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Dario Tramonto

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Dario Tramonto

Il ricordo di Paolo Clair

E’ morto il Lupo.
Lo avevamo conosciuto tanti anni fa, avvolto nel riserbo. Il tempo però aveva rivelato che il viso impassibile e il carattere apparentemente burbero di Dario nascondevano, forse proteggevano, un animo sensibile e capace di straordinaria generosità.
La sua confidenza era difficile da raggiungere, ma non irraggiungibile. E la sua amicizia, poi, era preziosa, leale e fraterna.

Ciao caro vecchio dolce Lupo, ciao Dario, grazie di tutto.

Paolo Clair

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Il ricordo di Franco Caviezel

Dario Tramonto Lo chiamavamo “il lupo” e non è difficile capire il perché. Non solo per la barba lunga e il suo sguardo netto e deciso ma anche per il suo atteggiamento al tavolo di predatore in mezzo alle pecorelle. Ci faceva regolarmente a pezzi noi pecorelle, ma senza un pelo di cattiveria e aggressività anzi con molta gentilezza. Aveva l’abitudine di sbadigliare come se si stesse svegliando in quel momento e fosse ancora sulle nuvole, invece sembrava che vedesse solo le sue carte ma nulla di quello che succedeva gli poteva sfuggire. Una straordinaria presenza al tavolo ed una grandissima fantasia erano le sue armi migliori. Ma non crediate che fosse solo un giocatore estroso. Era veramente bravo: semplicemente non sbagliava in controgioco ed aveva il fiuto del lupo di sentire il vento e l’odore della preda che gli permettevano di realizzare contratti impossibili. Io cercavo di imparare da lui ma non riuscivo mai a vedere così in là.
Apparentemente molto burbero era sì schivo ma anche molto legato agli amici. Quando giocavo con lui e sbagliavo lasciava passare qualche mano poi diceva, con aria di scusa: “sai Franco…forse se anticipi le picche… non so sai… però mi pare che poi potresti fare uno scarto… prova a pensarci…”
Vorrei raccontarvi una delle tante mani del suo brillante bridge ma ormai la memoria mi manca.
Mi resterà sempre in mente invece quello che successe più di 20 anni fa ad un grosso torneo a squadre. Dario doveva incontrare una coppia diciamo così “chiaccherata”. Si sedette al tavolo sfoderando il suo ironico sorriso da lupo e disse qualcosa del tipo: “Mi hanno detto che vi fate i segni ma io non credo che siate dei disonesti, vero? Sono certo di poter giocare tranquillo…”
Addio Dario, mancherai a tutti noi

Franco Caviezel

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