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Io, Robot giocatore di Bridge (4)

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Bridge, lo Sport della Mente

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Il quarto tempo della cronaca dei World Computer Bridge Championship 2016, l’evento che ha messo a confronto le “intelligenze artificiali” del Bridge.

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Quarto tempo

Nel primo board dell’ultimo segmento, WBridge5 ha l’opportunità di accorciare le distanze.
Identica apertura di 2[S] debole da parte di Nord nelle due “sale”, ma mentre in una l’avversario Wbridge5 interviene immediatamente a 3fiori e finisce col giocare 3 senza, nell’altra Micro Bridge contra informativamente.
Voi che cosa direste con la mano di Ovest sul passo di Sud? Le vostre carte sono:

[S] A K Q 3 2   [H] Q 5 2   [D] 10 7 5 [C] 7 5

Ce lo fareste un pensierino sul passo?
Il Micro Bridge in Ovest è infatti passato, trasformando il contro in punitivo. Anche voi?
Questa la smazzata completa, con Nord mazziere e tutti in prima:

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Ebbene sì, entrambi i robot hanno sottoaperto a 2[S] con un fante sesto e valori a lato piuttosto precari.
WBridge5 è intervenuto con 3[C] ed il suo “compagno” ha chiuso a 3SA. Non c’è modo di racimolare 9 prese ed il contratto cade di una presa. Nell’altra “sala” sapete già del contro trasformato, con la differenza che qui 8 prese a picche contrate rappresentano una bella manche, ma vediamo cosa succede.

Su attacco di piccola quadri WBridge5, preso in mano con il re e battuti altri 2 giri nel colore, muove dal morto piccola cuori per la donna, il re secco e l’asso. Est non ha di meglio che tornare nel colore, per il taglio del dichiarante, che muove fiori verso il re rimanendo in presa. Altra cuori tagliata dal dichiarante e adesso un “umano” farebbe il punto della situazione (anche un robot?).
Queste le carte rimaste a sei giri dalla fine:

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Nord ha collezionato 3 quadri, 2 tagli in mano e una fiori. Mancano solo 2 prese al traguardo ed una è assicurata dal Fante di picche vincente per natura. Qualsiasi divisione delle picche porterebbe alla caduta immediata, dovendo perdere 3 picche e ancora una fiori, tranne che… Ma perchè Est non ha mai giocato picche nonostante la trasformazione del contro del compagno? La risposta è semplice: perché non ne ha! E se le picche sono divise 5-0 bisogna mettere in mano Est per un ritorno favorevole e il taglio di una fiori al morto. La mossa vincente è giocare [C]Q (l’asso è sicuramente in Est che ha lisciato la precedente giocata (ma anche la piccola per il dieci va bene per come sono messe le carte) ed Est è costretto a ritornare cuori o fiori per il taglio al morto.
Ovest non può nulla: se surtaglia il morto a fiori libera 2 prese a picche al dichiarante, se taglia di onore l’eventuale ritorno a cuori è lo stesso, se taglia di piccola il dichiarante surtaglia e taglia la fiori della mano promuovendo comunque un secondo atout.
Un ragionamento forse troppo “umano” per una macchina che si basa solo sulle combinazioni e le- probabilità?
Wbridge5 ha giocato picche, cadendo di una presa e perdendo 4 IMP invece di guadagnarne 9.
Per la massima “non è mai troppo tardi per battere atout”.

La mano successiva segna però uno swing a favore di WBridge5, che raggiunge la manche imperdibile (anzi c’è lo slam) in una sala mentre nell’altra riesce a giocare indisturbato 4 picche 1 down in prima contro zona (errori di valutazione).
Subito dopo un altro swing al board n.3, di 12 IMP a favore di WBridge5, per una manche realizzata contro la stessa manche caduta di una presa.

Dopo due passo in entrambe le “sale” Nord apre di 2[H] in sottoapertura, Est contra, un Sud passa, l’altro appoggia a 3[H], Ovest dice in entrambi i casi 3[S] e la licita si chiude a 4[S].
L’attacco è [C]8, 7, 2, re.
A doppio morto di picche se ne fanno 5, come proseguite con queste carte tra mano e morto per assicurarvi il contratto?

