ArticoliGiovani under 35HomeIntervisteIntervisteOpinioniWorld Bridge SeriesWorld Bridge Series 2014

La squadra Italia a Sanya: Aldo Gerli

Italia World Bridge Series 2014

A volte si sente dire dai Campioni che secondi o ultimi è lo stesso. Forse per loro, ma non per la squadra Gerli, a cui arrivare sul secondo gradino del podio delle Selezioni per la Nazionale italiana è più che bastato. Adesso rappresenterà l’Italia a Sanya (Cina), dove a metà mese si terranno le World Bridge Series. Addirittura, a dirla tutta, i sei non avrebbero voluto vincere: “i primi classificati alle Selezioni avrebbero formato la Nazionale per i Campionati Europei, definitivamente una responsabilità troppo grande per noi. E poi la Croazia è molto più vicina, vuoi mettere andare in Cina?” ha dichiarato Aldo Gerli, il capitano.

In Cina infatti si tiene un mondiale, ma a Squadre Open. In altre parole, ogni formazione può partecipare, a prescindere sia dalla nazionalità dei componenti (che non sono tenuti a essere connazionali) sia dai loro precedenti risultati agonistici. Ad ogni modo, i secondi classificati alle Selezioni rappresenteranno a tutti gli effetti l’Italia e questo sarà anche il nome della Squadra. Una grande soddisfazione per i sei “giocatori della porta accanto”, agonisti sì, ma nella vita dediti a tutt’altro.

Aldo Gerli con Alessandro GerliDifficile, per esempio, stabilire quale sia stato il più grande successo di Aldo Gerli quest’anno. E se vi sembra impossibile che vestire la maglia Azzurra, vincere un viaggio in un’isola tropicale e incontrare i più grandi Campioni del mondo non sia abbastanza, sarete pronti a ricredervi: a giugno Aldo è diventato papà del suo primogenito, il piccolo Alessandro.

“Certamente gli insegnerò il Bridge. Pochi giorni dopo la nascita di Alessandro è nato Edoardo, il figlio di Furio Di Bello. Quindi abbiamo già pronta una coppia juniores,” ha dichiarato Aldo, che peraltro viene proprio dalle fila del CAS (Centro Avviamento allo Sport), e ha ottenuto il suo primo successo in coppia con suo fratello gemello Alberto: l’oro ai Campionati italiani a Coppie Under 25 nel 2003.

A 34 anni e una laurea in giurisprudenza, Aldo fa il praticante notaio. Fra un atto e l’altro, è riuscito a partecipare alle Selezioni, o meglio, ha accettato il mio invito.

Perché ti sei iscritto alle Selezioni?
Ti sei dimenticata quanto mi hai stressato? Mi hai detto che cercavi una coppia per due tuoi carissimi amici di Torino e hai insistito perché io completassi la squadra.

E come mai hai optato per Nicola Del Buono come compagno, dal momento che non siete partner abituali?
Perché lo ritengo un vincente. E poi devo tristemente dire che nella mia città (Padova, ndr), pur essendoci giocatori molto forti, non vengo molto considerato. Norberto Bocchi direbbe “Nemo propheta in patria”. L’unica eccezione è Paolo Fogel, con cui ho ripreso a giocare assiduamente da qualche mese, quando è riapparso nel mondo del Bridge dopo un periodo di pausa dovuto a impegni professionali. Quindi ho chiesto a Nicola, e il bagnino ha accettato il mio invito.

Il bagnino?
Lo chiamiamo così perché è scuro e muscoloso… e soprattutto cucca (cuccava) come un bagnino!

Ti aspettavi di vincere la maglia Azzurra?
Prima delle Selezioni Andrea Manno, scherzosamente, ha fatto i pronostici e… Non eravamo fra i favoriti. Lo sapevamo, ma quando siamo arrivati in finale A durante la prima fase delle Selezioni abbiamo cominciato a sperare. E poi a crederci, quando in Semifinale abbiamo avuto la fortuna di non essere scelti dalla squadra Angelini come avversari. Quella è stata la mano più fortunata del torneo!

Eppure in tutta questa faccenda c’era un lato negativo per il giovane praticante notaio:
Per venire alle Selezioni avevo detto al mio notaio che avevo l’influenza. A quel punto non sapevo proprio come fare: la notizia della vittoria si sarebbe diffusa su internet e fra gli amici, e quindi i miei colleghi e il notaio lo sarebbero venuti a sapere con possibili gravi conseguenze… Comunque ero troppo felice!

E l’atteggiamento giusto (?) lo ha definitivamente aiutato:
In quei giorni ho avuto un colloquio presso un altro studio notarile. Il nuovo notaio mi ha detto “hai conquistato un posto nella Nazionale? Sei un vincente.” E questa sua convinzione è stata una delle ragioni per le quali mi ha assunto. Nel nuovo studio mi trovo meglio di prima sotto tutti gli aspetti!

