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World Youth Teams Championships (9)

ragazze Nazionale Italiana

E’ purtroppo andata male, ieri, la semifinale Girls contro la Francia, al termine di un incontro che ha tenuto incollati al computer migliaia di spettatori fino alla fine, mentre l’Italia rosicchiava quasi tutto l’enorme vantaggio che le nostre avversarie avevano accumulato nei primi due tempi, e che era ancora pari a 39 IMP prima dell’ultimo.
Purtroppo, al termine ancora 5 di quelli sono mancati all’appello, e saranno dunque le transalpine a giocarsi oggi l’oro contro la Cina, sorprendente vincitrice contro l’Olanda nell’altra semifinale; un match, anche quello, assai tirato, e decisosi per pochi IMP.
L’andamento del nostro incontro è stato particolare, come si può capire. Il primo tempo è stato molto poco movimentato, ed abbiamo finito per perderlo di 8 IMP, i quali, sommati al carry-over di -2, ci hanno fatto concludere sul -10. Poi è venuto il segmento fatale: nel secondo, infatti, ci siamo presi una batosta di ben 50 IMP (8-58). Le azzurre si sono rimboccate le maniche, e da quel momento in poi hanno concesso solo le briciole alle avversarie, tenute a 12 IMP nel terzo tempo (33-12) ed a 11 nel quarto (46-11), senza però riuscire a rimontare tutto.
Avrò modo altrove di mostrarvi molte delle mani cruciali, ma lasciatemi intanto dire che le nostre hanno giocato piuttosto bene complessivamente, e che certo non hanno avuto la sorte dalla loro. Solo nel fatidico secondo tempo, hanno cominciato subendo un grande slam che richiedeva la caduta della Dama di atout con nove carte, e poi sono andate sotto in uno slam dove bisognava “pescare” il Fante di quadri. Nel quarto, una buona manche a picche di Margherita Chavarria ha trovato tutte le carte mal messe, mentre le avversarie si fermavano a tre.
Non è mai questione di fortuna, intendiamoci, perché vincere si poteva anche a dispetto di essa, né la Dea bendata ha giocato un ruolo così importante da poter dire che Dio era francese, ma vale la pena di puntualizzare che l’equilibrio poteva essere rotto da un niente.
Niente c’è poi in realtà da dire riguardo ad una decisione arbitrale a noi sfavorevole, che ha ritardato di quasi un’ora la proclamazione del risultato finale. Gli arbitri hanno svolto approfondite indagini per mero scrupolo, ma era una situazione senza speranza fin dall’inizio.
Immagino che ora qualcuno dirà che non dovevamo scegliere proprio la Francia, che ci aveva già battuto nel Round Robin (o meglio, la vincente di Australia-Francia: però avevamo perso anche dalle australiane), ma se si eccettua la cavalcata vincente delle francesi lo scorso anno, la tradizione ci era favorevole, avendole battute a Tai Cang nella finale per il bronzo, in un anno dove Polonia e Olanda, le finaliste di allora, erano di un altro pianeta. E proprio queste ultime erano le squadre che le nostre volevano evitare, anche se qui, come è stato provato dalla sconfitta di entrambe contro la Cina, non erano certo all’altezza del passato (ma, se per questo, nemmeno le francesi: la nostra era l’unica squadra “al completo”).
Le asiatiche, come più volte ho scritto, vengono da una formidabile tradizione in campo femminile, a livello maggiore, ma nella fase di qualificazione non avevano certo impressionato. Io ho commentato proprio l’incontro delle nostre contro di loro, vinto largamente, ed ho visto molti errori in vari settori del gioco.

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Tra i Juniors c’erano una favorita netta, la Polonia contro la Norvegia, ed una moderata, la Francia contro l’Olanda, ma come in campo femminile, anche qui entrambi i pronostici sono stati ribaltati, nell’ambito di due incontri molto equilibrati, e decisi solo nel finale. Sulla carta, l’Olanda sembra avere carte molto più in regola dell’avversaria per vincere, così confermandosi al vertice dopo l’oro di due anni fa, a dispetto del fatto che nessuno dei membri di allora è qui presente.

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Tra gli Youngsters, infine, la squadra da tutti pronosticata come vincitrice fin dall’inizio, la Svezia, ha mantenuto le aspettave vincendo largamente contro la Norvegia, mentre USA 1 ha prevalso sulla Francia. Oggi partono favoriti gli scandinavi, ma c’è da aspettarsi comunque un certo equilibrio. Due anni fa, USA 1, che presentava due dei giocatori di oggi, perse molto nettamente dalla Polonia, ma ha ora una concreta possibilità di riscatto.

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Tutte le finalissime si giocano su 84 smazzate complessive, divise in sei segmenti da quattordici ciascuno, mentre quattro sono i tempi delle finali terzo e quarto posto, le quali si concluderanno oggi.

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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