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Paolo Fogel presenta CUMI-Bridge – Inviaci il tuo commento!

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Paolo Fogel presenta CUMI-Bridge, una possibile nuova specialità di Bridge da introdurre saltuariamente nei tornei come variante occasionale.

cumi-iconClicca qui per leggere in cosa consiste

Vi piace questa variante? Lasciateci i vostri commenti attraverso il modulo pubblicato in basso, o scrivendoci a bdionline@federbridge.it.
Verranno pubblicati di seguito, Paolo vi risponderà.

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Francesco Natale (NTC013, Bridge Partenope)

Molto divertente ed efficace.
Favorisce una ricerca esasperata della competizione,
e spinge verso una maggiore precisione in fase licitativa.
Mi domando se non renderebbe necessari anche degli aggiustamenti ai sistemi abitualmente utilizzati
Grazie.

Paolo Fogel (FGL006, Padova Bridge)

Diciamo che:
1) sotto il profilo delle manche e degli slam questa specialità nuova diventa più tecnica, cioè slam e manche ben chiamate sono premiate, quelle meno ben chiamate vengono penalizzate maggiormente rispetto al Bridge usuale.
2) Riguardo alla competizione ci sono varianti rispetto al Bridge normale. Non è tanto il chiamare una mezza manche perché viene premiata con 50 o 100 punti. Come ho mostrato conviene chiamre 3Picche, 4Fiori ecc… Solo se si pensa più che ragionevolmente di mantenerli.
Le altre novità riguardano le diverse convenienze a difendere contro una mezza manche o viceversa anche ad abbandonare la competizione per evitare che gli avversari la chiamino e la mantengano.
Quel che varia maggiormente è il fatto che in zona la mezza manche (2SA/3M/4m) vale 220/240/230 per cui una difesa che paga 200 in zona diventa accettabile.
In prima contro zona non cambia molto. Anche nel Bridge classico conviene pagare 100 contro 140, ma non conviene 2 down contrate cioè 300. Resta pressappoco identico contro 220/230/240 (come resta identico il coraggio o la giusta valutazione di contrare chi difende a 3 o 4 per il 2 down).
In prima contro prima anche non cambia molto (oggi fino a 100 contro 140, con CUMI diventa 100 contro 190 quindi 2 down contrati non conviene in entrambi i casi).
3) Gli slam infine sono molto più equilibrati e non c’è quella differenza di trattamento tra il piccolo e il grande riguardo alla convenienza a chiamarli.
4) Riguardo ai sistemi:
Per le manche e slam è per lo più un atteggiamento “meno bombarolo” di prima e quindi più aderente alle carte. Non vedo grandi cambiamenti in un sistema, quanto una maggiore finezza nella valutazione. (Oggi in zona uno dice sempre “boh… Io tiro, carte o non carte”, e ha ragione a farlo perché basta fare manche 1 volta su 3. Con CUMI invece conviene a circa il 50% almeno quindi c’è una base tecnica che viene più evidenziata rispetto a quella tattica).
Invece per i parziali potrebbero esserci variazioni nei sistemi nel definire quando ad esempio le dichiarazioni sono prevalentemente limite o prevalentemente invitanti.
In altre parole ad esempio quando si “tenta” un 3Picche o quando invece un 3Picche è un invito pieno ad andare a 4Picche, se il comèpagno non è minimo.
Analogamente quando 2SA è un punto di arrivo o invece è un invito a 3SA come è spesso ora.
Può essere che lì alcune dichiarazioni possano venire distinte ed è una cosa molto interessante come possibile evoluzione dei sistemi in rapporto proprio alle caratteristiche di questa nuova specialità: CUMI-Bridge.
Grazie ancora delle osservazioni
Paolo

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Ennio Nardullo

Interessante ma non sono d’accordo. I cambiamenti di questo tipo non fanno bene al bridge, sia a chi vuole solo giocare per divertirsi e quindi non vuole complicazioni sia a chi fa agonismo dove il sistema dichiarativo sfrutta i vantaggi degli spazi disponibili utili alla ricerca di informazioni. Il bridge dei prossimi anni e spero non del futuro dovrà riavvicinare giocatori non allontanarli ancora di più.

