undici prese a seconda della posizione della CuoriQ.
Batte Asso e Cuori, su cui mette il Re una volta visto Est non rispondere.
Piccolo intoppo.
Ora se prosegue in Atout porta a casa il contratto, ma, ignaro della situazione a Quadri, decide di premunirsi contro l’ultimo ipotetico ostacolo che potrebbe mettere in pericolo il contratto, ovvero il doubleton di Fiori in Ovest, che andrebbe a promuovere a vincente il Cuori9.

Sale quindi al morto e intavola la Dame, scartando di mano una Fiori.
Non immagina certo l’QuadriA a sinistra e per di più secondo.

Ecco che Murray ottiene insperata presa con l’QuadriA, e unitamente ad essa la possibilità di promozione, a Quadri e non a Fiori, come paventava l’avversario.
Torna quindi a Fiori, sapendo che se il compagno ha l’Asso il ritorno a Quadri gli procurerà la presa del down.

In pratica il giocante ha impostato un piano di gioco eccellente, ma con l’effetto di creare un trasferimento di minaccia di promozione da un colore all’altro.

Solo che la faccenda non è ancora conclusa.
Incerto sul ritorno di 4 o di 3 che sembrano promettere un onore, decide di rinviare di Fiori9.

Coon, in presa col Re, non ci capisce più nulla, non sa che il compagno ha la quasi forchetta a Cuori e sospetta che Sud sia partito con tre Fiori e Ovest solo due.
Per inciso, sospetta forse anche che Sud si sia bevuto il cervello con questa manovra, se davvero aveva a Fiori10xx per QJx.
Insomma, alla fine prova ad incassare il FioriK e gli spettatori in bridgerama urlano di raccapriccio: 4Cuori fatte.

E ora i britannici in controgioco contro il Maestro Chiaradia:

11Fiori = forte
21Quadri = io no

Se Rodrigue attacca di piccola Cuori la mano è già finita, ma questi, dopo attenta riflessione, mette in tavola l’CuoriA; visto il conto del compagno prosegue con la Dama, uccidendo il Fante del giocante.

Chiaradia prende di Re e incassa cinque colpi di Fiori, su cui Ovest scarta una Cuori e una Picche ed Est quattro cartine di Picche.
Ora QuadriA e Quadri, per la Dama di Konstan.

Questi vede il down, poiché sa che l’apertore non può avere in mano PiccheA e PiccheK con cui avrebbe totalizzato senza rischi nove prese.
Per sfruttare al massimo le risorse della bella difesa iniziata dal partner rinvia allora direttamente Picche, senza incassare le sue Cuori.

Chiaradia sa che questa è l’unica opportunità di mantenere il contratto e, pur col sospetto di come andrà a finire, liscia.

Rodrigue entra di Re, incassa il QuadriK e muove Cuori per le due ultime prese del compagno.
Due down e applauso ai britannici.

Per finire torniamo ai giorni nostri con i campioni del ventunesimo secolo.
Tanto per verificare se davvero i più grandi progressi sono nati dall’evoluzione della licita più che dall’affinamento nel gioco e controgioco.
O no?

Siamo al Grand National Teams 2012, il Campionato a Squadre per nazioni degli USA.
Alla finalissima arrivano Florida e Stato di New York, e l’ultima smazzata vede New York in vantaggio per soli 4 IMPs.
Guardate un po’ cosa inventa il computer:
Dichiara Est, E/O in zona:

In Sala Aperta New York in N/S:

Una licita fiorita, direi.
Comunque sia, Ovest attacca in Atout e Rodwell utilizza le Cuori del morto per tagliare tre volte Quadri, sperando di veder cadere l’Asso.

Alla fine ripiega sull’impasse a Picche e segna 980.
New York sembra al sicuro.

In chiusa i tifosi di Florida devono sperare in un qualche strano accadimento, tipo un’improbabile difesa che faccia pagare 1400, visto che 1100 non basterebbero, oppure che lo slam venga contrato, oppure…

1X = incomprensibile, forse per mischiare le acque
2XX, se Nord immagina, impossibile, la quinta in Sud, 4Picche surcontrate segnano una cifra nuova.
35Fiori = cuebiddare il Re secondo in questa sequenza è davvero orribile, sembra l’Asso.

Ora la palla passa all’incredibile Hurd, che si trova in mano due Assi contro un grande Slam in cui gli avversari hanno cuebiddato tutto e oltre.
Se sbaglia rischia di regalare e alla fine decide di attaccare passivamente in Atout, tanto se un Asso passava non scapperà di certo.

Infatti: impasse a Picche e 1510, ovvero 11 IMPs a Florida, che vince sul filo di lana.

Per inciso, e per quel che vi può interessare, la mano mi ricorda un episodio simile occorsomi a fine anni ottanta durante il Festival Internazionale di Venezia; c’erano tutti, ma dico tutti i campioni.
Insomma, gioco contro la squadra Lavazza e dopo una licita d’assalto i polacchi arrivano a Slam e ho due Assi in mano.
Tremo, ragiono, cogito e poi, per non rischiare, attacco verde; morale pagavano due prese di testa e mi fanno sei sul muso.
In Chiusa la licita fa quasi schifo uguale ed approda allo stesso contratto.
L’attacco spetta a Versace.
Ve la faccio breve: board pari.
Il signor Scarpa, i vecchi lettori sanno bene chi è, avrebbe battuto il contratto sia in Chiusa come anche in Aperta.
Morale: la mano era destinata a non contare nulla.

 

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Luca Marietti

Luca Marietti (MRC020, A.B.A./T.C.A. Milano) gioca a Bridge da trent'anni e da subito si è appassionato anche all'aspetto giornalistico. E' stato prima collaboratore, poi redattore del Bollettino Milano Bridge, distribuito nei circoli del capoluogo lombardo. Dalla fine degli anni '80 gli articoli di Luca sono stati pubblicati regolarmente sulla rivista federale Bridge D'Italia. La sua profonda passione, il suo talento con la penna e il suo squisito umorismo hanno spinto Luca a scrivere tre libri di Bridge a scopo benefico: "La Bridgiade", "Buonbridge" e "La storia del Bridge", quest'ultimo pubblicato anche dalla Federazione. Quando il lavoro glielo permette si dedica anche all'insegnamento del nostro sport. Nel suo palmares vanta due Campionati Italiani e una manciata di Tornei Nazionali.

Un commento

  1. Questi bellissimi ricordi del passato sono molto interessanti e fanno sempre piacere. Complimenti!

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