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National Americano a Kansas City (1)

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“L’America è l’altro nome dell’opportunità” diceva il filosofo Ralph Waldo Emerson.

E come smentire che questo sia vero anche nel Bridge?

Decine di giovani giocatori Europei e Asiatici si sono trasferiti nel Nuovo Continente trovando la loro realizzazione agonistica. Mettere insieme un intero stipendio grazie al Bridge è, in generale, possibile per pochi eletti, ma negli Stati Uniti non occorre essere dei campioni per riuscirci, grazie alla maggiore presenza di piccoli e medi mecenate.

Il sogno americano si è realizzato, ad esempio, per Zia Mahmood. Nato a Karachi, in Pakistan, ed educato in Inghilterra, conclusi gli studi Zia ha fatto ritorno in patria per occuparsi dell’azienda di famiglia. Dopo appena tre anni, però, ha scelto di lasciare gli affari per dedicarsi interamente al Bridge, decisione che non è stata inizialmente ben accolta dal suo entourage. “Se devi consacrare la tua vita a un gioco, fai almeno in modo di essere il migliore” furono le parole di suo fratello all’aeroporto. Al momento dei saluti, Zia aveva in tasca un biglietto di sola andata per New York e non sapeva ancora che nel suo futuro c’erano cinque titoli mondiali, tre dei quali nella nazionale degli Stati Uniti, dove ormai vive stabilmente.

Giorgio Duboin e Zia Mahmood

Tutto questo preambolo per due motivi. Il primo, perché “it’s that time of the year again” (è di nuovo quel periodo dell’anno). Ovvero il momento in cui molti nostri connazionali si imbarcano su un aereo per raggiungere i tavoli del National Americano di Primavera. L’appuntamento itinerante si disputerà questa volta a Kansas City, al confine fra il Missouri e lo stato del Kansas, dal 9 al 19 marzo.

Giovanni Donati

Il secondo, perché farà  il suo esordio su suolo a stelle e strisce la mascotte del Bridge italiano: Giovanni Donati. Il diciottenne, titolare della Nazionale ai Campionati Europei di Budapest, è stato invitato nella squadra Cayne, la formazione di Jimmy Cayne, in cui militano Lorenzo Lauria e Alfredo Versace, di cui Giovanni è ufficialmente il pupillo. Faranno l’intera traversata insieme, partendo da Roma, per giungere ai tavoli dei tanti tornei in cui si articola ciascun National Americano.

Il più prestigioso evento in programma è il trofeo a squadre Vanderbilt, torneo a KO che dura sette giorni e inizierà lunedì. Questo evento è particolarmente glorioso per i nostri colori: detiene infatti il titolo, imbattuta da due edizioni, la squadra Lavazza, che nel 2016 sollevò il trofeo schierando Giorgio Duboin, Norberto Bocchi, Agustin Madala, Diego Brenner, Alejandro Bianchedi e… Zia Mahmood!

La squadra Lavazza, vincitrice nel 2016 del trofeo Vanderbilt

Quest’anno la formazione è cambiata: come sappiamo, Antonio Sementa ha fatto ritorno dopo tre anni di assenza nella squadra della casata torinese. Ne sono invece usciti Brenner e Zia, ma si è inserito il talento danese Dennis Bilde. In questa stessa formazione, la rappresentativa Lavazza ha vinto all’inizio dell’anno un altro prestigioso evento internazionale: il torneo a squadre open dell’Australian Summer Bridge Festival.

Nella finale della Vanderbilt 2016, si affrontarono ai tavoli decisivi proprio le squadre Lavazza e Cayne. Sementa in quell’occasione giocava per Cayne, in coppia con Mustafa Cem Tokay. Il talento turco ormai stabile in Italia sarà questa volta compagno di Donati (Sementa giocherà con Bocchi).

Un segmento della finale della Vanderbilt 2017, con al tavolo Sementa, Bianchedi, Tokay e Madala

Altri appuntamenti di particolare importanza previsti per i dieci giorni di Kansas City sono il Kay Platinum Pairs, che prenderà il via venerdì, e il Lebhar IMP Pairs. Avremo modo di entrare nei dettagli di queste competizioni e dei risultati di tutti gli italiani che scenderanno ai tavoli americani durante le cronache quotidiane che ci accompagneranno nei giorni del National. 

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Francesca Canali

Francesca Canali da alcuni anni è responsabile della trasmissione Vugraph durante i Campionati. Da Gennaio 2013 collabora con la sala stampa della FIGB.

Un commento

  1. Francesca grazie per la cronaca quotidiana e speriamo di vedere un segmento della Vanderbilt 2017 con al tavolo qualche italiano under 35.

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