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Campionati Europei a Squadre: il punto (7)

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Giornata a due facce quella di ieri, o meglio tre: cupa quella dell’Open, tetra quella delle signore, e radiosa quella dei Seniores. Ovvero, il risultato di un cammino al ritmo di 8,5, 6,5 e 15 rispettivamente.
Cominciamo dalle donne, come obbligati da atavici precetti. Le nostre hanno avuto una giornata quanto mai storta, esordendo malissimo contro la Serbia, e terminando con una pesante sconfitta contro il Portogallo. Entrambe queste due squadre non appartengono certo alla nobiltà continentale, e difatti sono entrambe abbondantemente sotto media a dispetto dei risultati contro di noi. Nel mezzo, una sconfitta di misura contro l’ottima Danimarca, e, incredibilmente, una vittoria contro una delle super favorite, l’Inghilterra, maturata a tempo di slam (tra le tante mani piatte – l’incontro è finito 28-16 – le nostre hanno ricavato due swing chiamando due slam, peraltro di battuta, malamente mancati dalle avversarie). Insomma risultati decisamente contraddittori, che portano ad interrogarsi sullo stato di forma della squadra, anche se il cammino, pur un pochino compromesso, è ancora molto lungo. Lavoro per Capitano e Coach. Per la formazione rosa domani sono apparecchiati due impegni sulla carta molto modesti, ovvero Estonia e Bulgaria, quart’ultima e penultima, e poi un match clou, quello con le orange. Per cominciare la risalita, ci servono almeno 40 VP complessivi.
Ai piani alti della classifica si trovano Israele, che conduce con poco più di 6 VP di vantaggio sul resto del lotto, e Turchia. Entrambe sono formazioni di una qualche tradizione: le si è viste alla Venice Cup in più di un’occasione, così come nelle fasi finali delle Olimpiadi, e se non sono attese in posizione da medaglia, sono certo da considerarsi tra le pretendenti ad un posto al sole della campagna francese. Segue una delle tre regine, l’Inghilterra, con incollata la Polonia, della quale vi ho detto di quanto ci si aspetti che prima o poi sbocci definitivamente. Per quanto riguarda le altre due prime della classe, sesta è la Francia, solo leggermente attardata, mentre appena dodicesima è l’Olanda campione in carica.
La squadra Open era ieri quarta, ed è oggi nona. I nostri hanno osservato il bye nel secondo turno, e giostrato benino contro due formazioni di qualità quali Danimarca (+3) e Israele (+4) negli ultimi due turni, ma hanno purtroppo esordito con una disastrosa sconfitta (25-83) contro il Belgio, formazione che naviga ad appena 0,2 VP sopra media. Il quasi cappotto subito ci è costato la perdita di contatto con la vetta, adesso lontanissima, almeno nella zona medaglie, visto che le pretendenti al podio hanno marciato a ritmo serratissimo, ma non ha invece avuto un effetto troppo negativo sulle nostre chance di qualificazione mondiale, ovvero il nostro realistico obbiettivo di partenza. Infatti, il settimo posto, il quale sempre più sembra sufficiente dato che la Francia vola altissima, è lontano appena 2,5 VP. Il problema è l’affollamento: dalla Norvegia, quinta, a Israele, quattordicesima, ci sono meno di 5 VP, per cui ci sarà da fare a gomitate per emergere, ed i gomiti dovranno essere ben appuntiti. Inoltre, mentre i distacchi tra le prime quattro ed il resto sono molto significativi, non è così per quello tra il gruppetto citato ed il resto, tanto che si può dire che almeno fino al ventunesimo posto (guarda caso occupato proprio dal Belgio) si può ancora lottare per un posto per Lione. Gli azzurri sono attesi da una giornata dove devono fare bottino: ci attendono infatti, nell’ordine, Austria, Turchia, Serbia e Latvia, ovvero quattro appuntamenti buoni per incamerare, sulla carta, intorno ai 60 VP, e anche più (la sola Turchia è sopra media, e di poco).
Come detto, la Francia sembra stare facendo un campionato a se, nel più puro stile della squadra azzurra che avevamo solo fino a tre anni fa. I transalpini viaggiano infatti con quasi un intero incontro di vantaggio sulla seconda (18 VP), e questa, la Germania, ha a sua volta 15 VP sulla terza, la Svezia. Insomma, un solco largo 36 VP tra la prima e la quarta. Questa è Monaco, la quale sembra essersi definitivamente smagata (grazie a robuste iniezioni della formazione tipo). Il quartetto, già assai sgranato al suo interno, è poi ben al disopra del resto. 12 VP separano infatti i monegaschi da quel gruppone del quale vi ho fatto cenno prima, dove ribolle la lotta per Lione.
Oltre a Monaco, vale la pena di sottolineare la prestazione giornaliera di altre due squadre: l’Olanda, adesso in carreggiata (è decima, ma era sesta prima dell’ultimo incontro, nel quale ha ceduto nettamente alla Francia), e, con segno opposto, la Polonia, crollata al dodicesimo. I baltici hanno avuto una pessima giornata, e sebbene non abbiano ancora compromesso le loro chance di qualificazione, sembra difficile che possano rientrare nella corsa per il titolo, o anche solo per le medaglie, a dispetto dei pronostici della vigilia.
Concludiamo con l’unica ragione di gioia, la squadra più anziana, ma di gioia grande si tratta. I nostri canuti (si fa per scherzare) rappresentanti, infatti, hanno avuto una marcia davvero impressionante, che li ha condotti fino alla vetta della classifica. Hanno cominciato facendo segnare la vittoria più larga vista finora (114-19) contro la malcapitata Germania, poi hanno battuto di misura sia la Romania che, soprattutto, la Bulgaria, e infine si sono presi il lusso di annichilire la Polonia. Dietro a noi ci sono, nell’ordine, Danimarca, Israele e Ungheria, tutte ad un punto, circa, una dall’altra, ovvero tre formazioni di grande tradizione nella categoria (e non solo). Per i nostri, oggi, Turchia, Inghilterra e Francia nell’ordine.
Per quanto riguarda BBO, alle 13.20 vedremo sia l’Italia Open (contro la Turchia) che la formazione Seniores (contro gli inglesi), e ancora Seniores subito dopo, alle 16.00, nel classico match contro i cugini d’oltralpe.

Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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