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Societario a Squadre, terza giornata: il match Pisa – Bologna (2)

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Il secondo parziale è stato perfettamente equilibrato, e sebbene abbia registrato il punteggio più basso – 30 pari al termine – non ha mancato di offrire spunti molto interessanti, di grande rilievo didattico, e già a cominciare dalla prima mano, a dispetto del modesto sbilancio registrato a favore dei bolognesi.

Enrico Castellani non ha ritenuto le sue carte degne di un intervento immediato, azione coerente con lo stile di coppia, e questo ha dato luogo ad uno scenario difensivo molto interessante. La mano presenta innumerevoli varianti, così che va seguita con attenzione.

L’attacco è stato l’CuoriA – deep finesse ci dice che a carte viste il contratto era ora divenuto imbattibile: solo una carta nera, una qualunque, lascia intatte le chance della difesa (tra poco, nel descrivere gli sviluppi, ci sarà la chiave per capire perché sia così) – seguito dal Re, che Delle Cave ha tagliato per poi presentare l’Fiori8, lasciato correre fino al mio 10. E’ seguita un’altra cuori, e poi il dichiarate ha perseverato a fiori, presa vinta dal mio asso. C’era una sola carta in grado di battere il contratto in questo momento, e io non l’ho trovata. Bisogna infatti intavolare un controintuitivo FioriK per domare Est: il dichiarante taglia, ma qualunque cosa faccia non potrà mai evitare di promuovere un atout alla difesa. Proviamo: quadri per il re e picche verso la mano, per esempio, permettono a Sud di vincere a ripetere il colore, e ora una picche permette il taglio a Nord, mentre una fiori consente a Sud di realizzare la sua dama.
Al tavolo, ho trovato una soluzione sofisticata, ma, come già visto, non abbastanza: la quarta cuori. Delle Cave non poteva che tagliare di mano, ed ora se avesse visto le carte sarebbe arrivato in porto grazie alla favorevole disposizione di quadri e picche: quadri per il re e picche verso la dama: anche se Sud prende e ritorna, si vince con il re avendo ancora il taglio a fiori quale comunicazione per rientrare in mano in sicurezza e battere atout. Giuseppe ha però continuato a fiori, distruggendo il meccanismo di cui sopra, ma io non sono stato incapace di leggere la situazione e sono stato basso. Il dichiarante poteva ora fare legittimamente la mano scartando ma ha tagliato per riscuotere tre giri di quadri. Ahimè, sull’ultimo Sud ha commesso l’ultimo errore, gettando la sua ultima cuori, ed Est, dopo avere indovinato le picche (era la sua unica possibilità residua) è arrivato in porto.

Al di là dei numerosi errori, quasi tutti però tali a carte viste (non così, direi, l’ultimo mio e quello di Sud), la mano si presta bene a capire quali affascinanti meccanismi possa produrre il movimento delle carte, argomento meravigliosamente approfondito in quello splendido libro che è “Adventures in card play” di Hugh Kelsey e Geza Ottlik (mai tradotto in Italiano).

Nell’altra sala Sud è entrato subito e Nord ha inevitabilmente rialzato, ma battere non era così banale. Mario Muller ha attaccato con il QuadriK, e per nostra fortuna Catarsi è stato pronto a superare, unica azione che permette di sconfiggere Sud. Infatti, se Ovest viene lasciato in presa Est non incasserà più il suo asso: Sud può sempre manovrare per isolare Ovest mentre apre, e realizza il taglio a picche al morto, e nel contempo si crea una vincente supplementare a fiori per scartare la sua ultima quadri.

Interessante notare che oltre al QuadriK c’è una sola altra carta che batte il contratto: il PiccheK! Infatti, se Sud lo liscia Ovest può ora intavolare quello di quadri con gli esiti noti, mentre se lo prende crea un rientro supplementare ad Est. Affascinante, davvero.
Il totale è stato pari a 2 IMP per Bologna.

La mano successiva è stata pari, ma ve la faccio vedere perché è anch’essa ricca di spunti interessanti, stavolta in dichiarazione.