Lettore

Non credete che in questo momento, in cui i bridgisti sono in calo,
sarebbe meglio trovare un modo per semplificare il gioco
anzichè complicarlo?

Paolo Fogel

Gentile lettore,
Grazie della sua osservazione. Come è spiegato ed evidenziato più volte leggendo il link sopra CUMI-Bridge non propone di cambiare il bridge che Lei gioca. Quello rimane il bridge che gioca usualmente. CUMI-bridge è una modifica a due soli punteggi, facili da capire e facili da ricordare, in base ai quali Lei può giocare anche un’altra specialità, se questa incontrerà man mano il favore delle persone. Significa perciò aggiungere una specialità nuova e quindi in relazione anche alla sua osservazione, ampliare l’offerta, il che può contribuire a interessare e quindi a far partecipare un maggior numero di persone.
Grazie ancora per le Sue osservazioni
Paolo

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Antonio Carbone

Ho letto con interesse l’articolo menzionato, e trovo condivisibili e in parte buone le argomentazioni indotte dall’autore. Quello che però mi spinge a non condividere questa nuova formula (ovviamente è un giudizio personale, e in un certo senso parziale, perché frutto solo di alcune considerazioni e non di uno studio approfondito; quindi lascia il tempo che trova!) sono alcune considerazioni negative che nell’articolo non vengono menzionate:
– Abbassando i punteggi di slam, molti sacrifici preventivi (prosecuzioni di barrage, barrage ad alto livello), perdono di molto la loro efficacia, e questo indubbiamente impoverirebbe il gioco. Oltre ovviamente a molte difese a livello 6 o 7.
– Aumentando i premi nelle mezze manche, si favorisce di molto la competizione selvaggia a livello di 3, perché, soprattutto a coppie, ci sarebbe grande convenienza nel farlo. Questo che di per sé non è un male, fa tornare dalla porta quello che è uscito dal portone. L’autore sottolinea l’importanza di cambiare i punteggi perché le “scarpe” non tirino delle bombe chiamando le manche in zona, con questo metodo le stesse scarpe tireranno “bombe” nella competizione 3 su 3.
– L’introduzione del premio per il contratto di 2SA impoverirà i sistemi dichiarativi. Quasi tutti i sistemi riservano al 2SA, nella maggior parte delle sequenze licitative, significati convenzionali per poter avere più potenza dichiarativa nel sistema, considerando poi che 2SA è un contratto che nessuno vuole mai giocare. Renderlo un contratto appetibile riduce notevolmente gli spazi dichiarativi, a tutto vantaggio di coppie poco capaci che tanto pure prima licitavano “a braccio”.
– Si perde totalmente (quasi in ogni situazione) l’uso della legge delle prese totali. Che piaccia o non piaccia (c’è chi la odia), sostanzialmente tutti i sistemi moderni basano le dichiarazioni di fit seguendo la legge delle prese totali. Questo di per sé non è un difetto, ma credo che impoverisca di molto il gioco.
Infine un’ultima considerazione. Una delle tesi dell’autore è che con questo nuovo punteggio le coppie più brave verrebbero avvantaggiate. E’ un opinione personale, e non ne sono sicurissimo, però mi sembra una fallacia. Nel senso che dichiarare un contratto in base alla probabilità di riuscita è un’informazione che hanno tutti. Perché chi dichiara meglio dovrebbe avvantaggiarsi dal chiamare manche al 50% e non al 33%? Nel senso che se uno a priori conosce le percentuali vantaggiose ed ha un buon sistema dichiarativo ed una buona tecnica, riuscirà con buona approssimazione, a chiamare le manche che si avvicinano a quella percentuale ed evitare le altre. Non capisco come il 50% sia migliore del 33% o viceversa. Con maggiori capacità e maggiore talento si appura con miglior approssimazione degli altri la percentuale di un contratto che si vorrebbe dichiarare, cambiano solo i sistemi e le strategie, non sembra quindi che cambi qualcosa cambiando queste probabilità favorevoli… Ma ripeto è un punto su cui non ho una convinzione netta.
Detto questo penso che sarebbe comunque interessante fare qualche prova di questo nuovo punteggio in qualche torneo. Senza prove empiriche, in questo caso, le considerazioni generali lasciano il tempo che trovano 🙂

