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European Championships (9): il punto

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Ho pensato a lungo ad un titolo, un’introduzione, un viatico a quello che scriverò, ed alla fine mi sono deciso per “dalle stelle (quelle che brillano nel firmamento delle nostre signore) alle stalle (quelle dove sono precipitati i rappresentanti dell’Open)”. Per il momento, lasciamo invece fuori i Seniores.

Temo proprio che niente descriva meglio quanto sta succedendo qua: ITALY spicca lassù, tanto in alto quanto e più si poteva sperare, ad un solo passo dalla vetta, dopo un’altra giornata di grande spessore, nel settore bordato di rosa, mentre si confonde nella massa, tristemente sotto media e con accanto abituali comprimarie, o peggio, dove domina il blu. Questo dopo una giornata davvero irritante, punteggiata da continui rovesci, e peggio di ogni previsione più nera si potesse fare.

Non siamo ancora definitivamente al tappeto – un miracolo ci potrebbe ancora salvare, quanto meno in chiave qualificazione alla fase successiva – ma per la nostra squadra sembra calzare l’immagine di un pugile che continua a prendere pugni, sbandando, incapace di reagire, ma ancora in piedi.

mds27_women1Dopo questo anfotero “cappello”, veniamo ora ad un’analisi più dettagliata: ça va sans dire, cominciamo dal lato femminile.
Di questo ho già riassunto tutto, ma il minuto è ancora più entusiasmante del generico: abbiamo vinto tutti e tre gli incontri di giornata, nessuno dei quali semplice sulla carta, ed anzi tutti e tre decisamente temibili, con particolare riguardo per l’ultimo, e li abbiamo vinti in maniera autorevole. Prima 16.58 contro la Turchia – e peccato che uno scivolone nel gioco col morto ci sia costato non meno di 25 IMP (6Fiori-1, Slam non chiamato dall’altro lato, che si potevano, e probabilmente dovevano fare) -, poi 13.52 con la Croazia, e infine 15 VP contro la Svezia. A proposito dell’errore, davvero straordinario quello che ho visto: la sfortunata giocatrice chiedeva semplicemente lumi su come avrebbe dovuto giocare, in assoluta tranquillità sua e di chi le stava incontro, ovvero in un’atmosfera esclusivamente costruttiva. E’ vero che l’andare bene aiuta a creare un ambiente favorevole, ma ci vogliono anche i contributi di tutte, e la capacità di chi vive con loro ogni momento di gestirne lo stress.
Come detto, la prestazione è stata buona per farci tornare al secondo posto, e solo l’indiavolata marcia delle olandesi ci ha precluso di salire fino in cima. Le “orange” guidano con ben 16 VP di vantaggio, mentre 3.96 VP dietro a noi c’è l’Inghilterra. Poiché è ora di guardarsi alle spalle, ed in particolare a quanto accade in chiave Venice Cup, le successive tre posizioni utili per il “passaggio in India” sono occupate da Francia, Danimarca e Romania nell’ordine (quest’ultima con grande, generale sorpresa; ne abbiamo già parlato), mentre la settima, proprio quella Svezia giustiziata ieri a fine giornata, è lontana quasi 24 VP, oltre un incontro pieno.
Oggi, siamo attesi da due solo incontri, Serbia, al momento terz’ultima, e poi la Danimarca. Questo incontro inaugura la sfilza di quattro, terribili scontri che ancora ci aspettano da qui alla fine. Dopo le nordiche, infatti, dovremo ancora giocare con Olanda, Inghilterra e Francia, ovvero la prima, la terza e la quarta! Oltre a quelle, mancano poi Austria (penultima), Estonia (quart’ultima), Grecia (diciottesima) e Germania (quindicesima), ovvero un calendario di difficoltà complessivamente media, ma dell’elevatissimo scarto quadratico!