Non posso dire che mi piaccia l’apertura di Fabrizio Catarsi, davvero troppo “pesante”, ma la coppia era del tutto improvvisata (Damiano Bombardieri era imbottito di aspirine e stava dormendo) e Fabrizio ha preferito evitare problemi. Anche con quella a livello di uno, però, arrivare a slam (che sarebbe peraltro battuto dal fantascientifico attacco a fiori) è quanto mai difficile. Da notare come io abbia rialzato solo a livello di due proprio perché, povero di valori com’ero, non volevo offrire elementi di valutazione agli avversari. Questa è un’azione quanto mai classica per un esperto, ma la sottolineo perché vale la pena di leggerla e capirla per un allievo.

Pochi IMP in palio, ma ancora spunti notevoli nella mano dopo.

1Picche = l’equivalente di un contro a togliere, ma senza quattro carte di picche
2SA = minori

1SA = 12/14
2Fiori = Landy

Molto interessante la sequenza dichiarativa di aperta, la quale presenta ben tre diversi elementi tipici del gioco tra esperti. Innanzitutto 1Picche di Nord, nell’ambito della già citata “difesa italiana” (il meccanismo, dovuto al genio di Lorenzo Lauria, è stato definito da Eric Kokish “la più grande invenzione degli ultimi vent’anni”); poi il contro di Ovest il quale, data la posizione “sandwich” nella quale è stato effettuato non garantiva semplicemente dei punti (la linea E/O era sicuramente in minoranza, da quel punto di vista), ma soprattutto una distribuzione perfetta, e la possibilità di giocare le cuori quasi autonomamente, quindi sei, e almeno carine. Poi la licita di 2SA, la quale non può mai essere naturale.

Per passare al gioco, Castellani avrebbe potuto mantenere il suo contratto dopo l’attacco a picche sotto asso di Montanari, in particolare risalendo al morto per poi giocare una fiori verso il nove, ma Enrico, conoscendo la natura sbilanciata di Ovest, ha preferito, correttamente, giocare per tre fiori in mano a Delle Cave muovendo una fiori di mano.
Nell’altra sala Mario Muller non ha avuto evidentemente problemi nel suo parziale a cuori, e Pisa ha guadagnato 3 IMP.

Altri punti per noi subito dopo, e di nuovo una mano didatticamente rilevante.

Non posso dire che l’intervento di 1Picche sia classico, ma certo lo è per una branca di esperti ai quali mi ispiro, ed in particolare Giorgio Duboin. Naturalmente, non è al colore solamente al quale bisogna guardare, ma all’intera distribuzione ed alle sue potenzialità offensive. Attenzione però: dovete essere sicuri che il compagno sia al corrente del vostro stile e lo condivida, in maniera che i “freni” della vostra coppia siano correttamente tarati, ovvero, i vostri meccanismi licitativi devono permettervi di gestire queste situazioni (come è per noi, ovviamente).
Dopo il mio intervento il “contro” finale di Sud era automatico, e noi abbiamo scritto 7 IMP. Naturalmente, non è il successo episodico ad essere importante – le cuori 5-0 sono state un colpo di fortuna incidentale – per cui non lasciatevi fuorviare dal medesimo, e decidete per altri motivi il da farsi in quelle situazioni, specialmente dopo aver discusso l’argomento con il compagno.
Bologna ha guadagnato 6 IMP grazie ad una notevole esagerazione di Catarsi-Muller (3NT-1 davvero super tirato a fronte del normale 2Picche+2 di Delle Cave-Montanari), poi è seguita una mano piatta, e quindi qualcosa di molto più sostanzioso.

Giocando a squadre Castellani ha scelto di giocare per il miglior dividendo disponibile, e la qualità delle mie carte, unitamente alla favorevole posizione del Re di atout gli hanno dato ragione. 10 IMP per Pisa.
Quei punti li abbiamo restituiti subito dopo con un piccolo interesse, a causa, principalmente, di un mio incredibile infortunio “mentale”.

