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In ricordo di Guido Ferraro

Guido FerraroCi sono due qualità che apprezzo più di ogni altra in una persona: intelligenza e senso dell’umorismo. Guido ne possedeva a profusione.

Voglio raccontarvi una scena svoltasi tantissimi fa a Torino, nel corso di un mitchell sociale al circolo.
L’avversaria di Guido era una signora chiaramente alle prime armi che si trovava a muovere un colore di otto Atout mancanti della Donna.

Dopo avere battuto l’Asso, si trasferisce al morto e gioca il Fante verso il suo Re. Dopo avere visto scendere la cartina a destra, si immerge e poi decide di mettere il Re.

Come avrete già intuito, Guido era alla sua sinistra con la Q in caduta.
A questo punto lui, imperturbabile, estrae un jolly dalla tasca e lo depone sul tavolo, nello stupore generale.

La signora, allibita, chiede cosa stia succedendo. Lui, sempre tranquillo, le risponde:
“ho giocato il jolly, Signora”.
“Ma come? Il jolly?!??”.
“Sì, certo. Non sa che durante il torneo è possibile giocare, una ed una sola volta, il jolly evitando così di rispondere a colore?”

Qui qualcuno riconoscerà l’analogia con il “bagatto” nel gioco dei tarocchi, molto diffuso a Torino.

“Ovviamente si può fare una volta sola, altrimenti sarebbe troppo facile. Il regolamento prevede che, dopo che è stato giocato, l’avversario lo ritiri e lo consegni all’Arbitro. Ma… a lei non l’hanno dato? Allora, mentre lo porta all’Arbitro, si faccia dare il suo!”

Vi lascio immaginare la faccia di Bertotto quando si è visto arrivare una signora che reclamava a gran voce di avere il suo jolly sostenendo che glielo aveva detto Ferraro e quindi era sicuramente giusto!!

Ciao Guido, non so dire quanto mi mancherai.

ferraro_duboin2Guido Ferraro con il suo amico di sempre Giorgio Duboin

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Rodolfo Cerreto

Rodolfo Cerreto (CRF004, Associato Allegra), livornese di nascita (quindi polemico per natura) e milanese per adozione. Impiegato in una multinazionale dell'Information Technology, sospira la pensione per poter giocare di più a bridge, una passione che dura da quasi 40 anni. E' felicemente coniugato con una bridgista con cui, per la reciproca pace mentale, gioca non più di una volta all'anno. Consigliere federale, preferisce di gran lunga sedersi al tavolo (o a tavola) che non azzeccare garbugli a palazzo. Ha appena rovinato una perfetta carriera alla Tano Belloni (lo storico eterno secondo del ciclismo) vincendo un titolo italiano dopo essere arrivato secondo per sei volte.

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