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NABC a Denver (1)

NABC_Denver2015Il frigorifero di Denver – 14 due giorni fa, ed una media intorno allo zero attesa nel periodo – attende da giovedì (e fino a domenica sei dicembre)  i partecipanti al North American Bridge Championship (NABC) di Autunno, l’ultimo appuntamento di prestigio del calendario americano ed internazionale (negli ultimi anni, la stagione si concludeva con gli IMSA Games di Pechino, ma quest’anno la manifestazione è slittata di tre mesi).
Il carrozzone statunitense offre, come al solito, un ricchissimo menù a base di competizioni di ogni livello: da quelle classificate come “Nationals” veri e propri, fino a semplici tornei di una sessione. Insomma, un evento per tutte le tasche e per tutte le teste.
Tra quelle di maggior prestigio, spicca innanzitutto la Reisinger Board-A-Match Teams, la manifestazione a squadre forse più dura, e dal palmares di maggiore qualità, nell’intero arco dell’anno, una volta fatta eccezione per i campionati mondiali. A seguire, un’altra competizione Board-A-Match, il Mitchell Teams (in nome di Victor Mitchell, compagno di Samuel Stayman in alcuni degli scontri con il Blue Team; niente a che vedere con il movimento Mitchell), e poi, sul lato “coppie”, il Kaplan Blue Ribbon Pairs e il Nail Open Pairs. La prima delle due, è anch’essa considerata quella, nell’ambito dei tre “Nationals”, di maggiore spessore.
In effetti, mentre in tutte le altre di livello “Nationals” (come nel “Nail”) l’accesso è garantito a tutti i giocatori che possono vantare il titolo di Life Masters, per giocare il Blue Ribbon bisogna invece aver guadagnato, nell’arco dei tre anni precedenti, un numero sufficiente di “inviting points”. Oppure, bisogna ricevere, come nel mio caso quest’anno, una “wild card” (giocherò con Enrico Castellani), che però può essere concessa una sola volta (dunque sarà difficile poter giocare anche il prossimo anno!).
Quanto sopra per le competizioni “Open”, ma di grande prestigio sono anche, dal lato femminile, il Marsha May Sternberg Womens BAM Teams (in contemporanea al “Mitchell” BAM, ma è in realtà la variante rosa della Reisinger) e il Whitehead Womens Pairs (parallelo al Blue Ribbon), mentre per ai Seniores (attenzione: bastano cinquantacinque anni negli USA per giocare le competizioni riservate ai più anzianotti) è dedicato il Baze Knock Out Teams.
Infine, per i delusi da tutto il resto, ci sarà l’atto conclusivo rappresentato dal Keohane North American Swiss Teams.
Insomma, una grande abbuffata, dove i pasti, come nell’immenso film di Ferreri, si possono consumare a tutte le ore: dalle competizioni delle 8.00 del mattino per gli early birds (uccelli mattutini), fino a quelle che partono alla mezzanotte per i night owls (gufi della notte).
Come sempre, nutrita sarà la pattuglia italiana in terra americana, a cominciare, almeno per quanto riguarda le competizioni a squadre, dalla formazione LAVAZZA, della quale sarò il coach (spero dunque di potervi offrire di nuovo, come già nel caso della Spingold, le emozioni degli incontri visti dall’angolo), e a seguire con Lauria-Versace inseriti come sempre nella squadra CAYNE, Antonio Sementa che gioca per ZIMMERMANN, ed Andrea Manno e Irene Baroni che difenderanno i colori di MOORTHY. Sebbene non ne abbia al momento contezza, saranno certo anche altri i nostri connazionali a Denver, come avrò senz’altro cura di segnalarvi a suo tempo.

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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