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Il Bridge cattivo e il Bridge buono

E’ nostra politica lasciare sempre spazio alle opinioni quando, come in questo caso, sono espresse civilmente e con fini costruttivi. Questo non implica necessariamente una piena condivisione. Il tema qui affrontato è ampio e offre molteplici punti di vista. Richiederebbe una discussione più ampia. Chi volesse dire la sua, è benvenuto. (RC)

Una teoria economica del XVI secolo, conosciuta come La legge di Gresham, affermava l’assunto per cui “la moneta cattiva scaccia quella buona”.
In pratica, le monete coniate con valore intrinseco svilito, facevano sparire le monete conformi al loro valore nominale, perché queste ultime venivano conservate e non
utilizzate nel mercato.
Nel XXI secolo si potrebbe invece coniare la seguente teoria bridgistica:
“Il Bridge cattivo scaccia quello buono”.

Mi riferisco al Bridge da simultanei che stanno facendo sparire tutto il vecchio e buon Bridge di circolo.
Non sto affermando che il Bridge da simultanei sia un cattivo Bridge ma è il modo in cui viene proposto che lo fa diventare un cattivo Bridge.
Il regalare punti di categoria, in cambio della semplice partecipazione, trasformerebbe qualsiasi formula di Bridge in un cattivo Bridge, perché i punti che definiscono la qualità tecnica di un giocatore vanno conquistati e non acquisiti come i punti della spesa ai supermercati che alla fine consentono di avere, come premi, pentole antiaderenti o degli elettrodomestici.
La mia opinione è che il “cattivo Bridge” non favorisce la vita dei Circoli, mentre ne determina la lenta ed inevitabile morte.
La soluzione sarebbe semplice:
Non regalare mai punti di partecipazione e per i simultanei i punti da assegnare dovrebbero essere solo quelli determinati dalla classifica locale.
Se poi dovesse essere necessario mantenere lo “specchietto per le allodole” dei punti, allora si dovrebbero creare due categorie di punteggi, come ricordo era per il gioco
degli scacchi:
– Punti per le categorie sociali (quelli che in pratica non valgono niente, a definire il livello di gioco);
– Punti per le categorie nazionali, riservati solo ai giocatori con tessera agonistica (senza perdita di punti ad inizio anno per effetto della franchigia, ma punti vinti o persi nel campo di battaglia).

Si potrà allora capire se il Bridge dei simultanei è un buon Bridge, verificandone la partecipazione, senza la regalia dei punti.
Dal mio punto di vista il Bridge dei simultanei può essere un buon Bridge, sfruttando le possibilità offerte dal par della mano, ma tante altre potrebbero essere le proposte di buon Bridge, da parte di capaci organizzatori, proposte però che in questo periodo non funzionerebbero a causa della scissione che si è creata tra: giocatori di circolo e famelici di punti.
Ogni proposta per una nuova formula di Bridge, senza il regalo dei punti, non vedrebbe la partecipazione dei giocatori appartenenti alla categoria “famelici di punti”, perché i giocatori di questa categoria avrebbero l’impressione di giocare a Bridge inutilmente e quello che ho riscontrato, in circa 15 anni di attività come organizzatore delle attività di circolo, è che: se gente chiama gente; gente che si allontana, altra gente porta via!
Oscar Sorgato

I commenti dei lettori

Sono d’accordo con l’analisi fatta da Oscar Sorgato. Però devo fare un appunto.
Nel Bridge Italiano a cosa servono i Punti Federali?
Solo una volta, mi ricordo, ho potuto partecipare ad una selezione per il MEC perché ero di 1a categoria.
Anni ’80 (mi sembra) dove per diventare 1a categoria si dovevano prendere una marea di Punti Rossi .
I Punti Rossi si prendevano nei Tornei Nazionali o nei Campionati Italiani o si potevano convertire 7 Punti Neri in un Punto Rosso.
Non era la perfezione ma mi sembra, tutt’oggi, meglio di altre soluzioni.
Ora, per mantenere una categoria, devi o spendere tanti soldi per fare 4-5 Campionati o sederti tutti i pomeriggi al circolo e fare una miriade di simultanei.
Certo puoi fare il professionista… Ma questa è una scelta di vita professionale e non sportiva.
Capisco che la FIGB guadagna una barca di soldi ma mi sembra un modo per perdere anche un sacco di Soci.
Cominciamo ad abolire i premi in denaro nei circoli e mettiamo degli incentivi per quelli più bravi.
Forse, così, quelli meno bravi avranno stimoli a migliorare… Forse!
E magari vediamo come fare diventare quelli meno bravi… Bravi o giù di lì.
Insomma, mettiamoci più amore nel convincere i nostri Soci a migliorare e spieghiamo loro (bene) come.
Investiamo i soldi dei mancati premi in questa pratica… Che ne dite ?
Ciao e Grazie
Gregorio Cammisa (CMR016, Bridge Catania)

 

I commenti dei lettori

Ho trovato interessante e in gran parte condivisibile la lettera di Sorgato; personalmente non credo che i simultanei siano causa o concausa della morte dei circoli, ma sono assolutamente d’accordo con Oscar che è assurdo dare dei punti per la mera partecipazione. Manterrei i punti – che non si sommano, ricordiamolo – per la classifica nazionale: in fondo 55 punti se arrivi pur sempre primo su 300 coppie equivale all’incirca a vincere il mitchell scramble del circolo con 50 coppie. Soprattutto condivido pienamente l’idea di distinguere “punti sociali” e “punti agonismo”: trent’anni fa c’erano punti neri e punti rossi con differente valore. Non basta la distinzione tra Punti piazzamento e punti, come dire, regalo: una vera classifica separata forse incentiverebbe anche l’agonismo…
Terza considerazione, lasciamo perdere simultanei europei mondiali intergalattici: tanto li facciamo solo noi. Se proprio vogliamo regalare punti a Natale, facciamolo per qualche scopo “nostro”, Bridge giovanile o incentivi agli Allievi, ad esempio.
Spero che tanti amici vorranno esprimere la loro opinione in merito e – ma qui sono un po’ scettica – in “alto loco” sarà almeno letta.
Donatella Buzzatti (BZL012, SSD C.N. Costa Ponente RL)

 

contatti

Oscar Sorgato

Oscar Sorgato (SRR029, Circolo Eremitani), di Padova. Maestro Federale, Istruttore del Settore Giovanile e ideatore delle esclusive formule di gioco del Circolo Eremitani: “l’Assalto alla Eremit Bank”, il “The Best”, il “Mitchell a Squadre”, la “Guerra del Trifoglio”, il “Torneo dei Cuculi”, il "Tre Danesi per un Bassotto" ed altre ancora. Al suo Circolo dedica la grande passione che ha per questo sport, nell’insegnamento della 5^ nobile naturale per ogni livello: dai neofiti, con le cinque lezioni base, agli Allievi, con un’attività sia didattica che di gioco, agli aspiranti agonisti, a cui propone un bridge competitivo con alcuni sviluppi dichiarativi tratti dai due sistemi licitativi da lui elaborati, il Noblesse Oblige e lo Spaccasas.

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