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European Champions’ Cup 2015: l’incontro ALLEGRA-ANGELINI (1)

Alla European Champions’ Cup 2015 (Coppa dei Campioni d’Europa, ndr) hanno partecipato due formazioni italiane:
i Campioni in carica della squadra ALLEGRA (Maria Teresa Lavazza cng, Alejandro Bianchedi, Dennis Bilde, Norberto Bocchi, Massimiliano Di Franco, Giorgio Duboin, Agustin Madala, Massimo Ortensi coach) e la formazione romana ANGELINI (Francesco Angelini cng, Ercole Bove coach, Mustafa Cem Tokay, Leonardo Cima, Valerio Giubilo, Lorenzo Lauria, Antonio Sementa, Alfredo Versace).

Come richiesto dal regolamento, le due squadre si sono affrontate nel primo turno del girone di qualificazione.

I torinesi si trovano qui per diritto di detentori, e quale: hanno infatti vinto tutte e quattro le ultime edizioni, cominciando con Bad Honef 2011, e proseguendo con Eilat (2012), Opatjia (2013) e Milano l’anno scorso. ANGELINI gioca invece grazie alla rinuncia all’ultimo minuto della Polonia, avvenuta a seguito dei noti scandali, la quale ha fatto sì che toccasse all’Italia, quale quattordicesima classificata ai Campionati Europei di Opatija, inviare una formazione. Se questo rappresenta un fatto, non vuole però certo sminuire il valore dei nostri, i quali, anzi, sono tra i maggiori favoriti del lotto, per cui la loro presenza rappresenta un bene per il prestigio della manifestazione.

In un campo di gara così duro, e soli quattro posti a disposizione per entrare nella lotta finale per il titolo, ogni incontro è cruciale, ma ancor più lo è quando sono due tra le migliori in campo a fronteggiarsi.

L’incontro è cominciato con un botto a favore dei romani, quando Bilde-Duboin hanno dovuto fronteggiare un problema complesso – senza risolverlo – mentre dall’altro lato Cima-Giubilo hanno avuto strada libera.

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Sala Aperta:MDS20151114_m1_A

Sala Chiusa:

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Giorgio Duboin, ALLEGRA
Giorgio Duboin, ALLEGRA

L’apertura di Sementa (con Picche K 10 6   Cuori 6 2   Quadri A 9 6 5 4 3   Fiori 3 2) – un tipico biscotto alla francese – ha creato un problema agli orizzontali, in particolare quando Duboin ha dovuto decidere il da farsi su 2Quadri. Il nostro campionissimo (con Picche A 2   Cuori 9 8 4 3   Quadri K 2   Fiori A Q 8 7 5) avrebbe normalmente detto Contro, come da stile tipicamente italiano, ma non si è fidato a farlo con il suo compagno di recente acquisizione, per paura che venisse preso per punitivo (e non senza qualche ragione, visto che i nordici sono avvezzi a contrare punitivamente con una certa disinvoltura). Bilde poteva ora forse limitarsi a 3Picche, licita che avrebbe condotto a 4Cuori, ma ha scelto una soluzione più pratica, ed il costo totale è stato di 11 IMP.

Altri 5 IMP hanno preso la stessa strada subito dopo, ed ancora una volta a causa del differente timing della licita.

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Sala Aperta:MDS20151114_m2_A

Sala ChiusaMDS20151114_m2_C

2Cuori = quattro Cuori e cinque Picche, 6-9

Sapendo che il compagno doveva essere corto a Cuori, Giorgino aveva tutti i motivi per credere che la manche fosse giocabile, ed in effetti sarebbe stata di battuta con la QuadriQ in Est, o con sette Fiori. Così non era, e la 4-1 in atout ha domato anche tre Cuori.

La mano dopo è stata pari, ma solo perché entrambi i Sud non hanno passato il test loro presentato.

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Sala Aperta: MDS20151114_m3_A

