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Sapersi adattare

camaleonti_artQuando ero ancora un principiante o giù di lì lessi un articolo di Camillo Pabis Ticci che mi interessò molto. Pabis Ticci era un grande giocatore, colonna del mitico Blue Team, di cui mi piaceva molto il rigore e la semplicità. In questo articolo mi colpì una sua considerazione che potrebbe essere riassunta nel concetto che quando facciamo delle interferenze ma non ci aggiudichiamo il contratto sarà con ogni probabilità il dichiarante a trarne più vantaggio dei difensori.

Pur tenendo conto che questa affermazione, come del resto tutto nel Bridge, ha valore probabilistico e non assoluto, credo che il Pabis avesse ragione. D’altra parte esiste anche una diversa scuola di pensiero che sostiene la necessità di intervenire appena possibile (ma non certo a casaccio!) per creare situazioni competitive anche con meno punti sulla linea; personalmente ho sposato questa filosofia per la banale quanto vitale considerazione che così mi diverto di più…

Vi ho fatto queste considerazioni non solo per farvi riflettere sul vostro, ossia della vostra coppia, stile di intervento, ma perché nella mano che segue l’eventuale intervento avversario costituisce un importante aiuto per portare in fondo il contratto.

La mano fa parte delle recenti selezioni a coppie miste giocate a Padova. Giocate 6Picche da Sud (solo N/S in zona) con le seguenti carte:

Contratto: 6Picche (da Sud)
Supponiamo che vi attacchino con FioriQ. Come giocherete?

Probabilmente prenderete, batterete le Atout (divise), e farete l’impasse a Quadri. Se riuscirà potrete incassare anche l’QuadriA, il secondo onore di Fiori e giocare la cartina. Chiunque prenda vi farà indovinare la Cuori o dovrà giocare in taglio e scarto.

Bene. Molto elegante. Ma se l’avversario di destra dovesse intervenire a Quadri? O se l’attacco fosse a Quadri indipendentemente dalla dichiarazione? Terreste la stessa linea di gioco ora che il QuadriK sembra essere piazzato male? Provate a pensare ad una linea di gioco diversa… se non la trovate l’impasse a Quadri sarà comunque un onesto tentativo nel noto principio “piuttosto che il down a patti è meglio il piuttosto”.

Al mio tavolo la dichiarante dopo l’apertura di 1SA ebbe l’intervento di 3Fiori a sinistra e l’attacco Quadri contro lo Slam a Picche. Ora abbiamo più indicazioni per una linea di gioco dove l’impasse a Quadri non ha possibilità concrete di riuscita. Cercando di ragionare a passetti (mi rivolgo come sempre agli Allievi o a chi vuole imparare) dovremo quindi prendere di A l’attacco. Ora abbiamo due perdenti, una a Fiori e una a Quadri e dobbiamo catturare la CuoriQ. Vedete la soluzione? Dopo aver preso con l’QuadriA e battuto le Atout potremmo rigiocare Quadri e incartare l’avversario di destra ma non basterebbe; ci farebbe indovinare la Cuori ma resterebbe la perdente a Fiori.

Dobbiamo quindi, dopo aver battuto le Atout, fare l’impasse a Cuori e, se avremo catturato la Q, eliminare le restanti Cuori, poi incassare FioriA e FioriK per togliere la carta di uscita a Fiori all’avversario di destra. Giocando ora Quadri Est sarà costretto alla fine a giocare in taglio e scarto permettendoci di eliminare la Fiori perdente.

Questa la mano completa:

Questa mano mi pare un interessante esempio di ragionamento progressivo. Se riceviamo le informazioni che il QuadriK è mal piazzato dobbiamo saperci adattare ad una realtà diversa dallo scenario che ci sarebbe piaciuto, in cui la riuscita dell’impasse a Quadri avrebbe risolto ogni problema. Il passo successivo è quello, non certo difficile, di riconoscere l’esistenza di una perdente certa, a Fiori, e “mezza perdente” a Cuori.

Il punto chiave è ora quello di vedere come in situazioni senza possibilità di scarto la soluzione possa essere quella di un’eliminazione e messa in presa per l’uscita in taglio e scarto. Questa è a mio parere la difficoltà più grossa, forse troppo per un Allievo, ma se non si comincia a pensare a queste situazioni non si può veramente progredire.
Si deve poi capire che l’incarto immediato ci può togliere una perdente ma non due e pertanto sarà indispensabile indovinare la CuoriQ.

Insomma una serie di ragionamenti che fanno seguito uno all’altro in un contesto logico, anche se non facile. Certo è che solo un esperto può vedere la soluzione con un colpo d’occhio unico mentre noi mortali non dobbiamo farci prendere dallo scoramento e dobbiamo lasciare libero il nostro cervello di trovare una strada; quando saremo arrivati ad una buona intuizione dovremo cercare con pazienza di procedere ancora come in una specie di caccia al tesoro senza mai abbandonare la realtà del quadro ed affidandoci sempre alla logica.

Faticoso? Certamente! Ma la soddisfazione sarà enorme. E cosa importa di vincere il torneo o dei famosi “punti rossi” quando si fanno mani così!

Per la cronaca, mi hanno detto che nessuna delle dichiaranti ha realizzato il contratto…

 

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Franco Caviezel

Il dr. Franco Caviezel (CVC003, C.lo del Bridge Venezia) è il medico federale. Specializzato in Neurologia, interessato soprattutto allo studio delle funzioni cerebrali superiori, appassionato di Psichiatria, è autore del libro "Bridge e cervello". Anche in campo bridgistico vanta un curriculum di tutto rispetto, avendo giocato per cinque volte nella Nazionale Italiana Senior, con la quale ha conquistato nel 2010 la medaglia di bronzo ai Campionati Europei di Ostenda.

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