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Vanderbilt: l’incontro dei quarti di finale fra Lavazza e Cayne (3/3)

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Quella che doveva risultare l’ultimo dei tempi di gioco è iniziato come il secondo: una fiammata di LAVAZZA, e poi il buio. Questa volta, come vedremo, l’oscurità doveva essere più profonda di prima, sebbene a base degli stessi ingredienti: scarsa vena e qualche incomprensione.

Due mani pari e banali, e poi 13 IMP a LAVAZZA grazie al sorpasso a fiori: andava bene, e così Bocchi-Sementa hanno portato a casa lo slam non chiamato nell’altra sala.

Vale la pena di sottolineare la lucidità di Norberto, per attitudine sempre l’ultimo a mollare, il quale ha chiamato uno slam che sapeva benissimo essere al 50%. Lo stato del match, e la necessità di far giocare gli avversari sotto pressione sono sicuramente state le ragioni della scelta.

Il buon inizio, però, doveva risultare quanto mai effimero, dovevano infatti passare ben nove smazzate prima che i torinesi tornassero a segnare – 2 IMP, gli ultimi del loro incontro – mentre CAYNE ne doveva nel frattempo accumulare ben 48.

2 IMP nella mano successiva grazie ad una diversa scelta di atout, forzata dal differente livello di competizione. Sebbene le proporzioni dello swing siano modeste, vale la pena far vedere lo sviluppo dichiarativo nelle due sale, perché evidenzia quanto diverse possono essere le opzioni praticate da campioni.


La differenza l’ha fatta quasi tutta il primo intervento di Nord: Lauria ha scelto 2Picche e Bilde solo uno, così che, mentre 4Picche era automatico per Versace, era ben lungi dall’essere tale per Duboin, il quale aveva valori difensivi e una mano bilanciata. Buon per LAVAZZA che le cuori fossero ben messe, altrimenti il prezzo sarebbe aumentato fino a 12 IMP.

Sono seguite due mani pari relativamente normali, e poi CAYNE ha preso il comando anche nel terzo parziale, in una mano dove i 13 IMP guadagnati avrebbero potuto ben essere 17 nell’altra direzione, e 13 erano comunque disponibili.


Una qualche forma di incomprensione ha condotto Cayne-Graves nello sbagliatissimo contratto di 6Cuori, che sarebbe caduto con l’attacco a quadri, mentre Bilde ha preferito una fiori (forse fuorviato dalla medesima incomprensione degli avversari). Nell’altra sala, Bocchi-Sementa hanno giocato nell’atout giusta, ma, a dispetto dell’apertura di Ovest, un livello sotto quello migliore.

Questa mano ha come folgorato gli alfieri di LAVAZZA in entrambi i tavoli. Parafrasando il padre Dante, “da quel punto in poi furono solo disastri avante”.

Una mano pari, e poi CAYNE ha incassato altri 15 IMP in maniera abbastanza casuale.

Come si può vedere, si fanno ben tre slam in Nord-Sud, ma perché siano di battuta bisognerebbe che fosse Sud a giocare. Al di là di occasionali successi legati ad aspetti convenzionali, l’unica chance realistica di arrivarci è rappresentata, per dei “naturalisti”, dal giocare a picche, impresa non banale.

Nessuna delle due squadre è riuscita nell’impresa, e tutti e due gli Est hanno attaccato a cuori. Tuttavia, la sequenza di Bilde-Duboin aveva palesato la presenza del controllo a cuori in Sud, mentre quella di Lauria-Versace non era così chiara, in proposito. Dunque, Bilde sapeva che Graves avrebbe potuto benissimo attaccare sotto asso, e dovendo scegliere ha messo il Re! Lauria, invece, era consapevole del fatto che Bocchi, con meno elementi a disposizione, ben difficilmente avrebbe rischiato l’attacco spettacolare, ed ha messo il Fante. -4 per Bilde, e dodici prese per Lauria è stato il totale.