Paolo Fogel

Gentile Antonio,
Grazie delle Sue osservazioni,
Innanzitutto anche a Lei voglio sottolineare che non si sta parlando di cambiare i punteggi del Bridge, ma di una nuova specialità di bridge. D’altronde anche oggi Lei gioca diverse specialità di bridge ma non fa ad esempio dei confronti tra Mitchell e Duplicato dicendo: “non è giusto che a Mitchell 3SA+1 sia top rispetto a 4C e invece sia ininfluente a Duplicato”, né si preoccupa che un misero “diecino” cambi completamente il modo di giocare a Mitchell rispetto a Duplicato, perchè capisce che sono 2 specialità diverse e hanno logiche diverse.
Provo a dirlo in maniera diversa. Il bridge che ha sempre giocato continua a giocarlo tale e quale.
Se però vuole provare una specialità nuova e diversa lo può fare, c’è un’offerta aggiuntiva.
Se non vuole o non le piace non la gioca, così come oggi se non le piace il duplicato o la partita libera gioca a Mitchell e basta.
Detto questo, se però Lei comunque vuole fare un confronto a tutti i costi, allora va bene, facciamolo pure:
– Riguardo agli slam:
E’ indubbio che i punteggi per il piccolo slam e il grande slam siano nel bridge squilibrati. Abbassando i punteggi (solo del piccolo) in CUMI-bridge si riequilibrano.
Cioè a bridge chiamare un piccolo andava bene al 50% mentre un grande a quasi il 70%, in CUMI-bridge entrambi a circa il 60% il che è una migliore uniformità in sede di valutazione. Ciò non toglie che se Lei gioca a bridge e non a CUMI-bridge, i punteggi restano gli stessi, nessuno glieli vuole cambiare.
– Riguardo alle difese su slam. Le difese 7 su 7 ovviamente non cambiano, visto che non cambiano i punteggi di 7.
Nelle difese contro 6 attualmente Lei ha:
Tutti in prima: è conveniente fino a 4 down (800) contro (920, 980). Rimane identico (820, 880).
Prima contro zona: è conveniente per 6 down oggi, 1400, ma solo contro slam Nobile (1430) ma non slam minore (1370).
Questo ha valenza soprattutto a Mitchell dato che è perlomeno dubbio che sia una buona politica a duplicato pagare 1400 per difendere contro 1430.
In CUMI-bridge diventa conveniente il 5 down (1100 contro 1230 o 1170) ma non il 6 down.
Quindi “quasi tutte” rimangono identiche, come convenienza. Cambia una presa in prima contro zona, dove però il 6 down nel bridge è conveniente solo contro 6M e non 6m e solamente a Mitchell, cioè una diversa specialità rispetto a duplicato, dove nessuno si sogna di difendere per pagare 1400 contro 1430. Dubito infine che uno possa valutare, quando difende, esattamente il 5 down invece che il 6 down.
Perciò non riesco a vedere cosa effettivamente cambi.
-Riguardo alle competizioni “selvagge” non è assolutamente così. Basta guardare le percentuali nelle tabelle.
Chiamare una mezza-manche è conveniente al 75% in prima e al 68% in zona il che è tutto fuorchè “selvaggio”.
-Riguardo a 2SA che “impoverisce” ho già risposto su BDI on line, così come sulla competizione, non faccio altro che rimandarla a quella risposta (la prima al signor Natale).
