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I Campionati Under 26 visti da chi ha partecipato

Sophia Capobianco e Alessandro OllariSophia Capobianco e Alessandro Ollari

I ragazzi che hanno partecipato ai Campionati Under 26 erano divisi in due categorie: Esperti ed Esordienti.
Nel secondo gruppo anche Sophia Capobianco, tredici anni. Dimostrando grandi doti di spirito e di penna, oltre che come giocatrice, Sophia si trasforma in reporter: intervista il suo compagno di bridge, i loro genitori e la sua istruttrice e produce un articolo che dà una visione a 360° del Campionato.

Credete che abbiano partecipato solo i ragazzi a questa splendida manifestazione? Vi sbagliate di grosso, perché insieme a loro seppur da lontano c’erano istruttori, amici, genitori e tutti i compagni della sezione di bridge incollati alle classifiche rese disponibili su internet e al telefono.

Cedo però per primo la parola al mio istruttore:

[message_box title=”L’istruttore…” color=”red”]

Insegnante“Sono Sandra, il super-contento istruttore di due cari ragazzi. Ho convinto i genitori a lasciarli partecipare a questa coinvolgente iniziativa. Ecco i miei due allievi.

Sophia: tredicenne, bionda, occhi azzurri, solare, ti incanta con un sorriso, ti stende con un oi-zuki di karate, ti sorprende con un 7 Cuori
Alessandro: diciottenne, moro, occhi scuri, riflessivo e motivato, sempre pronto a una smazzata con gli amici, ti spiazza con un sacco di domande, ti dà fiducia perché preparato.

I miei occhi controllavano le ore, il cuore e la mente erano a Riccione e finalmente…
Classifica a coppie quinti, e classifica a squadre “oro”.
Sono partiti un po’ incerti e preoccupati ma con mia grande soddisfazione hanno vissuto questa esperienza in modo costruttivo: ho visto correttezza, disponibilità e responsabilità verso l’altro, condivisione dell’errore e del risultato. Che bello essere il loro istruttore!”

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[message_box title=”Sophia…” color=”blue”]

girl-icon“Sono Sophia, e ti racconto invece della grande emozione di fare il primo campionato, e per di più fuori porta. All’arrivo neanche sapevo dove andare, sia per giocare che per l’albergo, vuoto totale.
Poi piano piano Alessandro e io abbiamo iniziato a orientarci, con la consapevolezza che presto avremmo dovuto iniziare il torneo. Non posso nascondere che la paura era proprio tanta, ma comunque mi sono tranquillizzata all’idea che eravamo una coppia, e quindi insieme si vince e insieme si perde, l’importante è dare il meglio di sé.
Mamma mia, il momento peggiore è stato quando nel primo dei tre turni ho giocato 2SA… prima -1, e poi -2, e come se non bastasse -3. Non vedevo l’ora che finisse, giuro, ma alla fine grazie anche all’incoraggiamento di Alessandro, mi sono ripresa. Una delle parti più belle è stata chiamare e realizzare un piccolo Slam a Picche.
Sapete, il bridge fa venire fame, e anche l’insonnia, soprattutto per l’euforia dei risultati del turno serale, dove siamo arrivati primi a pari merito con un inaspettato e quasi incredibile 71.48 % , visto e considerato che giochiamo solo da novembre.
Mi è piaciuta molto anche l’atmosfera generale, conoscere tante nuove persone, “nemiche” al tavolo da bridge, ma amiche al tavolo da cena, e soprattutto sentire vicino genitori e amici, e il fantastico onnipresente istruttore. Telefonate, sms a go go, che mi hanno tenuto compagnia, offerto un punto di vista esterno di tutto quello che stava capitando e incoraggiato a dare il massimo.
Se potessi fare un salto indietro, forse sceglierei di partecipare anche al torneo a squadre, non solo a coppie, perché mi è dispiaciuto dover abbandonare il mio compagno, anche se in ottime mani.
In ogni modo mi sono divertita tantissimo e spero che sia il primo torneo di una serie lunghissima. ”