Due aperture leggere di Bocchi da una parte, e Duboin dall’altra (a me piace di più la seconda, ma capisco la prima, date le circostanze) hanno portato altri due a CAYNE, ma potevano essere almeno 7 dall’altro lato.


Due quadri sono risultate un contrato assai infelice, così com’erano le carte, ed è finito -2, mentre Bilde aveva la chance di assicurarsi una severa penalità se avesse riaperto di “contro”. Duboin, infatti, avrebbe potuto ben passare, collezionando così almeno 500 con l’attacco a quadri, ma 800 con quello, più probabile, a picche. +7 o +12 al posto di -2.

Una mano inutile, e poi altri 16 IMP sono finiti nella tasche di CAYNE, questa volta senza appello.

Per andare sotto in 4Picche bisogna che entrambi i Re minori siano mal piazzati, e lo erano, ma Sementa, a dispetto della ripetizione delle quadri da parte di Norberto ha scelto l’attacco in atout, e grazie alla simpatica posizione delle cuori Versace ha incassato undici prese.
In astratto, 3SA è un contratto già peggiore di suo – perché cada basta che sia mal messo il Re di cuori, visto che qualunque attacco “minore” sfonda, ma si è rivelato addirittura disastroso quando Allan Graves ha selezionato una fiori. Anche se Est ha scartato una quadri sulla sfilata delle fiori di Cayne, il prezzo ‘ pur sempre stato pari a 700 punti nella colonna E/O!

LAVAZZA ha scritto gli ultimi 2 IMP giocando a senza atout invece che a quadri nella mano 13, poi le due formazioni si sono equivalse nel chiamare e realizzare 6Quadri su un sorpasso (ma con due picche in Sud, al posto di tre, circostanza non apprezzabile in licita, lo slam sarebbe stato di battuta), infine, CAYNE ha messo il definitivo suggello al match.


(Quasi) tutta la differenza del mondo l’ha fatta il conservatorismo di Jimmy Cayne, ma questa volta a suo favore. Infatti, dopo la normale sotto apertura di Ovest era materialmente impossibile per EO trovare il fit nei minori, o almeno non conosco nessuno che giochi una convenzione appropriata. Per peggiorare le cose, i torinesi hanno anche regalato il contratto dopo una qualche incomprensione sul conto in un colore (attacco cuori, e tre giri di quadri hanno fatto volare via la fiori di Nord).

Quando Cayne, conforme ai suoi canoni, se ne è invece stato zitto nell’altra sala, Graves ha potuto descrivere la sua mano ed il contratto di 5Fiori è stato raggiunto in un baleno.

Anche quello, tuttavia, era battibile in particolare con l’attacco a cuori, perché il dichiarante non ha ora i tempi per tagliare una picche e affrancare al contempo le quadri. Duboin ha però scelto una pedestre picche, e Graves, manovrando con attenzione, è arrivato in porto dopo il ritorno a quadri di Bilde (qualunque altro aggiunge solo variazioni sullo stesso tema).

Il dichiarante ha vinto con la dama, tagliato una picche, riscosso Asso e Fante di Fiori ed ha continuato a quadri. Sipario, e 14 IMP, che potevano però essere 4 dall’altro lato.

Facendo un po’ di somme, con migliore ispirazione LAVAZZA poteva segnare 33 IMP nelle mani 4, 9 e 15, al posto dei 29 segnati dagli avversari e tutto senza contare la mano 12. Insomma, era una di quelle giornate dove tutto andava storto, giornate per fortuna assai rare per i campionissimi torinesi. Se fosse andata diversamente, LAVAZZA avrebbe vinto il tempo di almeno 15 IMP invece che perderlo di 47, ed avremmo avuto un match ancora vivo. Purtroppo per lo spettacolo, non è andata così. CAYNE ha vinto la frazione 62-15, e indietro oramai di 89, sul 47-136, LAVAZZA ha gettato la spugna. Per fortuna, anche gli avversari erano fortemente a base italiana, e così da una delusione è comunque scaturita una consolazione.

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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