Però Lei scrive:- “L’introduzione del premio per il contratto di 2SA impverirà i sistemi dichiarativi. Quasi tutti i sistemi riservano al 2SA nella maggior parte delle sequenze licitative, significati convenzionali per poter avere più potenza dichiarativa nel sistema, considerando poi che 2SA è un contratto che nessuno vuole mai giocare. Renderlo un contratto appetibile riduce notevolmente gli spazi dichiarativi, a tutto vantaggio di coppie poco capaci che tanto pure prima licitavano a braccio.”
Ora che “nessuno voglia giocare 2SA” mi giunge nuova. Specialmente a Mitchell dove si gioca 1SA e 2SA e non 2m o 3m normalmente e anzi anche in modo esasperato e questo è dettato dal fatto che si gioca una specialità diversa rispetto a duplicato, ma non vedo che Lei si sia adombrato o ne abbia fatto oggetto di critiche e confronti, dato che in quel caso capisce che sono 2 specialità diverse.
Peraltro faccio notare che anche a duplicato sequenze comunissime tipo 1SA>2Fiori>2Cuori>2SA o tipo 1SA>2Quadri(TSF)>2Cuori>2SA oltre a molte altre possono portare a giocare normalmente quel contratto.
– Riguardo alla legge (sic!) delle prese totali non vedo proprio cosa c’entri. Mi spiace però doverla deludere ma la suddetta legge delle prese totali non è una legge, ma esattamente una bufala, come è peraltro molto facilmente dimostrabile. Non è però questa la sede per discuterne.
In ogni caso i sistemi “moderni o meno” non sono stati certo creati su quella (fortunatamente) e comunque non riesco ancora a vedere cosa c’entri nè che cosa cambi.
– Riguardo all’ultima osservazione: “non capisco perchè 50% sia migliore di 33%”. E’ molto semplice. Nessuno percepisce in dichiarazione il 30% rispetto al 28% o al 32%, ma percepisce abbastanza bene che un contratto sarebbe scarso o molto tirato. Se lo chiama non è per ragioni tecniche, ma tattiche di convenienza. Quindi fa prevalere ragioni di convenienza a ragioni tecniche. Più Lei alza la soglia di convenienza più aumenta la componente tecnica rispetto a quella tattica (ad esempio oggi nel grande slam dove Lei invece non “tira” proprio niente ed è perchè è conveniente solo per un’alta percentuale di riuscita). Detto in altri termini nelle manche in zona appena uno “ha qualcosa” allora tira. Questo significa appiattire la valutazione cioè rendere identica la valutazione di una coppia più fine rispetto a una più grossolana perchè la valutazione tecnica ha meno peso rispetto alla tattica che è identica per entrambi. Se per assurdo il limite di convenienza lo si abbassasse al 10% (cioè convenisse chiamare manche al 10% ad esempio premiando la manche come uno slam) tutte le coppie chiamerebbero manche qualunque carte avessero, dato che basterebbe farla una volta su 10, perciò la valutazione tecnica sarebbe ancor più negletta rispetto a ragioni di convenienza, le quali sono funzione proprio del punteggio riservato ai contratti, come ho tentato di spiegare.
Ringraziandola ancora per le Sue osservazioni colgo l’occasione per ribadire ancora che non si sta parlando di cambiare i punteggi ma di una nuova specialità di bridge da aggiungere alle altre.
Paolo

