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European Champions’ Cup 2015: la Finale ALLEGRA – BC’T ONSTEIN (1)

Norberto Bocchi

Norberto Bocchi

Continua la cronaca di Maurizio Di Sacco della European Champions’ Cup, la Coppa dei Campioni d’Europa. Siamo arrivati alla finale: gli italiani della squadra ALLEGRA (Maria Teresa Lavazza npc, Norberto Bocchi, Massimiliano Di Franco, Giorgio Duboin, Agustin Madala, Massimo Ortensi coach, insieme all’argentino Alejandro  Bianchedi e al giovane neoacquisto danese Dennis Bilde) affrontano in finale la rappresentativa olandese BC’T ONSTEIN (Louk Verhees, Berend van den Bosch, Joris van Lankveld, Ricco van Prooijen, Richard Ritmeijer and Magdalena Ticha).

La finale vedeva di fronte ALLEGRA, la squadra dominatrice delle precedenti quattro edizioni, e l’ultima non italiana a vincerla (a Smirne, in Turchia, nel 2010), BC’T ONSTEIN. Gli olandesi presentavano quattro giovanissimi, e l’unica donna del lotto, Magdalena Ticha, oltre ad i più esperti, anche se solo quarantenni, Luck Verhees e Ricco van Proijen (per loro una Bermuda Bowl nel 2011).

Si è iniziato con un assaggio di bridge moderno, ma sono stati i più anziani ad avere la meglio: i capelli più bianchi dopo tutto portano saggezza.

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Sala Aperta:MDS_20151125_m1_A

Sala Chiusa:MDS_20151125_m1_B

Entrambi i Nord hanno aperto di 3Picche, ma mentre van Lankveld ha rialzato a quattro, Bilde è invece passato. Al di là della battuta sull’anzianità – Bilde ha ventisei anni – la differenza l’ha fatta lo stile: gli “ALLEGRA” aprono in maniera molto aggressiva a livello di tre, e lo fanno solo con certi tipi di mani, ovvero sono disciplinati nella loro azione di sbarramento, mentre gli olandesi hanno una maggiore ampiezza di possibilità, e dunque la manche era una proposizione accettabile per Sud.

Van de Bosch se l’è cavata male: ha filato l’attacco a Fiori (il Re), ed ha rapidamente preso due tagli, mentre Norberto ha fatto molto meglio. Vinto il medesimo attacco ha giocato una Picche per il 10, e Ritmeijer, incapace di leggere il conto delle Fiori (conto rovescio: quindi il 9 era compatibile anche con tre carte), è tornato a Quadri, rimpiangendolo. +170 e +100 hanno consegnato 7 IMP ad ALLEGRA.

Stava però per arrivare una tempesta, perché sole cinque mani dopo i torinesi dovevano trovarsi a -30!

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Sala Aperta:MDS_20151125_m2_A

1Quadri = Cuori
2Fiori = Picche/Quadri
Passo = forzante

Sala Chiusa:MDS_20151125_m2_B

1SA = 10-12
4Fiori = Cuori
4Cuori = Picche + minore

Forse Bianchedi poteva dire 5Cuori, ma non era facile, e certo Bocchi poteva non Contrare – ma in quel caso è ovvio che Nord ha interpretato la situazione come forcing oppure, più probabilmente, data la novità della coppia con il danese, Norberto non era sicuro sul da farsi. L’insieme è costato 10 IMP, dato che cinque Cuori erano di battuta, e quattro Picche pagavano solo duecento.

E’ seguita una mano pari in 4Cuori-1, e poi un altro rovescio per gli italiani, causato da circostanze abbastanza casuali. Ve lo pongo in forma di problema.

Mettetevi al posto di Bocchi, in Nord, e attaccate contro 4Cuori dopo la seguente licita:

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1Fiori = varie opzioni, fra le quali la bilanciata 15-17

Queste le vostre carte:
Picche A 7 4   Cuori J 9 3   Quadri J 6 5 3   Fiori 10 9 5

Dall’altro lato, attaccava Sud contro 4Cuori, perché Est (Bianchedi) aveva aperto di 1SA ed aveva mostrato le Cuori attraverso la Stayman (quindi 1SA-2Fiori-2Cuori-4Cuori). Vediamo anche questo come problema:

Picche K Q 9 6   Cuori 8 6   Quadri 10 7 2   Fiori K Q 6 3

Norberto ha normalmente attaccato con il Fiori10, mentre van Lankveld tra i due colori neri ha selezionato il più “robusto”. Ha avuto ragione quest’ultimo:

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La Ticha ha avuto vita facile, scartando una Picche sulla terza vincente di Quadri, mentre Bianchedi ha dovuto concedere il down. 12 IMP a BC’T ONSTEIN.

La sofferenza è continuata subito dopo, con uno swing ancora più pesante, il quale però – ed era dura pronosticarlo in quel momento – doveva rappresentare al contempo l’apice del crescendo rossiniano degli olandesi, ma anche il loro canto del cigno.

