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Societario a Coppie 2014: Cristina Golin intervista le medaglie

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Cristina Golin, di Genova, è nota nel mondo del Bridge per aver più volte vestito la maglia Azzurra della Nazionale femminile, conquistando anche un oro europeo (European Open Championships, Mentone 2003). Grazie ai suoi contributi su Bridge D’Italia Online, abbiamo recentemente scoperto un altro talento di Cristina: la capacità di scrivere cronache di qualità tecnica, apprezzabilissime per essere anche argute e ironiche. Lo scorso anno, la sua serie di articoli “Valanga Rosa,” in cui ripercorreva la sua esperienza nel Club Rosa, è diventata virale fra i bridgisti. A Novembre, Cristina ha partecipato al Campionato Societario a Coppie, alla sua prima edizione, e ci ha regalato una nuova serie di commenti.

Societario a Coppie 2014: First Edition

Societario Coppie Open 2014 VincitoriDal 27 al 30 novembre si è svolta la prima edizione del Campionato Societario a Coppie.

Data la novità della formula (duplicato a coppie, utilizzata una volta per i Campionati italiani a coppie e poi soppiantata nuovamente dal Mitchell…) la partecipazione è stata numerosa e di buon livello. Per un po’ di cronaca, ho chiesto ai “medagliati” sia un parere sul Campionato sia di raccontarmi una mano carina della loro gara.

Visto che hanno preso una medaglia, le opinioni sulla formula sono decisamente positive, in particolare Massimo Lanzarotti dice che per il suo compagno è meno stressante che giocare il Mitchell (un campionato Mitchell con Massimo è descritto dalla disequazione mV2/R > mg, la formula del… Giro della morte).

Per Andrea Manno l’aspetto migliore delle formula è che migliora l’imp tradizionale perché consente di mediare le mani sfortunate che vengono conglobate nel risultato di un incontro e non trascinate dietro integralmente fino alla fine. Chiaro che mani brutte non bisogna averne troppe. Anche per Antonella Bacoccoli questa formula è meno stressante del Mitchell e questo ne è l’aspetto migliore. In generale i pareri in giro mi sono sembrati abbastanza positivi e ho avuto l’impressione che la formula sia piaciuta.

A me personalmente piace molto anche se penso, e spero sinceramente di sbagliarmi, che alla lunga non avrà un grande successo. Perché faccio questa considerazione? Perché il nostro parco bridgisti è fatto al 75% da simultaneisti cioè da giocatori che pur di fare punti rossi vanno a fare i simultanei nei circoli a valenza tecnica più bassa e purtroppo questa è una formula in cui la scala dei valori tende a essere rispettata.

ORO Open

La dichiarazione di Massimo Lanzarotti

Era un po’ che non vedevo il Lanza così contento per un risultato di Bridge!!! Sarà forse perché sul podio aveva i suoi Andrea (Andrea Manno, suo compagno abituale, classificatosi secondo, e Andrea Buratti, suo ex partner, classificatosi terzo, ndr) preferiti come angeli custodi? “Giocano bene ma così sono al loro posto” ha detto…

Comunque insolitamente chiacchierino mi ha raccontato un sacco di belle mani. Tra tutte ho scelto il board 7 della seconda sessione della finale. Sentiamo come Massimo racconta la dichiarazione della mano .

Board 7. Dichiarante Sud. Tutti in zona

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“Sud apre di 1[S], io Passo, Nord dichiara 4[S] ed Enrico (Castellani, partner di Massimo, ndr) Contra. Sud dichiara 5[S]. A questo punto mi sono messo a pensare a quale può essere la distribuzione  della mano… Sud per dichiarare così deve avere una mano molto sbilanciata (ma va’??) probabilmente una 6-5 e quindi avrà 6 carte di Picche e 5 di Quadri. Nord per avere detto 4 Picche in zona con la mano bianca deve avere per forza un singolo… 99/100 a Quadri. Quindi 5[S] molto probabilmente, anzi, quasi sicuramente, me le fanno. Se dico Contro non aiuto per niente il mio compagno, quindi meglio 5SA… Per invitarlo a dichiarare il suo colore più lungo. Castellani ha dichiarato 6[C] che è rimasto il contratto finale (neanche Contrate,  come fanno a sapere chi è in attacco?)”
6[C]-2 è valso a Castellani-Lanzarotti +12 nel loro girone!

Continua…

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Cristina Golin

Cristina Golin (GLN009, Il Circolo di Bologna), nazionale. Nata a Genova troppi tot anni fa da una famiglia della media borghesia, inizia a lasciare tracce indelebili del proprio genio fin dall'adolescenza, segnando per sempre la vita di chi l'ebbe a fianco; dopo brillanti incursioni nel mondo del lavoro, getta alle ortiche una laurea a pieni voti in Ingegneria per dedicarsi anima, cervello e corpo al bridge (ma perché???). Si è riprodotta una sola volta, anche qui in modo strabiliante.

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