Come vi state preparando al mondiale?
Dato che io e Nicola abitiamo in città diverse, ci alleniamo su BBO. Non usiamo la sala licita perché il bagnino dice che il sistema va perfezionato sul campo. Un paio di settimane fa abbiamo deciso di partecipare al Torneo Internazionale di Lugano per fare ancora squadra con i nostri compagni Francesco Murgia e Matteo Baldi prima della trasferta in Cina.

Sebbene l’appuntamento svizzero non sia ovviamente paragonabile ai mondiali, è positivo che i quattro si siano classificati al primo posto.

Che sistema giocate?
Variabile a seconda della zona. 1SA è sempre 8-11, ma in zona solo con determinate distribuzioni.

Aldo Gerli e Alberto GerliAldo e suo fratello gemello Alberto sono sempre stati appassionati di sistemi aggressivi. A proposito, perché non giocano più insieme?
Quando ancora abitavamo con i nostri genitori e giocavamo insieme, tornando a casa la sera dopo il torneo litigavamo e svegliavamo nostro padre e nostra madre. Smettere di giocare a Bridge non era un’opzione, allora abbiamo dovuto smettere di fare coppia.

Quando hai iniziato a giocare?
A vent’anni, verso la fine del 2000. Il mio primo maestro è stato Oscar Sorgato. A lui devo il mio amore per il Bridge, mi ha insegnato la passione e il divertimento del gioco. Ricordo ancora le serate in compagnia, in cui vivevamo pienamente il circolo: duplicati, spaghettate, karaoke e addirittura partite di calcio nel parcheggio con gli altri ragazzi e Anna Sotti, anche lei istruttrice.

Oltre a loro, chi ti senti di ringraziare per la tua crescita?
Innanzi tutto Marco Catellani, maestro e amico. Mi ha accolto da allievo e mi ha insegnato la tecnica e la filosofia del Bridge. Poi Carlo Totaro, con cui ho giocato quattro Campionati italiani, arrivando tutte le volte in finale A e vincendo una medaglia di bronzo e una di legno. Inoltre Paolo Fogel, perché mi ha dato una visione del Bridge che non credevo potesse esistere. E ovviamente Nicola Del Buono, perché non giocava da un secolo, ma ha voluto mettersi in gioco ed è venuto alle Selezioni. 

Ora cosa ti aspetti da questo Campionato in Cina?
Mi aspetto di fare un’esperienza bella e costruttiva… E di finire nel Coppie il più tardi possibile!

Una mano dalle Selezioni…

La mano che Aldo ricorda maggiormente dalle Selezioni è un 2CuoriX m.i., contratto giocato da lui durante la Semifinale:

“Dopo l’apertura 1SA (8-11 punti) del mio compagno, ho contemplato le mie carte. Avevo una mano molto buona, ma data la debolezza della nostra apertura di 1SA al massimo si poteva tentare di chiamare una manche. Ho dichiarato 2Cuori, transfer per le Picche, per poi eventualmente mostrare il mio seme di Cuori. Leonardo Marino ha contrato la mia texas, e il carrello è tornato con due Passo. A questo punto ho fatto questo ragionamento: secondo i miei accordi con Nicola, il suo Passo esclude il fit a Picche. Quindi doveva avere il doubleton, e poiché una bilanciata di solito non può contenere più di un doubleton ho pensato che avesse almeno tre carte a Cuori. Con Q9xx, un singolo e un colore di sviluppo ho deciso di Passare, anche perché mi si offriva l’opportunità di giocare manche a livello due. Dopo l’attacco, stendendo le carte del morto, da dietro il sipario Nicola mi ha detto “mi sa che non ci siamo capiti”.
Aveva la 5422… E stavo quindi giocando sulla 4-2. Dopo l’attacco CuoriA, Marino è tornato Fiori. Ho contato le mie prese: QuadriA e QuadriK, FioriA, PiccheA e PiccheK, due tagli a Fiori. Se fosse passata la PiccheQ avrei avuto già 8 prese. Quindi ho preso con l’FioriA, ho tagliato una Fiori, ho giocato Picche per il Fante, ho tagliato un’altra Fiori, ho incassato l’PiccheA e ho giocato il PiccheK, che però Marino ha tagliato con il Cuori10. Il primo piano era quindi fallito. La difesa ha incassato il CuoriK e Leonardo è tornato con il QuadriJ, sul quale io dovevo indovinare se giocare per gli onori di Quadri divisi o in Est. Ci ho pensato tantissimo e alla fine ho scelto di tentare gli onori divisi. Quindi ho messo il Re del morto e poi ho fatto girare il Quadri10, mantenendo il contratto. Mi dispiace che questa mano abbia causato qualche tensione con la squadra avversaria.”



Argomenti

Francesca Canali

Francesca Canali da alcuni anni è responsabile della trasmissione Vugraph durante i Campionati. Da Gennaio 2013 collabora con la sala stampa della FIGB.

Potrebbero interessarti anche...

Leggi anche...

Close
Close