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Campionati Europei a Squadre: il punto (8)

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Dopo i quattro turni di ieri, il campionato Open ha girato la boa di metà gara: sono infatti stati disputati diciannove incontri, sui trentasette complessivamente previsti. Cinque giorni di competizione sono andati, e cinque ne rimangono, quindi qualche somma si può cominciare a tirare.
Rimanendo per il momento alla cronaca, la nostra squadra azzurra ha deluso le aspettative, anche se non completamente. Ha infatti incamerato tre vittorie e una sconfitta, ma le prime sono state non troppo larghe, e l’ultima abbastanza secca, e questo a dispetto del fatto che le nostre avversarie non erano certo degli spauracchi. Di esse, come detto ieri la sola Turchia (battuta nel terzo turno) viaggiava (e viaggia) sopra media, anche se solo di 1,8 VP; le altre, invece, vagano nei bassifondi della classifica, e la Latvia, nostra giustiziera serale, è appena quart’ultima. Alla fine si sono fatti 47 VP, molto al di sotto del previsto, e questo quando stanno per arrivare le salite, dato che il calendario, d’ora in poi, prevede quasi tutte squadre che ci stanno sopra in classifica. A proposito di questa, poi, il distacco dal settimo posto è salito ad 8 VP, ma c’è un dato ancora più preoccupante: fino ad ieri tra le contendenti c’era qualche outsider, adesso, sparite – sembra definitivamente – dalla corsa Finlandia e Croazia, davanti ed intorno a noi ci sono solo nobili lombi. Insomma, un muro difficile da infrangere. Naturalmente, si può rispolverare il vecchio adagio che avere degli incontri diretti ci può agevolare, ma perché questo sia vero bisogna vincerli, e non sarà facile, per quanto visto fino ad ora.
Abbiamo davanti una giornata forse decisiva, perché ci aspettano due degli ultimi incontri abbordabili (e molto: Russia, ventiseiesima, e Cipro, penultima), e poi il vis a vis contro la squadra che ci precede direttamente, la Polonia campione del mondo (anche se su quella medaglia d’oro si addensano nubi scurissime, dopo il rinvio a giudizio di Balicki-Zdmuzinski, i baltici a Chennai hanno vinto senza i due indagati).
Molto sopra di noi poco è cambiato. Francia e Germania, seppure subendo entrambe inopinate battute d’arresto, in entrambi i casi nel primo turno, hanno continuato la loro marcia in testa al gruppo, ma mentre i transalpini hanno conservato 14 VP sui secondo, i tedeschi appunto, questi sono invece stati quasi raggiunti dalla muta degli inseguitori, guidata ora da Monaco a meno di 3 VP di distanza. Incollata c’è anche la Svezia, mentre la formazione successiva, la rediviva Olanda, è indietro di ulteriori 17,5 VP. Un solco profondissimo. Dietro agli orange c’è un gruppo molto compatto, ai cui margini ci troviamo noi.
Le signore hanno invece incamerato quanto si chiedeva loro alla vigilia, ovvero quella quarantina di VP che sembravano alla loro portata, e lo hanno fatto come prevedibile: facendo la voce grossa contro le avversarie più modeste, e perdendo poi in serata contro l’Olanda, peraltro in misura contenuta (9 IMP). Insomma un riscatto rispetto al disastro iniziale, anche se si trovano ancora 4 VP sotto media, al tredicesimo posto. Il pass per Lione è lontano 20 VP, quindi per il momento un sogno, ma i punti a disposizione per recuperare ci sono largamente, e così il tempo. Oggi le nostre cominceranno con il turno di riposo, e poi avranno Grecia e Ungheria nell’ordine: giusto in media la prima, e 0,27 VP sopra di noi la seconda. Insomma, in una giornata dove sarebbe essenziale fare meglio di ieri, tutte le condizioni ci sarebbero, e dovessimo fallire, sarebbe allora difficile rimontare.
Nell’empireo il comando lo ha preso la Polonia, capace di una solida prestazione, e sempre dietro è Israele, come immediatamente dopo vengono, come ieri, Francia e Inghilterra. Sorprende, ma non troppo, il quinto posto della Russia, squadra capace di un oro olimpico nel 2004 e, qua e là, di altre prestazioni di rilievo, come anche, però, di molte quanto mai sconcertanti. L’olanda ha recuperato qualcosa ed è ottava, a -20 VP dalla vetta, anche se non sembra nella forma abituale.
Dolenti note, a fare da contraltare a quelle trionfali di ieri, ci vengono dal settore Seniors. I nostri hanno infatti inopinatamente perso dalla Turchia, e nettamente (-26), prima di battere di 2 IMP l’Inghilterra, e farsi triturare dalla Francia (15-53). La giornata molto negativa ci ha spinti lontano da quella vetta sulla quale eravamo ieri insediati, ma grazie al fieno in cascina accumulato per i tempi bui siamo ancora noni, a soli due VP dall’agognato settimo posto. Oggi siamo attesi da Svezia (seconda), Portogallo (sesto) e Spagna (penultima) nell’ordine, ovvero un andamento in discesa: dal Col du Tourmalet alla spiaggia.
Davanti Israele si è presa un bel vantaggio di quasi 12 VP sui secondi (come abbiamo visto, la Svezia), ma dopo il gruppo è piuttosto compatto.

Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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