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Ti racconto una mano… dalla fase finale della Coppa Italia 2013

C’è un luogo magico dove le licite più azzardate si fanno senza paura, sempre magicamente ispirate; dove giochi e controgiochi a carte viste vengono realizzati senza errori né incertezze; e dove anche il bridgista più scalcinato – magari dopo tre o quattro tentativi – non sbaglia mai, ma proprio mai.
Quel luogo incantato si chiama VuGraph. E’ davvero sorprendente come il bridgista acquisti autorità e sicurezza nell’analisi delle mani, vedendo tutte le 52 carte squadernate davanti; con quale infallibilità (insomma…) individui le linee di gioco più ardite e improbabili e come ne esiga la realizzazione da parte degli attori, ignorandone bellamente la loro conoscenza ahimè parziale della vicenda.

Mano 19 del secondo round degli ottavi di finali. Comodamente assiso in VuGraph rimiro la disposizione delle carte (posizioni ruotate per comodità di lettura):

e cerco di capire se e come sia realizzabile il contratto di 6Cuori sull’ovvio attacco di KQuadri di Ovest (che a molti tavoli è anche intervenuto nel seme). Le perdenti potenziali sono tre, una per ciascun seme laterale, e i metodi normali per eliminarne due sembrano essere indovinare la QPicche e trovarla terza. Visto l’intervento e l’attacco sembra normale ipotizzare la Q in Sud; dunque una prima linea potrebbe essere prendere, battere le atout, rientrare con il KFiori, fare l’impasse e poi accendere un cero al santo protettore della 3-3.
Ma guardando meglio le carte (e in rama è facilissimo, credetemi) scopriamo in Sud la presenza del 10Picche che ci permette di fare l’impasse due volte, a condizione di avere i rientri. Allora contiamo: dobbiamo essere in Nord una volta per fare un primo impasse, una seconda volta per rifarlo e una terza per incassare l’APicche: che però a questo punto non può essere utilizzato come rientro. Guardando ancora un po’ meglio le carte scopriamo ora in Nord la presenza del 9Cuori: se il 10Cuori cadesse (e notate come sia facile formulare l’ipotesi vedendolo davanti a voi sullo schermo, secondo e indifeso in Ovest…) ecco materializzarsi il terzo decisivo ingresso. Attenzione però: il primo è già saltato sull’attacco, e quindi bisogna partire subito. Allora bando alle ciance: prendiamo l’attacco e giochiamo freddamente Picche al 10, poi due colpi di atout per la prevista (ehm) caduta del 10, battiamo l’ultima atout rientrando al morto, secondo impasse di Picche, sblocco del KPicche, rientro a Fiori e scarto di una perdente minore a scelta sull’APicche: voilà le 12 prese desiderate.

La mano completa:

Ora, lungi da me l’idea di essere sessista, ma non posso fare a meno di constatare che lo slam, dove chiamato, è stato sempre mantenuto nel men mentre nessuna delle women ha fatto 12 prese, che le avesse o no dichiarate. Qualcosa non va, ragazze: sospendete di quando in quando la tessitura di pregevoli ricami licitativi, trine interrogative e macramè di relais sofisticati e leggetevi un po’ di Trézel o di Kelsey. Oppure, in alternativa, venite a sedervi in Rama vicino a me e vedrete come diventa facile…
E se il 10Cuori non fosse caduto, la mano si poteva fare ugualmente con la Picche 4-2? Qui i metodi normali – per così dire – non servono più e bisogna pensare a un gioco di fine mano. Il controllo di Picche è ovviamente in Est, mentre chi ha subito l’interferenza a Quadri sa o sospetta che ci sia la possibilità di orientare la minaccia Quadri contro Ovest: dunque la compressione deve essere doppia, utilizzando le Fiori come minaccia comunicante. In altre parole bisognerebbe arrivare a questa posizione:

Incassiamo A e K di Picche trovando la prevista 4-2, e con l’ultima atout realizziamo la compressione: Ovest deve conservare la Quadri e quindi scarta una delle sue tre Fiori, a questo punto ci liberiamo della Quadri ormai inutile e Est ha lo stesso problema per conservare la quarta Picche. Pertanto l’ultima presa sarà l’umile Fiori3 di mano.
Ma attenzione ancora un attimo: per arrivare a questa posizione bisogna ridurre il conto, e quando farlo? Ebbene, l’unico momento possibile è lisciare l’attacco! Se prendiamo, non abbiamo più alcuna possibilità di cedere una presa agli avversari senza distruggere irrimediabilmente una minaccia e quindi il finale: provare per credere.
Nota per i superprudenti. Sento già la domanda da parte di chi ha subito l’intervento: e se Ovest è intervenuto con 7 carte, chi mi difenderà dal compagno quando mi farò tagliare l’Asso di Quadri? Obiezione giustificata, alla quale l’unica risposta possibile è: prima di lisciare, venite a dare un’occhiata alla mano in VuGraph e poi procedete sereni…
Nota per i superanalisti. Lo so, lo so… se lisciamo l’attacco Ovest può distruggere la compressione attaccando la comunicazione a Fiori (difesa non proprio immediata). Non c’è mai niente di perfetto in questo basso mondo.

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Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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