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Giorgia Botta: il mio Campionato nella squadra Lavazza

Giorgia Botta, 24 anni, di Roma, ha appena ottenuto due importanti successi. L’oro ai Campionati Italiani a Squadre Miste, condiviso con il team Lavazza, è arrivato in seguito un grandissimo traguardo personale, essere scelta da Norberto Bocchi come compagna per questo evento. La grande squadra torinese, una delle formazioni che ha fatto e sta facendo la storia del Bridge, sta dando prova del suo amore per questo sport convocando sempre più spesso giovanissimi appassionati, che hanno la straordinaria opportunità di disputare Campionati accanto ad alcuni fra i più forti giocatori del mondo e imparare da loro. 

Come è avvenuto il tuo incontro con Norberto e in generale con la squadra Lavazza? 
Non ho mai avuto il piacere di conoscere la Sig.ra Lavazza. Per quanto riguarda i membri della sua squadra, ho da anni il piacere di incontrarli spesso durante la “stagione bridgistica”, principalmente ai Campionati Italiani e ai National americani, ai quali partecipo da tempo e dove sono anche loro, chiaramente, sempre presenti.
Non ho idea di come sono finita a giocare in questa squadra. Credo sia chiaro, e giusto, che siano andati un po’ per esclusione. Molte donne sono impegnate con determinati partner da molto prima del Campionato, mentre Norberto mi ha contattata neanche un mese prima dell’evento e io non ho avuto alcun dubbio su cosa rispondere!

Hai parlato direttamente con la signora Lavazza?
No, non le ho parlato direttamente, ma ho ripetutamente sottolineato la mia gratitudine per avermi dato fiducia selezionandomi come fortunata compagna di Norberto per questo Campionato. Spero le siano arrivati i miei ringraziamenti, che credo sia doveroso ripetere anche in questo frangente: grazie ancora.

Premiazione squadra LavazzaCome ti sentivi all’idea di giocare con un Campione del mondo? Come hai gestito i tuoi stati d’animo? Pensi di aver giocato meglio o peggio del solito?
Guarda, io per fortuna sono una persona estremamente poco ansiosa e molto sicura di sé. Non ho dovuto gestire molto, se non tutti gli amici che mi chiedevano “Come ti senti??” “Sei emozionata??” e i loro sguardi allibiti quando rispondevo: “Sto benissimo, ansia zero, non vedo l’ora di giocare!!”. Credo di aver sicuramente giocato al meglio, forse non esattamente al mio meglio, ma sicuramente al meglio date le circostanze. Nonostante io non sia ansiosa ed emotiva, è chiaro che giocare al proprio 100% non è mai facile in questi momenti. Credo comunque che quando si è sicuri dei proprio mezzi, tutto sia più facile. Sapevo che nessuno nella squadra, Norberto in primis, si aspettava da me tripli squeeze a gogò, ho cercato quindi di essere solida e rispettare le aspettative generali: non fare capitomboli!

Vi siete allenati con Norberto prima dell’inizio della gara? 
No, non ci siamo allenati. Come ho detto, Norberto mi ha chiamata con poco preavviso ed entrambi avevamo degli impegni prima di arrivare a Salsomaggiore. Ci siamo però visti in loco giovedì sera e abbiamo speso una bella mattinata a discutere del sistema e quanto altro venerdì mattina.

Giorgia BottaPer il fatto di essere la coppia meno affiatata avete giocato solo 3 incontri su 9. Quanto senti questo oro come tuo?
Guarda, non ti nego che, fosse stato per me, avrei giocato sempre… Ma credo sia l’incoscienza giovanile! Le altre due coppie della nostra squadra erano di ottimo livello: Sabine e Roy giocano ormai insieme da anni e ottengono risultati eccelsi quasi ovunque; Gabriella e Dario, seppure non giocassero insieme da qualche anno, hanno una lunga storia di Campionati giocati, e vinti, assieme… Non credo si possa in alcun modo obiettare che fosse meglio far giocare loro! L’oro è della squadra e grazie a tutti loro me ne sono sentita pienamente parte.

Come si è comportato Norberto con te al tavolo?
Norberto è stato semplicemente fantastico – sia al tavolo che fuori! Sempre disponibile, cortese e alla mano senza mai farmi pesare nessun errore, dubbio o domanda. Non mi aspettavo un comportamento tale e non credo avrei potuto chiedere di meglio: grazie!!! (Anche se ci sono rimasta male che non ha voluto giocare il Simultaneo Light della domenica sera… Ma vabbè, lo perdonerò prima o poi! :-P)

Discutevate di eventuali incomprensioni immediatamente o alla fine dell’incontro?
E’ successo un paio di volte che lui mi abbia fatto notare qualcosa alla fine della mano, o che io l’abbia chiesto, ma sempre in modo utile e costruttivo. E’ anche successo che poche mani dopo io abbia messo in pratica il consiglio appena ricevuto, sono quindi contenta lui l’abbia fatto.

Norberto ha commentato la tua prestazione durante il Campionato? Cosa ti ha detto?
E’ stato un uomo di poche parole, il che forse è per il meglio in questo caso 🙂 Credo comunque di essere riuscita a non farlo annoiare – il che era il mio obiettivo principale, oltre a quello di evitare strafalcioni.