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[message_box title=”Alessandro…” color=”red”]

boy-icon“Sono Alessandro, già prima di partire ero molto emozionato, avevo ripassato le dispense, ma ero preoccupato del confronto con gli avversari: chissà chi sarebbero stati, da dove venivano, come avrebbero giocato… insomma molti dubbi.
Arrivati, mi sono fatto coraggio anche perché mi sono trovato subito bene con Sophia.
Al primo “ventaglio” cercavo di passare inosservato, ma sentivo un fremito che partiva dalle caviglie e andava su fino al cuore che batteva forte. Stringevo le carte e cercavo di ripensare alle licite e alle regole con la paura di sbagliare.
Del campionato a coppie vi ha già parlato Sophia, che è dovuta andare via, lasciandomi un po’ teso. Per fortuna ho trovato dei ragazzi simpatici con cui mi sono subito accordato per fare la squadra. Mano a mano che giocavamo, il mio compagno ed io ci accorgevamo di intenderci benissimo, soprattutto nel controgioco, che per noi esordienti è certamente più difficile.
Un momento di grande soddisfazione è stato quando abbiamo mandato i nostri avversari ben 7 down nel contratto di 3SA. WOW!
Al termine è arrivato l’ORO. Non ero mai stato così appagato, entusiasta, euforico, tanto che sono scappato senza salutare e ringraziare tutta l’equipée della FIGB. Lo faccio ora, mandando anche un caro saluto ai miei compagni di squadra, con cui vorrei restare in contatto”.

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[message_box title=”I genitori di Sophia…” color=”blue”]

parent“Siamo Cristina e Ugo, i genitori di Sophia, ed immaginiamo che vogliate sapere la parte dei genitori in tutta questa storia. La riassume Carmen Consoli nel titolo di una sua canzone famosa “Confusa e Felice”. Confusi per il timore di lasciare andare una tredicenne a Riccione, felici della bella esperienza che iniziava a vivere.
All’età della nostra ragazza questi momenti restano impressi, sono formativi, si vive una sana competizione, le regole sono chiare, universali, indiscutibili. È quindi un ambiente positivo dove si cresce, ci si mette in gioco, trascinando con sé il compagno… a 360 gradi!
A casa abbiamo sofferto per Loro immaginato mille risultati diversi e poi abbiamo esultato per il verdetto finale non appena internet lo ha diffuso, ben prima di una telefonata tanto attesa ed arrivata solo a cose fatte!
Siamo orgogliosi e contenti, inutile dirlo.
Anche noi giochiamo a bridge, e l’anno dopo che abbiamo iniziato, abbiamo cercato di coinvolgere Sophia in quella che è diventata una passione di famiglia… Con il risultato che ha più punti federali di noi!
Sappiamo che ci tiene molto e vuole continuare, infatti cerca sempre di conciliare gli impegni scolastici, sportivi e quelli con gli amici per una smazzata in compagnia. Questo interesse comune ci lega molto, e ne siamo felici.”

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[message_box title=”I genitori di Alessandro…” color=”red”]

parent“Siamo Rita e Roberto, i genitori di Alessandro, per noi è la prima esperienza in questo campo.
Abbiamo accompagnato con piacere nostro figlio al torneo insieme alla compagna Sophia.
L’ambiante ci è sembrato molto familiare e positivo. Vedere tanti ragazzi insieme che con interesse e passione giocano a carte in quest’enorme salone ci ha riempito di gioia: sembrava che tutti anche se impegnati… Si divertissero! È vero, il bridge è un gioco divertente ed uno sport della mente vero e proprio! L’insegnante dei nostri ragazzi è stata sempre presente seguendo le gare in rete e li ha sostenuti calorosamente… Tutto il gruppo del President di Parma era con loro.
Per noi genitori è stata una bellissima esperienza, direi quasi indimenticabile. La gioia della vittoria è stata grande. Siamo contenti che nostro figlio coltivi questa passione che lo porta a conoscere nuovi amici.”

Riprendo infine io la penna per dirvi che sono felice di aver scritto questo articolo, il primo di tutta la mia vita, con l’aiuto di tutti quelli che hanno detto la loro per dare una visione completa di questo bel torneo. Lo scopo è rappresentare tutto quello che ho vissuto in prima persona e dare a voi la visione di due ragazzi che fanno questa prima esperienza divertendosi moltissimo.

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Sophia Capobianco
Scuola di Bridge T.C. President Parma

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Sophia Capobianco

Sophia Capobianco (CPH001, CAS T.C. PRESIDENT-Pr), studentessa, 13 anni. Il suo esordio nel bridge a novembre 2013. Dopo appena cinque mesi partecipa ai Campionati Italiani Under 26 a Coppie ottenendo il 5° posto nella categoria Esordienti.

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