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European Open Championships (12)

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Bridge, lo Sport della Mente

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Nel 1991 a Yokohama ebbe luogo una delle più bizzarre edizioni della Bermuda Bowl, la quale ebbe numerosi, diversi strascichi.
All’epoca la fase di qualificazione alla fase a KO era disputata da sedici squadre, le quali erano divise in due gironi da otto ciascuno. In quell’ambito, giocavano un doppio round robin sulla distanza delle trentadue smazzate. Gli accoppiamenti per i quarti di finale erano interamente predeterminati, sulla base del piazzamento nel girone all’italiana: la prima contro la quarta dell’altro girone, e la seconda contro la terza.
Accadde dunque che giunti all’ultimo turno, USA e Polonia volessero entrambe peggiorare la loro posizione in maniera da essere accoppiate con l’Islanda, squadra poco accreditata. Dato che le due formazioni giocavano contro in quel turno, questo dette luogo ad uno dei match più ridicoli della storia: psichiche continue, renonce, e chi più ne ha più ne metta. Un vero e proprio incontro di “ciapanò”. Alla fine, com’era prevedibile, l’incontro terminò in parità, così che furono gli americani ad avere l’onore di battersi con i nordici. Beh, non proprio…perché persero! Ma non solo: i polacchi alla fine l’Islanda la incontrarono, in finale, ma persero anche loro, e senza mai avere una vera chance!
Subito dopo si cercò di mettere in piedi un qualche intervento legislativo che evitasse quello scempio, ma dopo un tentativo, fallito, nel 1997, si pensò di fare diversamente: da allora gli accoppiamenti non sono più automatici, bensì per scelta delle squadre meglio classificate. E da allora sono stati innumerevoli i casi di squadre “scelte” che si sono vendicate dell’improvvida selezione. Famoso, e amaro, è il caso del Sudafrica nel 2007: fummo noi, vincitori della qualificazione, a pescarli, solo per essere cacciati fuori senza replica.
La storia si sta ripetendo qui: si è gridato allo scandalo perché la squadra PCZSZOLA aveva avuto la possibilità di giocare contro GREECE negli ottavi: sconfitta secca degli americani. Chi era tra i “protestanti”, LAVAZZA, ha incontrato i greci subito dopo: disfatta. E GREECE, sebbene con qualche patema in più, ha battuto ieri anche CHINA OPEN, e la Cenerentola è arrivata così a palazzo. Se non perderà la scarpetta proprio sull’ultimo gradino, quello rappresentato dai norvegesi di HIGHLANDERS, battendo così anche la cabala, avremo una sorprendente campionessa d’Europa. Peraltro, anche i nordici non erano certo una delle formazioni più accreditate: non c’è ombra, nemmeno in quella squadra, degli innumerevoli titolati presenti nelle altre.

Nelle altre due categorie si giocava la finale, e dobbiamo purtroppo annotare come Garozzo abbia fallito un’altra volta un titolo in questa competizione. Benito aveva perso la finale dello squadre Open nel 2013 a Ostenda, e ieri lui, Masoero, e gli americani Silverman-Wolfson si sono dovuti arrendere agli israeliani di KAMINSKI, non nuovi ad exploit del genere.
L’incontro è stato in perfetto equilibrio fino alla metà del terzo tempo – se ne giocavano quattro, di quattordici mani ciascuno – ma poi Amos Kaminski e soci si sono staccati inesorabilmente.

Tra le signore altra sopresa: BAKER partiva favorita contro DENMARK RED, ma ha subito fin dalle prime battute, ed una tardiva rimonta orchestrata nell’ultima frazione è servita solo ad arrivare a 8 IMP delle avversarie.

 

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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