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Campionati Europei a Squadre: il punto (1)

il punto

Mancano due giorni soltanto all’inizio dei Campionati Europei a Squadre di Budapest (Ungheria), l’evento in assoluto più importante dell’intero calendario continentale, che si disputa ogni due anni.

Al di là della sua importanza in sé nell’assegnare i titoli europei, e le relative medaglie, nelle categorie Open, Women e Seniors, la manifestazione riveste anche un ruolo fondamentale in chiave mondiale. Funge infatti da qualificazione per i World Team Championships (meglio noti con il nome di “Bermuda Bowl”, anche se questo si riferisce alla sola categoria Open; nel Women si ha la Venice Cup, e nel Seniors la d’Orsi Cup).
In particolare, d’abitudine si tratta di sei per ogni settore, come oramai da qualche tempo (dal 2003), ma questa volta, essendo la Francia la nazione ospitante la prossima rassegna mondiale (a Lione, nel 2017), qualora la formazione transalpina di categoria si qualificasse tra le aventi diritto, questo libererebbe un ulteriore posto (la nazione ospitante è qualificata di diritto ad ogni categoria della rassegna mondiale). Quella europea, lo ricordo, è di gran lunga la rappresentativa più nutrita ai campionati planetari, per la buona ragione che il nostro continente contiene oltre la metà dell’intera popolazione bridgistica mondiale (se ci si dimentica della Cina, la quale, a dispetto dei circa 20.000 membri dichiarati – sono così pochi per pagare meno “tasse” alla WBF – conta in realtà su un numero di praticanti stimato sui 10.000.000 [sì, avete letto bene, DIECI MILIONI!]).

Quando si fanno dei pronostici, quindi, bisogna tenere in considerazione tutti e due gli obiettivi. Per quanto ci riguarda, bisogna ricordare che la squadra Open ha partecipato ininterrottamente alla Bermuda Bowl dal 1995 al 2013 (incamerando due ori, due argenti e due bronzi), grazie ad una lunga striscia di titoli e medaglie (nelle ultime 11 edizioni, otto ori e un bronzo), mancando però la qualificazione proprio nell’ultima edizione di Opatija, nel 2014, dove abbiamo addirittura registrato la seconda peggior prestazione di sempre (tredicesimi: con dietro solo il diciassettesimo posto nel 1987).

Nell’ambito di signore e seniores (questi ultimi hanno questo problema solo dal 2005: prima non c’era una categoria Seniors nei termini dell’attuale, ovvero gli stessi di Open e Women) hanno mancato la qualificazione più di una volta. Le prime si sono viste a Chennai 2015, dove furono autrici di una prestazione eccellente, qualificandosi per i quarti di finale, dove cedettero solo nel finale all’Olanda. Prima ancora, nell’ultimo secolo vanno ricordate sia la partecipazione a Montecarlo (2003), che a San Paolo (2009), che, infine, a Veldhoven (2011). Di queste, memorabile solo la seconda, dove arrivò la qualificazione ai quarti, e dove anche in quel caso la sconfitta arrivò solo nelle ultime fasi, per mano della Francia.
Al di là dell’ottimo percorso indiano, le nostre vengono da un campionato d’Europa davvero fantastico: in un finale incredibile, dove le prime quattro si scambiavano di posto continuamente nell’ambito dell’ultimo turno – la visione della classifica non era da consigliarsi ai cardiopatici – erano ancora medaglia d’oro a sole quattro mani dalla fine, ma finirono beffardamente quarte quando la pallina terminò i suoi giri.
Portiamo una squadra rinnovata, che di quella di soli pochi mesi fa mantiene l’unica coppia Chavarria-Piscitelli, ma il meccanismo di selezione che ha portato alla formazione della squadra è lo stesso di due anni fa, per cui si può senza dubbio ben sperare. Completano la formazione Rosetta-Vanuzzi e Delle Coste-Torielli.

Ben diversa la situazione dei più anziani, i quali di soddisfazioni ne hanno offerte davvero pochine. Tre le qualificazioni “mondiali” da quando esiste la categoria (2007, 2009, 2011), con un solo avanzamento ai quarti, quello di Shanghai 2007. In particolare, disastrosa l’ultima uscita di due anni fa.
Anche in questo caso, si è seguito un meccanismo di selezione simile a quello delle signore, anche se non si è fatto altrettanto per quanto attinente la preparazione (affidata, nel caso del settore femminile, al Club Rosa, del quale manca al momento un analogo tra i Seniores).
Dopo anni (a partire dal 2008) nei quali il settore Open giocava con un meccanismo diverso dal tradizionale Round Robin, quest’anno si è tornati all’antico, seguendo la generale richiesta in merito. Quindi, girone all’italiana per tutti, ovvero un calendario molto fitto, e dove la fatica rappresenterà un fattore non trascurabile. Si giocheranno infatti trentasette turni di sedici mani ciascuno nell’Open, in soli dieci giorni, e ventitre sia tra le signore che tra i seniores, ma in sette giorni. Nell’Open, quindi, si giocheranno sessantaquattro mani in ben sette giorni su dieci, mentre le altre categorie saranno costrette al tour de force in due giorni su sette.
Domani, vi presenterò i partecipanti più in dettaglio, e proverò anche ad azzardare qualche pronostico.

Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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