Com’erano i rapporti con gli altri componenti della squadra? Ci racconti qualche episodio del “dietro le quinte”?
Lo spirito di squadra è stato fantastico. Abbiamo pranzato e cenato sempre insieme, discutendo delle mani e chiacchierando di tante altre cose. Non conoscevo molto bene né SabineRoy ma posso dire che sono entrambi davvero simpaticissimi, senza contare il loro Bridge più unico che raro da seguire sempre al cardiopalma! Conoscevo un po’ meglio invece anche Gabriella e Dario, ma nonostante ciò sono stati una grande scoperta come compagni di squadra – mai polemici o negativi, anzi, sempre estremamente d’aiuto, simpatici e sorridenti. Inutile a dirsi che questo affetto è venuto momentaneamente meno durante l’ultimo turno, quando mi hanno quasi fatta morire 🙂 🙂 🙂 Ma tutto è bene quel che finisce bene!

Questo Campionato arriva dopo due brutte delusioni: l’esclusione per pochissimi punti dalla Nazionale femminile e l’infelice risultato del White House Junior in Olanda. Come hai affrontato e superato il brutto momento bridgistico legato a quelle due esperienze?
Be’, gli eventi da te menzionati sono molto differenti. L’esclusione dalla Nazionale femminile non è un brutto evento. Sicuramente è stato brutto arrivare così vicine al traguardo e vedere l’opportunità sfumare via in un attimo, ma tirando le somme non c’è niente di brutto in quello che è successo. Io e la mia compagna siamo arrivate ad un soffio da un grande risultato e possiamo solo esserne fiere.
Per quanto riguarda Amsterdam, io sinceramente non ne sono tornata così turbata. Nel Bridge, come in tutto il resto, ci sono i momenti sì e quelli no. Amsterdam per noi è stato un momento no e la cosa non mi spaventa. Tutto starà nel non ripetere gli errori commessi e nel dare il meglio di noi quest’estate.

Ti senti pronta per i prossimi due appuntamenti importanti che ti attendono, gli europei femminili under 26 a coppie in Germania e i mondiali in Turchia?
Sì, mi sento decisamente pronta. Sono molto fiduciosa per entrambi gli eventi: sia il Coppie che lo Squadre. Questo è il mio ultimo anno da Juniores e riuscire a raggiungere due ottimi risultati sarebbe davvero la ciliegina sulla torta. Sarà dura, specialmente ad Istanbul, dove dovremo affrontare 14 squadre per raggiungere il podio e – perché non sognare? – anche l’oro!

Sei una ragazza di 24 anni e quindi in un periodo cruciale della tua vita sul piano lavorativo, peraltro hai appena conseguito una laurea specialistica in relazioni internazionali. Alla luce di queste considerazioni, qual è l’impegno che dedichi al Bridge? Con che frequenza giochi durante la settimana? In questo momento stai anche lavorando fuori dal Bridge?
Sì, mi sono appena laureata, ma ho decisono di prendermi un periodo sabbatico, almeno fino a Settembre, sia in vista dei numerosi impegni bridgistici che non mi permetterebbero di iniziare a lavorare, sia per un meritato riposo dopo tanti anni di studio. Riesco quindi a dedicare molto tempo al Bridge, anche se non gioco moltissimo a Roma al circolo e mi alleno una volta a settimana su BBO con la mia compagna, Margherita Costa.

Credi che il Bridge possa diventare il tuo futuro?
Non lo so sinceramente, e non so neanche se lo desidero o meno. Ho dedicato molte energie e molti fondi allo studio – seppur siano stati sicuramente ben spesi perché mi hanno aiutata a crescere a prescindere dalla formazione universitaria in quanto tale – e mi sentirei un po’ come se buttassi tutto al vento se decidessi di concentrarmi solo sul Bridge. Quindi credo che per ora cercherò di conciliare la carriera lavorativa a quella bridgistica e poi, perché no, fra qualche anno magari decidere di concentrarmi solo sull’una o sull’altra.

Durante il Campionato si è tenuta la conferenza “si può fare”, sulla promozione e divulgazione del Bridge, alla quale hai partecipato. Cosa pensi dei temi presentati e, in generale, cosa pensi si dovrebbe fare per divulgare ulteriormente questo interessantissimo sport?
La conferenza è stata molto interessante, alcuni interventi sono stati davvero brillanti e carismatici, mentre altri più tecnici e specifici. Penso comunque che siano state presentate idee davvero innovative, specialmente dal gruppo del Comitato del Lazio e dal gruppo marchigiano relativamente al progetto di marketing e pubblicità. Credo quest’ultimo sia un percorso vincente e che la Federazione non dovrebbe in alcuno modo lasciarsi sfuggire l’opportunità di avere a fianco persone così in gamba.
Penso inoltre che finchè non saremo noi giovani ad avvicinare altri giovani al Bridge non potrà esserci successo, ma solo ottime idee.

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Francesca Canali

Francesca Canali da alcuni anni è responsabile della trasmissione Vugraph durante i Campionati. Da Gennaio 2013 collabora con la sala stampa della FIGB.

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