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Intervista a Giovanni Donati

Questa intervista è stata pubblicata nei bollettini del Campionato di Società Sportive a coppie

Giovanni Donati

Giovanni Donati è il più giovane componente della Nazionale Azzurra per i prossimi Campionati Europei (Budapest, 16-25 Giugno 2016). Il 17enne sta partecipando al Societario a coppie insieme al suo compagno: Alessandro Gandoglia (in rappresentanza di Bridge Reggio Emilia).

A dieci anni, Giovanni Donati ha disputato il suo primo Campionato italiano giovanile. Interamente in piedi, perché da seduto non arrivava a vedere le carte.
In una mano, il suo compagno, dodicenne, ha giocato 2Cuori-1. Giovanni, che faceva il morto, ha seguito il gioco con la massima attenzione, ricostruendo carta dopo carta la smazzata con sopracciglia sempre più oblique. Alla fine della mano, ha finalmente potuto rivolgersi al malcapitato compagno: “Tu avevi quatto carte di quadri e quattro carte di cuori. Quindi, sulla mia apertura di 1Fiori dovevi dire 1Quadri, non 1Cuori. Così le cuori le dico io, gioco io la mano… E io 2Cuori le faccio.”

meeting 2013_webLa mattina seguente indispettiva gli avversari, perché, dopo aver guardato le proprie carte, le memorizzava, le riponeva sul tavolo coperte e le giocava senza più bisogno di vederle.

Questa aria da grande ribelle troppo basso per sedersi sulla sedia, mischiata al suo evidente talento, ha immediatamente conquistato la simpatia dei ragazzi più grandi, che lo hanno voluto nella propria squadra.

Oggi è riconosciuto come una star nazionale, con soddisfazione del padre Daniele, istruttore di Rimini, che ha fatto di tutto per assecondare l’inclinazione naturale del figlio.


Come ti ha cambiato la vita il bridge?

Da quando mio padre mi ha insegnato, il bridge è diventato la mia più grande passione. Da piccolo ho letto più volte tutti i libri che c’erano in casa… Mi piacevano così tanto che arrivavo perfino a morderli! Seguivo i campionati via internet e appena potevo frequentavo il circolo. Oggi il bridge mi impegna quasi tutti i weekend e varie settimane in Estate. Con la Nazionale giovanile viaggio molto: sono stato in Germania, Norvegia, Croazia, Bulgaria, Polonia, Danimarca e Cina… E quest’anno giocherò addirittura nella Nazionale open.

VersaceTi aspettavi la convocazione nella Nazionale open? Pensi di meritarla?
Non mi aspettavo la convocazione. Non sono uno che in queste circostanze si giudica… Mi hanno detto che Alfredo Versace mi ha proposto e ha stima di me. Questo mi rende molto orgoglioso.

Sei preoccupato all’idea di essere sotto i riflettori in un Campionato così importante? Come affronti la tensione?
Ammetto di essere agitato. So che devo gestire questa opportunità nel modo migliore possibile. So anche che devo vivere il presente, allenarmi molto in questi mesi e che per il resto può andare bene o male…

Inizialmente sei stato convocato da solo, senza il tuo compagno. Ti spaventava andare in Nazionale come singolo? Come sono cambiate le prospettive quando è stato convocato anche Alessandro Gandoglia, il tuo compagno abituale?
Ero preoccupato all’idea di essere senza Alessandro, sia perché siamo abituati a giocare insieme, sia perché siamo grandissimi amici anche fuori dal bridge. Alessandro mi conosce bene, mi supporta molto e mi aiuta anche a organizzarmi. Mi dispiaceva che fosse escluso, però pensavo anche che avrei giocato con Alfredo. Ovviamente mi trovo benissimo a giocare con Alfredo: non fa mai pesare la sua forza, è molto gentile e simpatico, ho una grande stima di lui e quando abbiamo giocato insieme sono stato proprio bene.

C’è un episodio legato ad Alfredo che ti va di condividere con noi?
Mi ricordo che quando abbiamo giocato il torneo Savelli insieme Alfredo era molto soddisfatto di una nostra sequenza dichiarativa.

Le carte di Alfredo:
Picche Ax Cuori Qx Quadri KQJxxx Fiori KQx
Le mie carte:
Picche Qx Cuori AKxxxx Quadri Ax Fiori 10xx

2SA = fit cuori in mano forte sbilanciata o monocolore 15/17
3Cuori = forzante
3Picche = cue bid
4Quadri = cue bid primo giro (non avevamo accordi sul contro)

Abbiamo giocato 6Quadri, che è migliore di 6Cuori perché con la 3-2 a cuori si fa sempre, mentre con la 4-1 a cuori si può sperare in diversi finali, che purtroppo non c’erano… (ma 6] è proprio subordinato alla 3-2 a cuori).
Alfredo era contento che ci fossimo capiti e ha raccontato la mano a tutti.