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Lettore

Il CumiBridge potrebbe essere applicato per la Coppa Italia,
ma non di certo per i tornei e simultanei,
perché porterebbe ad un allontanamento dal Bridge dei giocatori medi.

Paolo Fogel

Gentile lettore,
I giocatori, medi o no, continuano a fare i loro tornei così come hanno sempre fatto, anche la Coppa Italia che Lei cita, che resterebbe uguale, così come qualunque altra manifestazione. Come ho spiegato credo abbondantemente, non si tratta di cambiare il bridge, ma di aggiungere una specialità nuova.
Per fare un paragone Lei a nuoto aveva inizialmente i 200 stile libero, poi anche i 200 rana, poi anche i 200 dorso poi anche i 200 delfino ecc…ma ognuna non cambiava i precedenti e non ha allontanato i nuotatori medi, semmai ha incuriosito ogni volta qualcuno a provare a cimentarsi in una specialità nuova e diversa.
Gazie della Sua osservazione
Paolo

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Aldo Gerli

Hai mai pensato,
invece di abbassare i punteggi del piccolo slam,
di alzare quelli di 5Cuori e 5Picche
per premiare la finezza in dichiarazione?

Paolo Fogel

Gentile Aldo,
Ribadendo ancora una volta (ormai lo faccio sempre) che non si tratta di cambiare il bridge ma di una nuova specialità, rispondo alla Sua osservazione di cui La ringrazio.
La ragione per cui viene abbassato il piccolo slam sta, come spiegato nella proposta, nel fatto che attualmente un piccolo slam chiamato al 50% è giustificato mentre un grande è giustificato solo intorno al 70%. Detto in altri termini alla lunga chiamare un piccolo slam al 50% è indifferente tanto quanto non chiamarlo e chiamare un grande slam al 68% alla lunga è indifferente chiamarlo tanto quanto non chiamarlo. Questa differenza di trattamento (che deriva dai punteggi di partita libera applicati poi tout court al bridge di competizione) è appunto una caratteristica del bridge.
CUMI-bridge non vuole cambiarla e perciò il bridge resta il bridge con quella sua caratteristica.
CUMI-bridge crea una specialità nuova, nella quale sotto il profilo degli slam entrambi vengono invece ad essere convenienti in forma uguale cioè a circa il 60% il che rappresenta appunto una caratteristica propria della nuova specialità CUMI-bridge che in questo differisce dalla specialità bridge.
Il fatto che nel bridge il piccolo e il grande siano diversi sotto il profilo della probabilità è funzione solo del punteggio dato a loro rispetto alla manche. Quindi si risolve SOLO in quel modo e il fatto di dare a 5 un premio non risolverebbe questa differenza, il che era invece uno degli scopi di questa nuova specialità.
Perciò la notazione “invece di abbassare…..si potrebbe alzare…” è un po’ fuori luogo perchè resterebbe questa differenza.
Se poi si volesse (oltre ad abbassare il premio di slam) ANCHE (e non invece) dare un premio a chi si ferma a 5 questo costituirebbe una ulteriore “novità”.
Tuttavia questa varrebbe solo per 5M dove la manche è già 4M, ma non per 5m che è manche, il che sarebbe non solo una complicazione ma anche un diverso trattamento tra Nobili e minori.
Inoltre fermarsi a 5M non è detto che rappresenti una maggior finezza dichiarativa. Ad esempio se si fosse costretti, proprio per mancanza di “finezza” a passare sempre per la Blackwood a 4SA, allora prima di 5M non ci si fermerebbe mai, ma se si fosse accertato (in virtù di maggior finezza) la mancanza di carte chiave già da prima, ci si potrebbe fermare a 4 e in questo caso la maggior finezza è fermarsi a 4, non dichiarare 5.
Quindi il livello 5 “non è detto” che sia dovuto “sempre” a finezza. Talvolta anzi anche a minore finezza.
Grazie ancora della Sua osservazione,
Paolo

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Mauro Calzavara

Sono d’accordo che questa si prospetti come nuova specialità. Però sono in disaccordo sulla necessita` o convenienza di una nuova specialità; io sarei piuttosto, nel coppie, per eliminare premi di surlevee ed assegnare +10 dei SA solo alla 9a presa, se dichiarata e senza surlevee.

Paolo Fogel

Gentile Mauro Calzavara
Ho capito che è in disaccordo con l’introdurre una nuova specialità. Il perché non l’ho ben capito e il resto meno ancora. Non saprei quindi che rispondere.
Grazie comunque per il suo commento
Paolo

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Paolo Fogel

Paolo Fogel (Padova Bridge, FGL006), esperto tecnico e teorico del Bridge. Nel suo palmares ricco di prestigiosi piazzamenti spiccano in particolare due titoli italiani a Squadre. Negli ultimi anni è stato un po' assente dalla vita agonistica, ma recentemente è tornato a Salsomaggiore per la gioia dei suoi amici che, dopo averlo salutato con affetto, hanno (ri)cominciato a tempestarlo di domande chiedendogli pareri su licite e giocate.
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