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Aprire a livello 2 (forte) sulla base della distribuzione ma con pochi punti è corretto?

L'Esperto risponde

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Buongiorno,
vorrei approfittare della sua disponibilità per porLe un quesito su una situazione che si verifica abbastanza spesso al tavolo.
Diverse volte mi è capitato di incontrare avversari che aprono a livello 2 con mani interessanti per distribuzione, ma che non hanno più di 13-14 punti. Il Compagno dell’apertore Alerta spiegando che trattasi di 3, massimo 3 ½ perdenti.
Alcuni Arbitri mi hanno detto che la cosa non è regolare in quanto il calcolo delle perdenti non è univoco e d’altra parte dichiarare forte una mano con 13-14 punti può ingannare gli avversari (secondo tali Arbitri ne occorrono almeno 17 o eccezionalmente 16).
Può dirmi cortesemente se il regolamento prevede qualche cosa in merito.
RingraziandoLa anticipatamente per il tempo che vorrà concedermi, con la speranza di un gradito riscontro, La saluto cordialmente
David Barchiesi (BRD312, Bridge Falconara)

Maurizio Di Sacco

Caro David,
Lei ha purtroppo raccolto un insieme confuso di notizie, per cui è necessario un trattamento sistematico della Sua questione, e non una semplice replica punto per punto.
Cominciamo dal reparto “perdenti”, in particolare demolendo quel “3 ½ perdenti”. Così come una carta vince, o non vince la presa, ovvero come non esistono mezze vincenti, non esistono nemmeno le mezze perdenti. E’ vero che le medesime sono normalmente accomunate alla probabilità di un sorpasso, ma a) non sempre è così e b) per poter fare un sorpasso bisogna che se ne verifichino le condizioni. L’esempio più comune di diversa accezione è quello nel quale vengono considerate mezze vincenti le cartine dei colori lunghi, da un certo punto in poi.
Poiché non è pensabile che si chieda all’avversario che conosca il proprio metodo di calcolo, né sarebbe accettabile offrirgli una documentazione al riguardo, questo modo di spiegare non è permesso, come ho più volte ribadito, e come Le hanno correttamente riferito.
Tuttavia, è di comune comprensione il parlare di “mano che può facilmente possedere valori anche molto al di sotto della forza nominale (da specificarsi), in presenza di distribuzioni eccezionali”. In questo particolare caso, chi abbia un accordo del genere è tenuto a spiegare con cura quali siano i limiti nei quali la coppia si muove, ovvero se ci siano un punteggio massimo e, soprattutto uno minimo che siano ritenuti invalicabili, oppure no, ed in entrambi i casi a quali condizioni distribuzionali.
A queste condizioni, non esistono limiti di sorta, dato che, fatta salva una rilevante eccezione che vedremo, a livello di due si può giocare quasi tutto.
Il limite è quello fissato dalla Normativa Sistemi, ed in particolare da quanto attenga alle Brown Sticker: per essere comunque ammessa, un’apertura nell’ambito da 2 Fiori a 3 Picche deve garantire almeno 10 punti.
Non risponde quindi al vero ciò che le è stato detto in merito ai limiti di 17, 16, 13 o 14 punti che sia, tuttavia, una parte di verità c’è anche lì, per cui mi necessita analizzare anche quelle affermazioni.
Il limite di 16 (non 17) fa riferimento all’accezione di “mano forte” nel caso di una possibile variante della multicolor, e più specificamente la tricolore forte. Se, quindi, una coppia spiega 2 Quadri (o 2 Fiori, che è lo stesso), come multicolor, e questo include una tricolore forte, in assenza di ulteriori precisazioni (le quali, nel caso, vanno incluse nella spiegazione iniziale) si deve intendere quest’ultima come “16+”.
Le aperture forti a colore classiche, invece, hanno un valore nominale di 19+ punti, ed è di comune patrimonio di conoscenza il sapere che distribuzioni eccezionali possono risultare in valori anche molto al disotto. Tuttavia, quando questo possa essere portato all’estremo, bisogna ricordare quanto detto sopra in merito alla necessità di avvertire gli avversari. Per capirci, tutti possono realizzare che una mano come [S] x [H] AKQxxxxx [D] x [C] Axx, o anche [S] AKxxxxxx [H] Axxxx [D] – possa essere considerata forte a dispetto del valore nominale in punti – si tratta di mani con un enorme potenziale autonomo di gioco, le quali possono produrre facilmente una manche, o anche uno slam, pur a fronte di mani pressoché nulle del compagno.
Se, invece, l’apertura in esame può provenire da mani come [S] KQJxxxx [H] KQxxx [D] x, allora, sebbene in molti, tra i cultori delle perdenti, la qualificherebbero allo stesso modo (o almeno vicino) delle due sopra, la faccenda è diversa, perché quest’ultima non ha altrettanta forza offensiva, e, soprattutto, non ne ha quasi nessuna in termini di valori difensivi. Decisivo poi è che a differenza delle prime, per volare alto l’ultima mano necessita di un compagno ben fornito di Assi.
Infine, per quanto riguarda il valore di 13 punti, è quello fissato per definire come “forte” una mano, ma solo nell’ambito della già citata Normativa sulle Brown Sticker. Trattare approfonditamente l’argomento qui sarebbe lungo ed inutile, dato che si risolverebbe nell’elencazione di quanto contenuto nella Norma medesima, alla quale dunque La rimando.,
Cordiali Saluti,
Maurizio Di Sacco

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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