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Ti racconto una mano… (14)

Qualificazioni del coppie miste, per ora si sta a galla ma la serata del secondo turno è ancora lunga e gonfia di insidie. Adesso ad esempio è ora di destreggiarsi con il board 10, che alla mia postazione assegna:

Picche AJ842 Cuori 86 Quadri A765 Fiori A4

Tavolo rosso, la partner apre giuliva di 1Cuori per il mio facile 1Picche. Ora le cose si complicano un po’ con il suo 2Fiori Gazzilli: chiedo come stanno le cose con 2Quadri forcing e il 2Cuori di risposta (mano di diritto con le Fiori) mi toglie qualsiasi interesse verso contratti che non assomiglino a 3SA. Il dialogo si riepiloga dunque così (posizioni ruotate per comodità di lettura):

L’attacco è FioriQ e il morto che mi appare di fronte non sarebbe meno minaccioso se fosse uscito dalle pagine di Lovecraft:

Contratto: 3SA. Attacco: FioriQ.

Fra penuria di punti e misfit il contratto non sembra a un primo esame appartenere alla categoria di quelli che si mantengono. E’ vero che le prese sicure sono già 7, anche grazie all’attacco, ma lo sforzo per farle crescere fino al numero legale rischia di rivelarsi titanico. Ben difficilmente i nostri pali di sviluppo saranno divisi, come sempre quando l’avversario sceglie di attaccare in una corta (la Q senza il J parla chiaro): eppure bisogna partire da lì per avere qualche minima chance.

Dunque prendo in mano e faccio girare l’Cuori8, facile preda del CuoriK di Est (altro indizio di cattiva divisione), il quale rinvia immediatamente la QuadriQ.

Vediamo se riesco a fare un progetto su come arrivare a nove prese. La Cuori maldivisa non dovrebbe impedirmi di affrancare la quinta a patto di tenere al morto ingressi sufficienti: quindi prendo in mano con l’QuadriA il ritorno mentre Ovest fornisce l’8. La fatidica nona potrebbe arrivare dalla divisione delle Quadri? Potrebbe, ma penso che sia difficile anche se non impossibile, perché con tre carte nel seme forse Ovest avrebbe preferito attaccare lì piuttosto che in un evidente doubleton.

Comunque per ora gioco CuoriA (meno male, tutti rispondono: non era certo impossibile la 5-1) e Cuori su cui Est scarta Fiori e io Picche. Ovest ritorna con il Quadri2 smontando il K del morto e io mi vendico rimettendolo in mano con la quarta Cuori per lo scarto soffertissimo di una Picche da parte di Est. La situazione è questa, mentre siamo giunti a sei carte dalla fine:

Ho ceduto tre prese a Cuori, sanguinoso tributo all’affrancamento della quinta carta, e mi sono così issato a quota otto; inoltre nel frattempo credo di aver capito come sono messe le carte.

Ovest dovrebbe avere cinque Picche capeggiate da un onore, probabilmente il K, e questo spiega la sua riluttanza a muovere il seme (rinviare sotto Q sarebbe stato più attraente, suppongo), cosa che fatta per tempo avrebbe affondato il contratto. In questa situazione Est avrebbe Q-J-10-9 di Quadri, e questo è il motivo che lo ha spinto a rinviare il seme e a rinunciare a sua volta a sfondare Picche.
Ora Ovest si è schiarito le idee, anche grazie alla lunga esitazione del partner nello scartare Picche: esce dunque con il Picche5 su cui il partner passa la Q, che ritengo ormai secca.

Ma è troppo tardi per loro: mi trasferisco al morto con il FioriK e con la quinta Cuori metto fuori combattimento Est, a cui sono rimasti Q-J di Quadri e il 10 secondo di Fiori. Dopo ulteriore sofferenza decide di scartare Quadri, per cui lo metto facilmente in mano con l’altro onore di Quadri per il ritorno obbligato nella forchetta di Fiori del morto.

La mano completa era:

Il gioco aveva suggerito al giocante fin dall’attacco la reale ripartizione delle carte fra i difensori, idea che si è rafforzata ad ogni presa fino a delineare con precisione le due 5-4-2-2 consentendo il finale di gioco.

Nel corso della narrazione è stato evidenziato come un precoce sfondamento a Picche avrebbe messo inevitabilmente in crisi il contratto. E’ tuttavia curioso constatare che proprio nel momento in cui Ovest si decise a muovere il seme (mannaggia!), un ritorno diverso avrebbe mandato per aria il grazioso finale. Se infatti nella posizione del diagramma là sopra, Ovest con solo carte nere in mano avesse rinviato il Fiori7 per il morto invece che Picche per la mano, Est avrebbe avuto la possibilità di battere scartando la PiccheQ sulla successiva Cuori franca e conservando le Quadri vincenti e 10-x a Fiori. Il finale sembra identico a quello vincente ma i tempi sono sbagliati, e se il giocante incassa l’PiccheA per squeezare Est si trova in mano senza più ingressi al morto: Est può di conseguenza sguarnire il Fiori10.

Riesaminando la mano di Ovest è evidente che l’uscita a Picche è stata trascurata a torto: data la consistenza del seme, era probabile che il down sarebbe passato da lì perfino in assenza di un onore maggiore in mano al compagno. Per la mia esperienza attaccare nel forte del dichiarante con una figura altrettanto forte spesso si rivela vincente perché gli onori sono posizionati in modo conveniente per la difesa: se il seme si rivela essere il palo di sviluppo del giocante niente è perduto, mentre se la tenuta di mano si rivela fragile allora muovendo subito il palo si regala magari una presa ma si guadagna un tempo spesso decisivo.
Se però l’attacco giusto era altrove, vi chiederei cortesemente di non citarmi nella successiva analisi.

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Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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