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Un piccolo intrigante Slam

Lago dei CigniLa moderna interpretazione del “Lago dei Cigni” (balletto composto da Tchaikovsky) di Matthew Bourne a Broadway

Mi fa piacere cominciare questa mia collaborazione con Bridge d’Italia Online proponendovi una mano che, a morto sceso, sembra banale, ma che banale non è.
Più volte si è discusso dell’opportunità delle dichiarazioni dei piccoli Slam e il mio punto di vista in merito, derivante da scuola americana, riferito soprattutto alla partita libera ormai in disuso, è diverso da quello di scuola italiana, per cui non essendo questo né il momento né il luogo per discutere simili valutazioni tecniche, passiamo direttamente a vedere cosa architettò l’Apolide in questa mano che fece tremare di paura l’Ermenegilda, sua partner in quell’occasione.
In questo 6[H], tutti in zona, quando vediamo il morto siamo contenti di averlo dichiarato, sperando in una non disumana divisione delle atout.
Comunque sia poi, ci resta poi il modesto compito di realizzarlo.

La dichiarazione ha un’importanza relativa, perché la mano fu giocata anni fa, ma che comunque vi riporto. Sud, l’Apolide, amava i rever light e qui si cimentò così nel più assoluto silenzio della linea Est-Ovest.

Per l’Apolide, di ritorno in Italia dopo una vita passare a vagabondare per il mondo, la licita di 4[H] era come invitare le oche a bere. Non gli era mai stato chiaro che la chiusura a manche del compagno, di solito, era indice di fine licita.
E l’Ermenegilda soffriva in silenzio.

Attacco di [C]Q e quando scese il morto un sorriso radioso illuminò il vecchio volto di Sud. Il quale capì subito che con le Cuori 4-1 avrebbe avuto bisogno di una manovra diabolica. In caso invece di una sana divisione 3-2 delle Cuori grossi problemi non ce ne dovrebbero essere stati.

Vinta la prima presa di [C]A Sud si cautelò quindi giocando la [H]Q del morto e, sbirciando Est, lo vide sorridere quando depose con malcelato piacere il suo [H]9 sul tappeto verde. Ora il viso dell’Apolide divenne scuro, ma per poco. La sua mente aveva già visto tutto, a carte coperte, quello che noi a carte scoperte forse non abbiamo ancora realizzato.
Sud, pensando al lago dei Cigni, cominciò la danza sulle note di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Il [H]9 di Est era un singolo, come se fosse stato visto: quindi Sud avanzò sul tavolo verde il [D]J che Est ovviamente lisciò avendo letto, dalla licita, il doppio in mano al compagno. Ma Sud impegnò il suo [D]K e si affrettò a giocare il [C]K scartando il [D]5 del morto. Ora era il momento di rigiocare il [D]4 per il [D]10 del morto. Se Est avesse vinto la presa di [D]A il finale non avrebbe più avuto storia. Se Est, invece, avesse lisciato il [D]10 il risultato sarebbe stato ugualmente positivo per Sud.

Ermenegilda, scioccata da un rever così light, osò dire, sommessamente “Giochi il rever leggero?” E l’Apolide stupito: “Leggero? Mai visto tanti punti tutti assieme…”

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Pier Massimo Fornaro

Pier Massimo Fornaro (FRM052, Milano Bridge), Maestro FIGB

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