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Caccia alle Dame rosse

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Coppie IMPS, board 11 del turno di sabato sera, mi trovo in Sud (posizioni ruotate) con:

Picche K 9 5 3 2   Cuori 6 4 2   Quadri A 10 2   Fiori A 6

Enrico GuglielmiMolti anni or sono, a seguito di circostanze troppo dolorose a narrarsi, io e il mio compagno dell’epoca ci demmo convegno a mezzanotte attorno a un pozzo stregato, e là ove ogni giuramento diventa sacro ci vincolammo solennemente ad aprire da quel momento in avanti ogni mano che detenesse A-A-K, comunque e dovunque messi. Almeno, questo è ciò che racconto a ogni mio compagno allorché si lamenta per l’ennesimo down. Fedele alla consegna dico pertanto 1Picche, il partner si eleva a 2Fiori forcing, io mostro con qualche motivo il minimo con 2Quadri su cui l’avversario si inserisce con un Contro di evidente chiamata e il mio fido sale a 3Fiori mostrandone ben sei. Ora con la ferma nel palo avverso potrei dire 3SA ma mi preoccupano un po’ le Cuori, e l’idea di esporre al morto lo sperato fermo del compagno non mi sorride. Penso che ora 3Quadri descriva la mia mano meglio di 3Cuori, che dovrebbe mostrare valori nel seme: in pratica cerco di usarlo come una sorta di terzo colore. Il compagno risponde 3Picche e sospetto che il sottile messaggio non sia stato recepito perché qualche roba a Cuori mi pare impossibile che non la tenga. Sia come sia, a questo punto preferisco rischiare la manche lunga e balzo a 5Fiori, col che la platea sbigottita ammutolisce. Ecco il resoconto dei fatti:

Sull’inevitabile attacco di Quadri4 deposito sul desco i miei averi e cedo la parola al partner, che utilizzerà:

Enrico2

Contratto: 5Fiori, giocate da Nord. Attacco: Quadri4
Beh, c’è poco da fare: prendo con l’Asso del morto e gioco Asso e piccola Fiori, su cui Ovest è così gentile da entrare di Re, cosa gradita perché questa posizione del FioriK oltre a mantenere in vita 5Fiori sembra condannare 3SA dopo l’attacco Quadri. Ovest incassa poi il QuadriK e infine rinvia il Cuori7 nel debole del morto. Incomincio a sospettare che, poiché non ho ingressi per liberare le Picche, l’unica microscopica chance di fare la mano sia passare il Cuori10 sperando nell’errore dell’avversario, che sarebbe però davvero marchiano. Non mi sembra il caso di offendere e quindi prendo di CuoriA e provo a tirarmi un po’ di atout sperando in un finale benevolo.
Al momento di incassare l’ultima atout la posizione è questa:

Mentre Ovest ha scartato fischiettando, Est dopo un primo facile scarto a Picche ha estratto dalla sua mano tre cartine di Cuori ma se fossero stati tre molari non avrebbe sofferto di meno.

Dunque qualcosa sta succedendo, ma cosa? Per scoprirlo metto sul tavolo l’ultima atout: non l’avessi mai fatto! Le fitte di Est sono tali che ci consultiamo al tavolo sull’eventualità di sedarlo. Per fortuna alla fine di tante doglie si strappa dal seno il CuoriJ e subito si riprende. E’ chiaro che sta conservando con ferocia la retta di Picche, e quindi ritengo di poter scartare Picche dal morto.

Ora incasso PiccheA-K (Est scarta il QuadriJ) e alla penultima carta muovo il Cuori6 verso la mia forchetta K-10 su cui Est risponde con il 9, ed ecco il dilemma, perché la sofferenza di Est potrebbe anche essere spiegata dal fatto di aver dovuto asciugare la CuoriQ. In altre parole, delle ultime 4 carte Est ha l’ultima Picche e Ovest mi ha fatto vedere il Cuori9, ma dove sono le due Dame rosse?

Ovest era tornato di 7: potrebbe avermi ingannato con 9-7? Ne dubito. Ma più conclusivo è l’attacco di piccola quadri di Est, che suggerisce un onore ma comunque di sicuro non viene da due carte. Dunque l’ultima carta di Est è la QuadriQ, e su questa certezza passo il Cuori10 e faccio la mano, che così si presentava:

Malgrado la complessità della figura, la compressione si produsse in pratica automaticamente, e questa è la ricompensa che spesso si ottiene quando si incassano le vincenti avendo cura di salvaguardare le comunicazioni. Per comprendere il dramma del povero Est guardate la diapositiva del momento decisivo:

Sull’incasso del Fiori2 ogni scarto di Est risulta fatale, a partire ovviamente dalle Picche. Lo scarto della QuadriQ trasferisce il controllo nel seme a Ovest, che sulle due Picche viene quindi squeezato senza remissione nei semi rossi; ma anche quello del CuoriJ, come si è visto, pur permettendogli di scartare su PiccheA-K il QuadriJ lo priva della protezione necessaria ad evitare il sorpasso alla CuoriQ. E infatti è proprio così che Romanet, il guru indiscusso della compressione, definisce questi rarissimi finali: compressioni di protezione (guard squeeze).
Ovest avrebbe potuto facilmente battere il contratto alla quarta presa giocando Quadri e costringendo il giocante a tagliare la minaccia del Quadri10. E d’altra parte, devo infine svelarvi che tutto questo racconto è di pura fantasia, perché al tavolo dove ho assistito allo svolgersi degli eventi il giocante individuò la compressione semplice ma non quella doppia; in altre parole sperò che Est detenesse oltre alla quarta di Picche anche CuoriQ-J, e non si curò di conservare la cartina di Cuori al morto. Errore irreparabile, e lo dice anche la pubblicità che – come ben sappiamo – ci è maestra di vita: due comunichescions is megl che uan!
E se non capite l’ultima frase, ebbene, non vi preoccupate: a volte l’ignoranza è una benedizione.

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Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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