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Entrambi i dichiaranti hanno rigiocato atout facendo il sorpasso al re.
Il sorpasso va male e voi in Sud vi ritrovate in presa con il [S]K. Cosa rinviate, anche senza conoscere tutte le vostre carte? Vi sembra una domanda retorica? Anche un principiante si sarà reso conto che quel [C]8 in attacco era molto probabilmente un singolo ed allora rinvio a fiori per il taglio, di alta come preferenza per le cuori, ritorno a cuori per l’asso e ancora taglio per il down.

A questo punto da 11 le prese si sono ridotte a… 9! Nella realtà WBridge5 in presa con il re di picche è tornato fiori per il proseguimento che abbiamo visto, mentre Micro Bridge, temendo forse un doubleton dal compagno e non volendo regalare una presa a fiori è tornato con [D]10, rimettendo in carreggiata il dichiarante.
Questa la smazzata completa:

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Eppure non sembra difficile giocare in sicurezza asso di picche e picche. Si realizzano 10 prese con qualsiasi divisione delle picche, ed anche 11, come nel caso del re secco.

Ma Micro Bridge non resta a guardare e guadagna 21 IMP nei 3 board successivi, solo in parte recuperati da WBridge5 negli altri 3 board.
A fare la vera differenza sono però i due swing nelle ultime due mani. Nel board 15 la linea NS di Micro Bridge gioca un modesto 3 fiori condannato al down, mentre la stessa linea gioca un ambizioso 4 cuori nell’altra sala, anche questo destinato a cadere e invece…
Dopo questa dichiarazione, con Sud mazziere e in zona:

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l’attacco è [C]10 da Est e queste sono le mani della linea N/S:

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Vi rendete conto di avere almeno 4 perdenti, una in atout, 2 a quadri ed una a fiori. Il miracolo di dama e fante secchi a cuori non sembra servire molto per raggiungere le pattuite 10 prese.
Intanto Ovest prende di [C]A, incassa anche l’asso di quadri e rinvia ancora quadri per il re del compagno.
Apparentemente il numero di perdenti non è cambiato quando Est rinvia una seconda fiori.
Confidate ancora nella caduta del “quack” a cuori?
WBridge5 ha trovato un’altra strada.
Dato l’intervento a 2[S] di Est, tra l’altro privo di asso e dama, era facile leggere la sesta di picche, 2 carte di fiori e 2 di quadri. E così WBridge5 ha continuato con [C]Q. Qualunque cosa faccia Est, il contratto è salvo.
Questa è infatti la distribuzione completa:

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L’ipotesi è che gli onori di cuori siano divisi. Allora, che Est tagli o scarti, il finale è sempre vincente per il dichiarante, a patto di… vediamo.
Se Est taglia di piccola cuori il dichiarante surtaglia, batte altri due colpi d’atout, affranca la quinta fiori e allinea 4 cuori di mano, 2 tagli al morto, 2 fiori, una quadri ed una picche.
Se Est taglia di fante, sud surtaglia e poi batte altri due colpi d’atout e ripete come sopra, ma deve
Indovinare il sorpasso alla dama di cuori.
Micro Bridge ha invece scartato una picche!
Siamo a questo punto:

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Avete perso già 3 levée e con gli onori di cuori divisi non avete speranza di non perdere una presa in atout se iniziate a muoverli voi. Come proseguite dopo lo scarto a picche di Est?
Dovete scartare la donna di quadri vincente!, proseguire a fiori e se Est continua a scartare, come è accaduto nella realtà, terminate a tagli incrociati.

Tra “umani” le cose sarebbe andate diversamente? Probabilmente Est avrebbe ottenuto subito un taglio al terzo giro di quadri, togliendo ogni speranza al contratto. Oppure avrebbe potuto tentare il dichiarante tagliando la dama di fiori con… il fante di cuori. Cosa avrebbe fatto il dichiarante? Sorpasso alla donna di atout o battuta alla ricerca di dama e fante secchi?
Comunque sono 12 IMP a favore di WBridge5.

