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Diavolo d’uno scozzese (4)

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Il quarto episodio della saga di Luca Marietti “Diavolo di uno scozzese”, dedicato alla strepitosa letteratura tecnica dello scozzese Hugh Kelsey.

Continuiamo l’omaggio a Hugh Kelsey, senza dubbio uno dei massimi analisti di tecnica bridgistica di sempre.
Anche per oggi andrò sul morbido, rispetto allo standard dei suoi problemi; pian piano, seguendo il suo modo di ragionare, ci addentreremo in situazioni progressivamente più complesse.
Il tema è sempre lo stesso: porsi le giuste domande e visualizzare il possibile sviluppo del gioco.
Nel terzo problema una novità; il campo di battaglia sarà rappresentato dalla formula del torneo a coppie, in cui i canoni del bridge puro vengono stravolti, non più la stretta necessità di mantenere il contratto, ma quella di battere la sala.
La presa in più, il decino offerto dal gioco a SA, il down calibrato per battere il parziale a disposizione della linea nemica, tante variabili da valutare per decidere la linea di gioco.
Esaurito il preambolo, eccoci ai nastri di partenza.

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Contratto: 3 SA, per l’attacco di Ovest a Picche.
A prima vista una passeggiata, cinque prese nei nobili e almeno quattro in un minore.
Ma, ovviamente, un problema, quello delle comunicazioni.

Se iniziamo a muovere Quadri l’avversario liscia il primo giro, dopo di che addio ai rientri in mano.
Se partiamo a Fiori e il colore non è diviso 2-2 la faccenda andrà: presa e ritorno a Cuori, poi un liscio a Fiori e al terzo giro saremo bloccati al morto senza poter incassare le Picche.

Allora, proviamo a viaggiare su due binari.
FioriJ, CuoriA e Cuori; ora QuadriQ rilevata dal Re, e qui devono lisciare.

Rubata la presa nel colore rosso incassiamo una Picche e proseguiamo a Fiori.

Totale due Picche, due Cuori, una Quadri e quattro Fiori.

Vedete?
La prima impressione è spesso quella che conta, a soluzione spiegata sembra davvero una passeggiata.

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Luca Marietti

Luca Marietti (MRC020, A.B.A./T.C.A. Milano) gioca a Bridge da trent'anni e da subito si è appassionato anche all'aspetto giornalistico. E' stato prima collaboratore, poi redattore del Bollettino Milano Bridge, distribuito nei circoli del capoluogo lombardo. Dalla fine degli anni '80 gli articoli di Luca sono stati pubblicati regolarmente sulla rivista federale Bridge D'Italia. La sua profonda passione, il suo talento con la penna e il suo squisito umorismo hanno spinto Luca a scrivere tre libri di Bridge a scopo benefico: "La Bridgiade", "Buonbridge" e "La storia del Bridge", quest'ultimo pubblicato anche dalla Federazione. Quando il lavoro glielo permette si dedica anche all'insegnamento del nostro sport. Nel suo palmares vanta due Campionati Italiani e una manciata di Tornei Nazionali.

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