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Sala Aperta:MDS_20151125_m5_A

2Cuori = debole

Sala Chiusa:MDS_20151125_m5_B

2Cuori = costruttivo
4SA = RKCB

La sistemazione di Bilde-Bocchi ha prodotto una ben migliore sequenza, e dato che il sorpasso a Picche era scontato, sarebbe bastato il FioriJ in mano a Nord per rendere lo slam di battuta, o il Picche10, o, infine, era sufficiente che fosse ben messo il FioriK. Niente di tutto questo si è verificato, e la pratica ha sconfitto alla fine la grammatica. 13 IMP in Olanda.

Un paio di prese in più nel board dopo ha portato BC’T ONSTEIN al massimo vantaggio di 30 IMP, 37-7, ma da quel momento in poi, i malcapitati avversari di ALLEGRA dovevano segnarne solo un altro IMP (nella registrazione di BBO c’è un errore: la mano 30, che riporta 3 IMP per gli olandesi, è stata invece pari, come ovvio dal gioco), mentre i torinesi ne ammassavano 107!

La riscossa è partita subito, grazie ad una mano questa volta non sfortunata:

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Sala Aperta:MDS_20151125_m7_A

2Quadri = quarto colore
3SA = moderato tentativo di Slam
5Fiori = Exclusion Key Card Blackwood
5Quadri = zero

Sala Chiusa:MDS_20151125_m7_B

Stufo di essere preso a calci dalla capricciosa fortuna – citazione quanto mai appropriata in terra di Shakespeare – Bocchi, un “fighter” come pochi, ha preso stavolta il toro per le corna ed è zompato ad uno slam eccellente senza l’attacco a Quadri, ma che dopo quello, puntualmente trovato da Ovest, richiedeva più di una carta messa bene. Tutte però lo erano, ed ALLEGRA si è ripresa i 13 IMP persi poco prima.

I campioni in carica hanno scritto prima tre IMP e poi due grazie ad un miglior bridge. Frutto di eccellente valutazione i primi, e di raffinata scienza i secondi, e questi ultimi meritavano essere di più. Ve li faccio vedere.

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Sala Aperta:MDS_20151125_m8_A

Sala Chiusa:MDS_20151125_m8_B

1SA = 10-12

Agus aveva forse quanto bastava per riaprire, ma il compagno aveva aperto terzo di mano e non aveva ritenuto di parlare in seguito. Al contempo, Bilde lasciava giocare forte dei suoi valori difensivi.

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Sala Aperta:MDS_20151125_m9_A

3Cuori = transfer

Sala Chiusa:MDS_20151125_m9_B

3Cuori = transfer
3Picche = cinque Cuori e due Picche

Questa mano dà un’idea di quanto approfondito sia il lavoro sul sistema dei ragazzi di ALLEGRA: un vero marchio di fabbrica. L’QuadriA era mal piazzato, e così la differenza è stata solo quella tra -100 e -50, ma al merito è sempre dovuto onore.

Nelle sei mani successive se ne sono viste quattro piattissime, una che ha prodotto 1 IMP per gli olandesi, ed una che ne ha dato 4 agli italiani grazie ad un miglior parziale (2Cuori fatte nella 4-3 al posto di 1NT-1, ma grazie anche a qualche regalino in controgioco). Tutto questo preparava il gran finale.

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Sala Aperta:MDS_20151125_m16_A

2Fiori = Gazzilli
2Quadri = relay 8+
2SA = 18-19 bilanciati
4Fiori = Cue Bid
4SA = RKCB
5Quadri = 0/3
6Quadri = tentativo di Grande Slam, richiesta di complemento a Quadri

Sala Chiusa:MDS_20151125_m16_B

2Picche = monocolore o bicolore con le Picche, FM
2SA = relay
4SA = RKCB
5Quadri = 0/3
6Fiori = tentativo di Grande Slam

Gli olandesi hanno avuto bisogno di arrivare a livello di sei Quadri per scoprire che Sud necessitava di aiuto nel colore, mentre Bilde-Bocchi se lo sono detto molto prima, ma il grande slam non era dei più difficili da dichiarare, ed entrambe le coppie hanno raggiunto il primo bersaglio. Bisognava però ancora farle tredici prese, e se il danese ha rispettato attentamente i tempi di manovra, il suo corrispettivo olandese ha commesso un’imperfezione e l’ha pagata molto caramente.
I primi giri sono stati identici: entrambi i dichiaranti hanno vinto in mano l’attacco in atout ed hanno giocato un ulteriore giro finendo in mano, poi hanno giocato una Cuori all’Asso, Cuori taglio e Quadri per l’Asso del morto. Combinando le sue chance, Bilde ha ora proseguito con un altro taglio a Cuori, e poi il QuadriK. Quando questo è sopravvissuto, la mano è finita: altri due tagli rossi hanno affrancato la quinta Cuori del morto, che era la tredicesima presa, con ancora il rientro a Fiori per incassarla.
Van Lankveld, invece, ha pasticciato, proseguendo subito a Quadri prima di tagliare una Cuori. Le Quadri non erano divise, il Re di Cuori non era terzo, e così il Dio del bridge ha punito tanta indiscrezione. 17 ad ALLEGRA, che ha chiuso il tempo avanti 46-38.

BCT ONSTEINNetherlands BCT ONSTEIN, medaglia d’argento alla European Champions’ Cup 2015
Joris van Lankveld, Louk Verhees, Berend van den Bos, Ricco van Prooijen, Magdalena Ticha and Richard Ritmeijer

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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