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Standard dichiarativo

Dal prossimo gennaio, si vocifera, riprenderà il concorso licitativo della Quinta Italiana ma ancora non è chiaro se il progetto è condiviso nella Commissione Insegnamento e nelle altre componenti federali. Vorrei conoscere se non si ritenga utile per noi italiani avere uno standard di riferimento (anche per il settore arbitrale per stabilire quali sono le sequenze soggette ad Alert). 
Del resto non si capisce perché la carta delle convenzioni dell’individuale che qualcuno approva è diversa (ma non Alertabile).
Capisco che l’attuale Quinta Italiana genera alcune perplessità che hanno già creato qualche polemica. Ho chiesto anche agli estensori della stessa di trovare un modo per spersonalizzarla. 
Si potrebbe, alla stregua della formazione di Bridge World Standard, affidare il tutto ad un nutrito gruppo di esperti che attraverso una votazione stabiliscano le licite di default. Naturalmente seguendo la politica della semplicità e soprattutto mantenendosi vicino a quello che già adesso la moltitudine degli italiani gioca al tavolo o su BBO. La cosa peggiore a questo punto è decidere di non decidere.
Grazie
Lino Lucarella (LCL042, Bridge Martina)

Caro Lucarella,
intanto le confermo che nel 2014 tornerà il concorso licitativo basato sulla Quinta Italiana.
Lei dice che sarebbe utile avere uno standard di riferimento. Come non darle ragione?
Gli standard sono una bella cosa, tanto bella che… Chiunque dovrebbe averne uno!
Scherzi a parte, i tentativi di mettere d’accordo gli insegnanti per giungere ad una visione comune sono stati del tutto infruttuosi.
Troppi galli in un pollaio, ognuno vuole imporre la propria visione.
Mettere d’accordo gli esperti sarebbe (forse) meno aspro ma comunque assai difficile ed il risultato finale dubbio.
Perché l’utilità di uno standard si indebolisce di parecchio se poi nessuno lo insegna in quanto vuole usare e propagandare tutt’altro.
Il Quinta Italiana ha una sua dignità e se ne prende cura un’entusiasta come Marina Causa che lo cura e lo fa crescere come se fosse un suo bambino. Posso solo augurarmi che prenda piede, si diffonda e magari elimini lungo il percorso alcuni errori strutturali che (secondo me) lo affliggono.
Da qui a considerarlo lo standard di riferimento approvato dalla FIGB però ce ne corre.
E’ possibile che, in un prossimo futuro, si cambi opinione ma, al momento, la Federazione intende considerare sullo stesso livello qualunque sistema venga insegnato (nobili quarti, miglior minore, quadri quarto, fiori bilanciato, etc.) senza porne uno davanti agli altri.
Cordialmente,
Rodolfo Cerreto

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Rodolfo Cerreto

Rodolfo Cerreto (CRF004, Associato Allegra), livornese di nascita (quindi polemico per natura) e milanese per adozione. Impiegato in una multinazionale dell'Information Technology, sospira la pensione per poter giocare di più a bridge, una passione che dura da quasi 40 anni. E' felicemente coniugato con una bridgista con cui, per la reciproca pace mentale, gioca non più di una volta all'anno. Consigliere federale, preferisce di gran lunga sedersi al tavolo (o a tavola) che non azzeccare garbugli a palazzo. Ha appena rovinato una perfetta carriera alla Tano Belloni (lo storico eterno secondo del ciclismo) vincendo un titolo italiano dopo essere arrivato secondo per sei volte.

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