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Le carte del morto

Ciao Maurizio.
Una curiosità regolamentare sulla quale il protagonista al tavolo ha preferito non chiamare l’arbitro per non fare la figura dello sprovveduto, ma che può prestarsi ad un chiarimento.

Simultaneo serale del 5/11
Board 6
Dichiarante Est; E/O in zona

Est attacca di PiccheJ per il PiccheK del compagno che rigioca l’Picche8 per la Dama del dichiarante che manifesta un certo disagio.
Est “avverte” che qualcosa non quadra ma non realizza cosa: infatti è successo che Ovest ha già coperto l’unica carta di Picche rimasta al morto dopo il primo giro, ma quello che appare agli occhi di Est è il vuoto.

Conseguentemente attribuendo al dichiarante Q9xx in partenza fila per conservare la carta di collegamento in mano ad Ovest. A conferma di quanto successo lo stesso dichiarante dopo la giocata di Est chiama lo scarto di una Fiori: il morto risponde di aver già risposto e ad Est si chiarisce l’equivoco in cui si è inviluppato.

Nella situazione Est non ha minimamente protestato in quanto probabilmente la visione del morto immediatamente dopo l’attacco gli sarebbe dovuto essere sufficiente per giocare correttamente: comunque, a stretto termine di regolamento, avrebbe potuto rivendicare qualcosa?
PS: il morto è persona sulla cui correttezza Est non ha alcuna riserva.
Grazie per l’attenzione.
Ezio Lazzari (LZZ005, Bridge Bologna Rastignano)

Ciao Ezio,
la risposta è, in breve, molto semplice: sì, lo sfortunato protagonista aveva tutto il diritto di reclamare, e se lo avesse fatto l’Arbitro gli avrebbe dovuto permettere di sostituire la propria carta (o, in alternativa, assegnare alla fine un punteggio arbitrale conseguente a quanto prima).
Gli articoli coinvolti sono numerosi: prima di tutto, il morto non può manipolare (mettere in posizione di carta giocata) carte che il dichiarante non ha specificamente indicato come da giocarsi, e questo anche quando, come nel nostro caso, non ci sono alternative:

ARTICOLO 42 – DIRITTI DEL MORTO
[…]
3. Egli gioca le carte del morto per conto del dichiarante seguendo le sue istruzioni (vedi Articolo 45F se il morto suggerisce una giocata).
[…]

Quando il morto prenda iniziative che non gli competono, entra in gioco l’Articolo 45 del Codice di Gara, paragrafo D:

D. Carta maldestramente e/o indebitamente35 giocata dal morto
Se il morto mette nella posizione di carta giocata una carta che il dichiarante non ha nominato, la carta deve obbligatoriamente essere ritirata se sul fatto è stata attirata l’attenzione prima che ciascuna delle due linee abbia giocato nella presa successiva, ed un difensore può ritirare e riporre nella propria mano una carta giocata dopo l’errore ma prima che sia stata attirata l’attenzione su di esso; se il giocatore alla destra del dichiarante cambia la sua giocata, il dichiarante può ritirare una carta che abbia successivamente giocato in quella presa (vedi Articolo 16 del Codice di Gara, paragrafo D).

Nel nostro caso, poi, il morto è andato oltre, non solo “giocando” una carta che non doveva esserlo, ma addirittura coprendola:

ARTICOLO 65 – SISTEMAZIONE DELLE PRESE
A. Presa completata
Quando quattro carte siano state giocate in una presa, ogni giocatore porrà la propria, coperta, vicino a se sul tavolo.
[…]

Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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