Come immagini gli Europei a Budapest?
So che Alessandro e io giocheremo poco. Mi sembra giusto, perché abbiamo meno esperienza rispetto agli altri quattro giocatori. Il mio obiettivo è cercare di far capire a chi guarda che sia quando gioco con Alfredo che con Alessandro sono preparato all’entità del campionato.

Parteciperai anche alle Selezioni a inviti a coppie, che serviranno a comporre la Nazionale per i World Bridge Games. Se dovessi superare queste Selezioni, ti darebbe più soddisfazione rappresentare l’Italia a Budapest perché convocato dalla FIGB oppure rappresentare l’Italia in Polonia perché vincitore delle Selezioni?
Le due cose sono collegate. Essere stato segnalato da Alfredo per me è la massima soddisfazione. Allo stesso tempo, se riuscissi a passare le Selezioni per i World Bridge Games sarei felice perché avrei dimostrato che io e Alessandro meritavamo davvero il posto in Nazionale anche agli Europei.

Quale è stato finora il momento più bello e quale quello più brutto della tua carriera nel bridge?
Il più bello è stato la vittoria in Croazia di quest’estate (mondiale giovanile a squadre B-a-M, ndr). Ero davvero emozionato, perché è stata la mia prima vittoria di un certo rilievo.

Di brutti ce ne sono stati due. Il primo, quando a 15 anni sono stato spostato dalla Nazionale under 21 (in cui giocavo con Giacomo Percario) a quella under 26 (in cui sono stato abbinato ad Alessandro). Mi piaceva fare coppia con Giacomo e avevo molta paura di giocare con i più grandi. Il primo campionato, l’Europeo giovanile, è stato veramente un incubo: ero agitato e ho giocato malissimo. Ora però devo ringraziare Gianpaolo Rinaldi (ex coach della Nazionale giovanile, ndr) per questa scelta per la quale è stato molto criticato, perché se non fosse stato per lui forse ora non sarei a questo livello.

Il secondo è stato quest’estate, agli Europei giovanili in Norvegia. So che io e Alessandro non abbiamo giocato al meglio. All’ultimo turno siamo passati dal sesto al nono posto in classifica. Per fortuna la qualificazione per i mondiali è garantita (si qualificano le prime sei, più la nazione ospite, che in questo caso è l’Italia ndr), ma avremmo voluto arrivare fra le prime sei e guadagnarcela fino in fondo.

Stai avendo tanti successi nel bridge e stai “scalando” le Nazionali… a 15 anni ti hanno tolto da quella under 21 per metterti in quella under 26 e ora, a 18 anni, non fai solo parte della Nazionale under 26 ma anche di quella maggiore. Cosa ne pensi?
Ammetto che talvolta mi sento un po’ sopravvalutato. E’ vero che tutti fanno errori, ma io a volte mi chiedo come facciano ad avere così tanta fiducia in me… Mi prendono dei momenti di insicurezza.

C’è qualcuno che ti sta vicino e che vuoi ringraziare per questo percorso?
Prima di tutto la mia famiglia. Mio padre è un po’ il mio “manager” e spesso mi accompagna. Mia madre, anche se non è una giocatrice, mi aiuta a organizzarmi e mi dà consigli di vita. Inoltre, ho sempre nel cuore il mio primo maestro, Diego Alocchi, che purtroppo non c’è più ma mi manca. Devo anche ringraziare Carla Gianardi, che mi ha proposto ad Ezio Fornaciari, e ovviamente lo stesso Ezio, che ha sempre creduto in me e mi ha incluso tante volte nella sua squadra. Ringrazio tutti i coach che mi hanno seguito in questi anni: oltre a Giagio, che ho già citato, Emanuela Capriata, Dario Attanasio e Valerio Giubilo. Sono sempre stati tutti come dei secondi genitori per me.

Sei al quarto anno di scuola superiore. Stai già pensando al tuo futuro? Consideri l’ipotesi di dedicarti a tempo pieno al bridge?
Penso al mio futuro e per ora considero il bridge un’”ultima spiaggia”. Dopo il liceo vorrei frequentare l’università. Sicuramente continuerò a dedicarmi al bridge con il massimo impegno, ma allo stesso tempo vorrei coltivare altre strade. Per adesso non voglio scegliere di diventare un giocatore di bridge a tempo pieno.

Quale indirizzo universitario ti interessa di più?
Mi piace tantissimo la letteratura, quindi vorrei fare lettere anche se sono consapevole che al giorno d’oggi trovare lavoro in questo settore non è semplice. Il mio autore preferito è Ludovico Ariosto, ovviamente sto pensando all’”Orlando Furioso”. Mi piacciono tantissimo i componimenti in versi e mi capita anche di scriverne.

Orlando perde il senno per una ragazza, Angelica… Ti rispecchi nel personaggio?
No, sinceramente non sono il tipo!

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Francesca Canali

Francesca Canali da alcuni anni è responsabile della trasmissione Vugraph durante i Campionati. Da Gennaio 2013 collabora con la sala stampa della FIGB.

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