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Ti racconto… una mano dal simultaneo di ieri sera

Uno squeeze per cardiopatici

cuore

Alla mano 3 del simultaneo di ieri sera (Giovedì 5) le carte erano:

e con una certa aggressività era possibile chiamare 6SA in Est-Ovest e mantenere il contratto in virtù della divisione delle Quadri. A questo punto si cedeva l’FioriA e si marcava un bel numerone sulla propria colonna.

C’era, a dire il vero, un altro sistema per arrivare a 12 prese, l’impasse di Picche, ma era ovviamente da scartare perché in caso di fallimento l’avversario avrebbe incassato la Fiori e avremmo affossato un contratto ormai blindato senza averne la minima contropartita.

Supponiamo però di ricevere l’attacco Cuori e di mettere il 10 del morto che tiene. Come si modifica il piano di gioco?
L’attacco ci porta a 8 prese sicure, e dobbiamo quindi comunque sviluppare le Quadri. Incassiamo QuadriK e QuadriA (obbligatoriamente in questo ordine perché il K potrebbe rivelare una 4-0 a sinistra catturabile) e l’avversario consegna la Dama. Rispetto ad un attacco più neutro, la presa di Cuori10 ci ha portato a 12 senza bisogno delle Picche. Ora l’impasse di Picche una contropartita ce la darebbe, vale a dire la surlevée, ma sarebbe naturalmente da incoscienti tentarlo e rischiare di compromettere una mano sicuramente buona. Ci accontentiamo dunque?

E’ buona norma, quando abbiamo tutte le vincenti meno una, provare a incassarle cercando di salvaguardare una comunicazione tra mano e morto in modo da creare problemi di scarto ai difensori. Vediamo i tempi: sblocco della CuoriQ, Quadri per l’8 di mano, A e K di Cuori scartando due Fiori, Picche per il K del morto e l’incasso delle quadri. Al momento di incassare l’ultima Quadri la situazione è:

Come si vede, sul Quadri2 giocato da Est, Ovest può scartare tranquillamente il FioriK mentre per Sud la situazione non è altrettanto tranquilla. Ovviamente deve custodire l’FioriA, ma scartando il Picche9 al giro successivo sarà costretto a svelare la posizione della Dama e a concedere la surlevee.

Che spreco di energia, direte voi: tanta fatica e poi riusciva anche il sorpasso. Ma questo finale aveva due importanti vantaggi.

vignetta2Per prima cosa permette di rendere sicuro il sorpasso nelle situazioni come questa in cui tentarlo potrebbe essere mortale, e quindi funziona come tranquillante, una sorta di Lexotan per il giocante apprensivo: non a caso il campione del mondo Romanet, guru dello squeeze, ha battezzato questo finale compressione per cardiopatici con indubbia conoscenza dell’argomento essendo oltre che campione del mondo di Bridge anche un brillante medico.

Per seconda cosa… E se le carte di Sud le avesse avute Nord? Provate a spostarle e a giocare nello stesso modo, e vi accorgerete che il finale funziona ugualmente: facciamo 13 prese anche con la PiccheQ fuori sorpasso, purché accompagnata dall’FioriA perché Nord è costretto a seccarla! Mica male, vero?

Lo squeeze per cardiopatici ha questo vantaggio raro ma infallibile: vi avvisa quando un onore è secco fuori impasse, magari di nascita, permettendovi di realizzare contratti “impossibili”. Guardate questo diagramma:

Giocate 7Cuori dopo che Ovest è intervenuto con una bicolore nera. Sull’attacco PiccheK prendete ed esaminate la situazione. Indubbiamente la licita vi ha dato ottime possibilità che l’impasse a Fiori fornisca la tredicesima presa, ma se per caso soffrite di aritmie cardiache provate prima a incassare tutte le vostre splendide vincenti rosse. Al momento di spararvi l’ultima, le carte restanti sono

Ovest è vincolato a conservare il suo PiccheK, e voi lo sapete: quindi ora potrà tenere una sola Fiori, mentre Nord (che scarta dopo) ovviamente conserva la forchetta di Fiori eD Est scarta la Picche inutile. Quando giocate Fiori alla dodicesima presa vi aspettate pertanto di vedere il K… E invece ecco comparire il J. Poiché l’ultima carta di Ovest è il PiccheK, il FioriK deve essere in Est: non c’è nemmeno bisogno di aver contato gli scarti, perché l’unica speranza è che sia secco… ed è opportuno che risparmiate tutte le vostre energie mentali, perché ne avrete bisogno per convincere Est che non gli avete sbirciato le carte. Impresa titanica, temo.

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Enrico Guglielmi

Enrico Guglielmi (GGC001, Bocciofila Lido), socio agonista a Genova, si è laureato in fisica alcune ere geologiche or sono e attualmente sbarca il lunario occupandosi di informatica. Gioca a bridge da un tempo fastidiosamente lungo che è senz’altro meglio non quantificare, visti i risultati. Sempre in ambito bridgistico, oltre a raccogliere copiose messi di zeri nei tornei locali, cura per BDI online la rubrica “Ti racconto una mano”. E’ consigliere del Comitato Regionale Liguria, per conto del quale sta portando avanti un progetto didattico orientato agli studenti e ai dipendenti universitari in collaborazione con il CUS Genova. Il suo nick su BBO è Dasim.

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