mds27_open1Dell’Open quasi tutto già dissi, ma mi tocca anche scendere in qualche dettaglio, per impietoso che sia. La giornata è iniziata con un mediocre 13.28 contro la modesta Serbia, per poi proseguire con 5.61 contro gli inglesi, e 7.71 di fronte alla Lettonia, e sempre nell’ambito di incontri molto fallosi, come testimoniato dai punteggi, sempre più alti della media degli altri. Il totale ci vede undicesimi, a quasi 15 VP dall’ultimo posto utile per proseguire il torneo, e con davanti un muro davvero duro da abbattere, considerato che per riuscire nell’impresa dobbiamo non solo sperare nei nostri mezzi – e dopo quanto finora visto sembra quasi utopico – ma anche affidarsi alla cattiva giornata di chi ci sta davanti, ed i nostri vicini più prossimi si chiamano Polonia e Olanda (quest’ultima a poco meno di 21 VP da noi)!
Dovessimo poi qualificarci, avrebbe poi comunque valore il titolo di un film altrimenti sconosciuto: “Se tutto va bene siamo rovinati”! Questo perché abbiamo preso talmente tante botte da chi ci precede – tra quelle che ci sopravanzano in questo momento, vantiamo una vittoria convincente (Turchia), una di 1 IMP (Danimarca) e sette sconfitte pesanti, mentre ancora ci manca la Romania – che il nostro carry-over sarebbe miserevole. Le forche dalle quali dobbiamo passare, tuttavia, non sono poi così basse e strette come le “caudine” storiche: a parte la citata Romania, che è sesta a 32 VP da noi, ci mancano infatti la Bosnia Erzegovina, ultima, e la Lituania, penultima! Sperem.
Intorno e molto al di sopra di noi, si battaglia per più alte vette ed obiettivi. Nel nostro girone, è tornata a condurre Israele – e poiché quella ebraica è senza dubbio la mia seconda patria, è per me una consolazione – dopo una giornata molto positiva, seguita da Danimarca e Inghilterra. Come già detto, faticano Polonia e Olanda, mentre brillano, inaspettate, Romania, Lettonia, e Turchia, anche se i baltici non sono del tutto nuovi in queste sfere. Nell’altro girone, dopo l’alternarsi al comando di Monaco, Francia e Norvegia, è ora spuntata in cima la Svezia, con le precedenti tre nominate a seguire, nell’ordine. Diversamente dal Gruppo B, nell'”A” non si registrano sorprese, né in positivo, né, di conseguenza, in negativo. I due tronconi, quello delle prime nove, qualificande, e quello delle seconde nove, condannate per il momento all’oblio, sono ben distinti, e difficilmente permeabili, ma la distanza che separa la decima, l’Austria, e l’undicesima, la Croazia, dall’ultimo posto utile è ancora ragionevole: meno di 10 VP.

mds27_senior1BFiniamo con i Seniors, a partire dai nostri, e quindi dalla Finale B. L’esordio ci aveva fatto cadere le braccia, dato che erano stati capaci di perdere anche col Galles e finire di nuovo in fondo alla classifica, ma dopo c’è stata, evidentemente, un’impennata di orgoglio grazie alla quale (ed al calendario morbidissimo, direbbero i maligni), sono risaliti addirittura al quinto posto, lontani 23.24 VP dalla vetta occupata da Israele (altra consolazione), e 19.92 dal secondo posto, l’ultimo utile per conseguire un premio (l’iscrizione gratuita ai prossimi Europei Open di Tromso) ed occupato al momento dalla Germania. Per loro, la giornata, composta di due soli turni, comincerà con la Scozia, ora terza.
mds27_senior1Nella Finale A, ha vissuto una pesante crisi la leader di ieri, la Polonia, scivolata al sesto posto, mentre ha dominato l’Inghilterra, che conduce ora con 5.2 VP sulla Svezia, e 9.18 sulla Norvegia. La classifica è tuttavia ancora abbastanza compatta – dato che solo 12 VP separano i baltici dagli inglesi – e tutto, in alto, può ancora succedere. In basso, invece, tranne la Bulgaria, settima a 9.1 VP dai sesti, tutto sembra finito nella lotta per la d’Orsi Cup del prossimo anno.

Maurizio Di Sacco

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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