L’ultimo board vede ancora protagonista il robot francese che in una sala gioca 3SA fatti, invece di 1 down (errore di controgioco), e nell’altra 3[S] lisce -2 (ma dovrebbero essere -3, errore di valutazione e di controgioco) sulla stessa apertura di 1[C] di Ovest e intervento a 3[S] di Nord. Sono altri 11 IMP, che consentono a WBridge5 di chiudere il tempo con 59 IMP a 32 e portare a casa la vittoria finale per 162 contro 156.

Dopo questa panoramica, soprattutto di errori, vi chiederete se in effetti i robot non giochino ancora poi tanto bene, soprattutto in dichiarazione, viste le numerose pecche nella valutazione.
Un dato statistico ce lo conferma.
La misura del livello dichiarativo è data dal raggiungimento del Par, in particolare nelle situazioni competitive. Un giocatore umano si può definire “esperto” se riesce ad individuare e a dichiarare almeno l’80-90% dei Par, positivi o negativi.
Se ci limitiamo soltanto alle mani competitive, su 64 board di questa finale vi erano 14 mani competitive, il cui Par assoluto era cioè negativo. Poco più del 20%, un valore allineato con le aspettative statistiche.
Ebbene su 28 dichiaranti, solo uno (WBridge5) ha raggiunto un solo Par assoluto, realizzando una percentuale del 3,6%, davvero molto bassa rispetto ad almeno il 40-50% di un giocatore medio.
La conclusione è che le capacità licitative dei robot sono ancora molto lontane dall’essere ottimali. E come nel gico tra umani, la dichiarazione rimane la fase diel gioco più delicata e in cui si commettono maggiormente errori, solo in parte limitati da sistemi e convenzioni molto sofisticati.

Eppure, in alcune occasioni il loro comportamento è così brillante da farli apparire quasi “intelligenti”.
Vediamo questo esempio riportato da Al Levy, tratto dal Round Robin.
Siete seduti in Ovest con queste carte:
[S] – [H] K Q 9 2 [D] K 10 73 [C] A Q 8 5 4
e il vostro compagno, primo di mano e tutti in seconda, apre di 1[D], almeno quarte.
L’avversario interviene con 4[S], cosa dichiarate?
Difficile trovare una soluzione da sistema:
– contro è punitivo o informativo e fino a quale livello?
– 4SA sarebbe richiesta d’assi (ma con quel vuoto a picche?) o una scelta tra i minori?
– 5[C] è passabile o forzante?
– 5[D] è puramente competitivo?
Xinrui, il software realizzato dal cinese Yuzhang Liu, ha tagliato la testa al toro ed ha dichiarato direttamente 6[D], confidando (non per fede, ma per puro calcolo probabilistico) che il “compagno” avesse almeno un asso e che non fosse quello di picche.
L’attacco è [S]A e queste sono le carte sulla linea Est-Ovest:

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Tagliata al morto la picche, non rimane che indovinare il sorpasso alla donna di quadri per portare a casa il contratto. Come pensate di procedere?
L’unica cosa che vi può venire in aiuto è la “teoria dei posti liberi”, che assegna a Nord, visto il barrage di Sud, più possibilità di possedere la dama d’atout. Fate quindi il sorpasso contro Nord come il robot cinese. Il risultato ve lo svelerò tra poco.
Nell’altra “sala” la dichiarazione è andata in maniera leggermente diversa.
Stessa apertura di 1[D], ma il proseguimento è stato:

robot20

5[C] = un asso

Shark Bridge è evidentemente giunto alle stesse conclusioni di Xinrui, ma ha scelto di giocare lo slam a cuori nel fit 4-4.
Vi ritrovate pertanto a giocare 6[H] contrate sempre con attacco picche, che tagliate al morto. Da lì ripartite con il re di cuori preso dall’asso di sud che ripete picche, per un secondo taglio al morto. Battete ora la dama di cuori e scoprite la pessima divisione degli atout, Sud infatti non risponde.
Vi arrendete al down o pensate di farcela? E come?
Naturalmente vi viene in mente “il colpo d’atout”. Gli ingredienti ci sono tutti: siete già ridotti allo stesso numero di atout del’avversario e non avete modo di catturare i suoi due atout se non sottoponendolo ad un surtaglio. Esattamente la stessa scelta di SharK Bridge, ma nel mettere in opera il vostro piano dovete ipotizzare opportunamente la disposizione dei colori laterali. Nord deve avere almeno 3 fiori (altrimenti taglierà il terzo giro nel colore) ed almeno 2 quadri. E’ necessario quindi giocare 2 giri di quadri prima di battere le fiori ed è altresì necessario fare il sorpasso alla dama di quadri contro Sud, per poter scartare secondo l’eventuale scarto di Nord.