Sala Chiusa:MDS20151114_m3_C

Antonio Sementa, ANGELINI
Antonio Sementa, ANGELINI

La licita ha ben poco commento da offrire, ma il gioco sì. Sia Tokay che Bianchedi hanno infatti attaccato con il FioriK e sono ritornato con la CuoriQ. Tutti e due i dichiaranti hanno presentato allora il Picche6, e, ahimè, tanto Sementa che Di Franco sono stati bassi, regalando così il vitale rientro che serviva per limitare all’Asso le perdenti in atout. Se Tony, o Massimiliano, o entrambi, avessero messo l’Asso, la rispettiva difesa avrebbe allora dovuto stare attenta in seguito a non far entrare Ovest al morto con la QuadriQ, e questa fase merita una qualche analisi.
Sud vince dunque il Picche6 con l’Asso e torna Cuori. Si può ora discutere quale sia la miglior cosa che può fare il dichiarante. Se N/S non si fossero dati il conto a Cuori, si potrebbe anche giocare il Re, che Nord potrebbe catturare nel dubbio che Ovest abbia una 8-3-1-1, ma questa ipotesi è improbabile a questo livello. Quindi è probabilmente meglio giocare ora il QuadriJ, sperando che Nord non sia ben sveglio e non metta l’Asso.
La soluzione migliore è dunque quella di tornare immediatamente Quadri da Sud, dando il conto, in maniera che Nord non si possa sbagliare.

Con la quarta mano, ALLEGRA ha finalmente iscritto qualche punto a referto.

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Sala Chiusa:MDS20151114_m4_C

Trovo personalmente migliore la scelta di Bilde rispetto a quella di Leonardo Cima, e certo è più classica, ma queste decisioni sono spesso influenzate dallo stile di coppia, il quale è un fattore difficile da valutare.
Mentre il danese non ha avuto difficoltà a racimolare nove prese nel suo contratto, Leonardo non ha trovato il bandolo della matassa in 3Fiori (c’era, anche se complicato), e ha finito per promuovere a quinta vincente della difesa il FioriJ di Sud, così che ALLEGRA ha scritto 6 IMP.

Sono seguite tre mani pari, ma mentre la prima – 2SA-1 in entrambi i tavoli dopo la stessa sequenza – non è di nessun interesse, la seconda si prestava invece per un guadagno abbastanza consistente .

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5Cuorix costavano solo 300, per 8 IMP di guadagno, ma nessuno dei N/S ha trovato la difesa.

Completamente piatta in 3Quadri la mano sette, ma se la otto è stata pari, non si può certo parlare di una mano piatta.

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Sala Aperta:

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Sala Chiusa:

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4Picche = tentativo di slam a Quadri
5Fiori = assi pari e interesse allo slam
5Cuori = tentativo di grande slam

Dennis Bilde, ALLEGRA
Dennis Bilde, ALLEGRA

L’intervento di Bianchedi-Di Franco ha costretto Cima a prendere una decisione un po’ avventurosa, ma vincente. Giocato da Ovest lo slam è infatti imbattibile, anche con un attacco diverso dall’FioriA o una Cuori (quest’ultimo è quello scelto al tavolo), a patto che il dichiarante scelga la linea giusta.
Il segreto sta infatti nell’eseguire il colpo noto come “forca di Morton” ai danni di chi abbia l’FioriA. Se ce l’ha Nord, bisogna muovere una Fiori verso il morto, mentre se ce l’ha Sud bisogna giocare una Fiori dal Re secondo verso la Dama. In entrambi i casi, se il possessore mette l’Asso Ovest ha ora due scarti per le Cuori, mentre se sta basso la seconda Fiori di Est viene gettata sul secondo onore di Picche. Qui, naturalmente, era ai danni di Nord che bisognava operare.
La sequenza scientifica di Bilde-Duboin è stata più accurata, ma ha piazzato il contratto in Est, e Sementa ha puntualmente attaccato a Cuori, nell’ambito di “terza o quinta”. Il danese ha pensato a lungo, e poi, non volendo andare sotto alla prima carta, e vedendo strade alternative, a messo l’Asso per poi tirare tre giri di Quadri.
Su questi, sia Nord che Sud hanno scartato Picche, e allora Bilde ha giocato il Picche10, facendolo freddamente girare quando Sud non ha coperto. Il ragionamento del ragazzo nordico è stato che non era possibile che due difensori di quella fatta avessero messo il dichiarante nella condizione di affrancare le Picche di taglio, e dunque che Sud doveva essere lungo nel colore per ipotesi di necessità. Patta.
E’ seguita una presa in più per i torinesi in un altrimenti banale 3SA, ma poi l’incontro si è chiuso come era cominciato: con un grosso guadagno per i romani.

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Sala Chiusa:MDS20151114_m10_C

Tokay ha saputo essere ben più incisivo di Bianchedi, trascinando così la sua linea ad un “salvataggio” che era in realtà un contratto imbattibile, e bene ha fatto Bilde a salire a 5Cuori, così da contenere le perdite: -13 IMP al posto di -15 (o 16 se 4Picche fossero state contrate).
ANGELINI ha dunque concluso 29-7, tradotto in 16.39-3.31.

 

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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