Mario Muller non poteva, obbiettivamente, trovare l’attacco a fiori, e Basile ha concluso con dodici prese. Io, invece, non me la sono sentita di giocare 4SA contrate (contratto dove Matteo Montanari aveva qualche elemento per individuare l’attacco giusto), ma la difesa mi aveva dato una chance di successo, malamente mancata.
Est ha attaccato a cuori, e se Montanari, dopo aver vinto, avesse incassato il FioriK prima di proseguire nel colore – l’asso era certamente in mano al suo compagno – non avrei avuto scampo. Invece, Ovest è immediatamente tornato cuori, permettendomi di scartare la fiori perdente. Da lì in poi, è successo qualcosa di così strano da aver chiesto un parere a Franco Caviezel il quale, oltre che un eccellente giocatore, è anche un valente neurologo.
Ma vediamo: tagliato il ritorno di piccola fiori per il Re, ho proseguito con quadri per il Re e l’Asso, fiori taglio, picche per il morto e fiori taglio, e questo proprio allo scopo di contare la mano di Ovest il quale, come leggete, avete aperto a livello di uno.
Ebbene, in quel momento il mio cervello ha visualizzato, per qualche strano motivo, la FioriQ! Tronfio della mia lungimiranza ho quindi fatto il sorpasso a picche…
Franco ha spiegato il meccanismo così: in sostanza, orgoglioso della mia abilità, io “volevo” vedere la FioriQ in Est, e così la mia mente l’ha creata. Giusta lezione per il vuoto narcisismo dal quale sono affetto!

E’ seguito il più inutile dei 4Cuori +1, e poi Bologna è passata in vantaggio nel parziale.

2Quadri = Multicolor
Contro = contro informativo corto a picche (o una generica mano forte)

Enrico è stato quanto mai sfortunato nel suo parziale, dato che per andare sotto occorreva che i minori avversari fossero messi proprio com’erano, mentre per battere 3Picche necessitavano contemporaneamente le cuori 3-3 e le quadri 2-2. 5 IMP ai felsinei.

Un altro parziale a quadri ha ristabilito le distanze, nell’ambito di un’altra mano davvero affascinante.

2Fiori = quadri

La diversa meccanica licitativa ha dato a N/S in chiusa una possibilità di trovare la manche a picche, in realtà imbattibile anche se il contratto a livello di tre è finito “down” grazie ad una difesa perfetta, e al fatto che il dichiarante non ha indovinato.
L’attacco a cuori è arrivato alla dama di Muller, il quale ha prima incassato l’FioriA e poi è tornato a quadri. Nord aveva oggettivamente delle ragioni per mettere l’Asso, ma in realtà avrebbe dovuto realizzare che con il colore bloccato questo gli sarebbe stato fatale, e come diceva Terence Reese “non c’è un modo migliore per andare sotto”.
Gaddi ha proseguito con tre giri di atout finendo al morto, e poi la QuadriQ, ma la difesa ha provveduto ad inchiodarlo brillantemente al suo destino: QuadriK, fiori per Est e cuori hanno tagliato fuori Nord dalla sua quinta quadri. -1.
Il mio mancato 3Picche deriva dalla meccanica del sistema: poiché apriamo di 1Fiori con tutte le bilanciate, anche con 5Quadri332 (questo ci consente di usufruire del non piccolo vantaggio di garantire una mano sbilanciata quando apriamo di 1Quadri), mi aspettavo che Enrico avesse appunto cinque quadri, e dunque che non potesse avere quattro picche, ma a pensarci bene sono stato semplicemente troppo pigro.
Il gioco in quattro picche è tanto obbligato quanto banale (meno facile accorgersi che è obbligato anche a livello di tre), ma anche così abbiamo guadagnato 5 IMP.

Altri 5 IMP sono arrivati grazie ad un’esagerazione di Delle Cave-Montanari (3SA un po’ tirato, anche se abbastanza accettabile in un incontro a squadre, a fronte di un parziale a quadri nell’altra sala), poi Bologna ha incassato una surleveé grazie ad una migliore ispirazione di Basile rispetto a Castellani, e infine sempre Bologna ha pareggiato il tempo incassando 5 IMP a causa di un’esagerazione questa volta nostra (3SA-1 a fronte di un parziale). Due mani pari hanno lasciato intatto l’equilibrio.

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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