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L’esecuzione perfetta del colpo ha permesso a Shark Bridge di realizzare lo slam e di incamerare 18 IMP, perché all’altro tavolo, seguendo la teoria dei posti liberi, Xinrui è andato down, mentre Shark è stato “costretto” a fare la scelta giusta.

Non vi sembra che alcune dichiarazioni abbiamo uno stile piuttosto umano?
Nella prima licita il barrage a 4[S] e lo slam chiamato “a strappo”.
Nella seconda l’intervento di 1[S] (tanto ho almeno 3 levée di controgioco da solo) per poi sbarrare a 4[S] sicuro di penalizzare un eventuale 5[H], il contro a 5[C] nel tentativo di frenare gli avversari o di risvegliare dal letargo il partner, rischiando 1400 per 5[C] surcontrate +1 o magari aspettando proprio il surcontro per rifugiarsi a 5[S] (2 down), infine il contro a 6[H] per “dignità”, quando sarebbe stato meglio difendere a 6[S] contrate per 3 down (-800 e Par competitivo), ma anche il vostro partner abituale probabilmente non l’avrebbe fatto.

Il futuro è un Bridge cibernetico

Niente più tavoli o sipari o bidding box, addirittura niente più carte. Il bridge in un futuro fin troppo prossimo si giocherà su tablet e smartphone.
Sono almeno una dozzina le piattaforme, piccole e grandi, che consentono il gioco on-line. La maggior parte permette anche di giocare da soli ad un tavolo con altri tre giocatori che possono essere dei robot, oppure in coppia con il proprio partner contro due robot o al limite, se non si ha il quarto, di inserire un robot. A prescindere da come giochino, di fatto c’è sempre la possibilità di giocare collegandosi a distanza, tra umani e no, attraverso una rete telematica.
Le comunicazioni non rappresentano più un problema, i limiti risiedono piuttosto nel software e nell’hardware.
I programmi si possono certamente migliorare negli algoritmi e nella logico, ad esempio adottando la logica Fuzzy (logica dell’incertezza) e i computer posso essere resi più potenti e veloci, ad esempio adottando la tecnologia quantistica.
Ma tutti questi accorgimenti basteranno a creare una “learning machine” in grado di apprendere e migliorare giocando (o simulando), in modo da diventare un giocatore di bridge “esperto”, capace di misurarsi con giocatori “umani” e comportarsi come il modello di robot “consapevole” creato dall’immaginazione di Isaac Asimov?

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Giacomo Andrea Crucinio (CRM010, Milano Bridge), laureato in fisica, docente, giornalista, consulente di editoria aziendale e uffici stampa per società in gran parte high tech, ha come principali interessi musica, cinema e, naturalmente, bridge. E’ sposato, 3 figli (unica pecca: nessuno di loro gioca a bridge). “La passione per il bridge è scaturita in un fumoso bar della Facoltà di Scienze di Milano. Mi ha affascinato subito, ma impegni personali, familiari e di lavoro non mi hanno permesso di praticarlo con quella assiduità che avrei voluto. Pur non avendo mai smesso di seguirne le vicende, la mia pratica del bridge si è concentrata di più sugli aspetti teorici, certamente non emozionanti come le smazzate ‘vissute’ direttamente al tavolo, ma non meno interessanti. Strada facendo ho annotato dubbi, riflessioni o analisi su argomenti mai veramente risolti, come quello delle prese totali, che spero di pubblicare in un prossimo futuro. La firma red.jack è una vecchia abitudine di firmare articoli di settori diversi con nomi e sigle diverse. In questo caso è un nickname di sapore più attuale”.

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