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European Open Championships (14)

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Bridge, lo Sport della Mente

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Così come nella leggenda degli Highlanders – citazione quanto mai appropriata qui, dato che una squadra con questo nome ha vinto l’Open – anche nei campionati di bridge, se guardati dal punto di vista dell’organizzatore, si può dire che “ne resterà solo uno”. In questo caso, di competizioni, ovvero il Coppie Open, che dopo l’archiviazione, ieri, di Coppie Women e Coppie Seniors, è l’unica ancora in programma.
Il corollario è la sparizione, qua e là, di elementi che ieri rendevano possibile la manifestazione, e che ora vengono via, via ridotti fino a scomparire. Si smontano già tavoli, si ritirano sedie, si smantellano apparati elettronici, ed una sala una volta piena e pulsante si svuota, torna spazio, e lascia il più classico horror vacui nell’animo di chi l’ha concepita per mesi, e vissuta per quasi tre settimane (sono arrivato qui il 5 Giugno, e me andrò solo il 27, una volta caricato sull’ultimo camion il materiale usato – ne servono due, da 45 piedi l’uno, per contenere tutto). Chi ancora partecipa è perso in tanta vastità: dei 3500 mq disponibili, se ne occuperanno infatti oggi non più di un quarto, anche contando la parallela Anna Maria Torlontano Cup (un bacio, Anna Maria, è triste non vederti più, tu che eri una personalità tanto prorompente e vitale).
Ma bando alla nostalgia, e veniamo al bridge giocato, ed in particolare a quello che ha portato all’assegnazione di due medaglie d’oro, nonché alla definizione della griglia dei partenti nella finale a Coppie Open.
Nella categoria signore la lotta è stata entusiasmante, come nella migliore tradizione dell’intero evento. Le tre formazioni poi sul podio si sono infatti continuamente alternate al comando, nelle sei combinazioni possibili, fino a che, all’ultimo giro della pallina, questa si è fermata sulla casella delle olandesi Magdalena Ticha & Wietzke Van Zwol (alla loro sinistra il presidente della NBB, la federazione olandese). La seconda è ben nota, avendo vinto, tra le molte cose, anche una Venice Cup e due “europei” a squadre, mentre la prima, nata nella Repubblica Ceca e olandese per amore, è forse l’astro più brillante della giovane generazione, tanto che, a soli ventidue anni, ha giocato nella nazionale olandese open, a Opatjia nel 2014.

Seconde le polacche Dufrat (28 anni) e Zmuda (25), mentre terze le francesi Jennifer Mourgues & Anne-Laure Huberschwiller, anch’esse giovanissime. Insomma, un terzetto di coppie delle quali dovremmo ancora sentir parlare molto a lungo, destinate come sono a riempire le cronache dei prossimi decenni (a parte la van Zwoll, la quale ha esattamente la mia età).
Nel Senior, hanno vinto, e staccandosi abbastanza presto, i tedeschi Herbert Klumpp & Reiner Marsal (in mezzo a loro l’ex presidente della DBV e per lungo tempo loro compagno di squadra Uli Wenning).

I due, e la loro federazione, hanno così riscattato almeno in parte l’amarezza di Bali, quando, dopo aver vinto l’oro a squadre, se lo videro portar via a causa della condanna dei loro compagni di squadra Elinescu-Wladow, “pescati” dalle telecamere a farsi i segni a suon di colpi di tosse (e altro). In casa tedesca questa è una ferita ancora aperta, come testimoniato dalle dichiarazioni a caldo dei vincitori e dei loro supporter (intendiamoci, nessuno di loro ha mai contestato il verdetto: la loro animosità era ed è rivolta contro i protagonisti).
Secondi i francesi Philippe Toffier & Pascal Gombert e terzi i polacchi Jerzy Michalek & Wlodzimierz Wala. A parte Toffier, giocatore di buona qualità e abbastanza noto, gli altri sono sconosciuti a questo livello, a testimonianza di quanto dicevo ieri sulla competizione senior, priva, se pure con qualche rara eccezione, di stelle di prima qualità.
Nel Coppie Open, cinquantadue sono gli eletti che giocheranno la finale in programma nei prossimi due giorni, e tra questi Versace-Tokay e Conti-Villani, mentre Gaddi-Rossi hanno mancato l’empireo per la più classica delle incollature, essendo risultati i primi degli esclusi nella Semifinale B, e solo per lo 0,12%. . Hanno vinto la Semifinale A gli inglesi Malinowski e Bakhshi, e tutte, o quasi, le molte coppie di vertice presenti saranno della partita. Tra gli esclusi segnalo due protagonisti di Wroclaw: Naab-Drijver, vincitori colà dello squadre Open con l’Olanda, e i neozelandesi Bach-Cornell, in Polonia addirittura oro a coppie (insieme ad Auken-Welland, qui fuori già ieri, ed incapaci di rimontare la corrente dalla Semifinale B).
In entrambe le finali c’erano coppie nostrane, ma in tutte e due i casi con poca gloria, anche se già essere lì, tra le migliori diciotto, era senza dubbio un’impresa rilevante.
Tra le donne, le migliori sono state Monica Cuzzi e Federica Brambilla, di poco sopra il 47%, mentre un pochino più giù sono arrivate Francesca Carnicelli ed Ornella Colonna.
Tra i “bianchi per antico pelo” di rappresentanti ne avevamo tre: i migliori sono stati Giampiero Bettinetti e Leonardo Marino, noni con il 51 e rotti percento, mentre sotto media sono giunti sia Amedeo Comella-Stefano Sabbatini che Masoero-Vassallo.
Ancora qualche passo, e tutto sarà finito.

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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