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Europei Giovanili: Francia – Italia

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L’Italia ha dato segni importanti di ripresa nella seconda giornata, e nel settimo turno li ha confermati brillantemente, in un match che ha avuto notevoli analogie con la nostra sconfitta di ieri contro la Danimarca. Questa volta, per fortuna, a parti invertite.
Per cominciare, abbiamo schierato di nuovo la formazione che tanto bene aveva fatto contro gli inglesi, e per sottolineare le analogie, abbiamo incontrato la Francia nel momento nel quale i transalpini erano primi, così come lo erano i britannici in mattinata.
Abbiamo però iniziato col piede sinistro.

La licita di 2Picche è stata uguale nelle due sale, a sottolineare che lo stile italiano, che prevede questo tipo di sequenze con mani non forti ma di buona distribuzione (altrimenti Est direbbe contro), abbia oramai preso piede anche fuori dai nostri lidi. Su questa, 3NT appare uno sproposito (forse Combescure non è aggiornato ed ha preso 2Picche più seriamente), che sarebbe stato punito con una difesa diversa, peraltro praticamente introvabile (anche a doppio morto non è facile).
Per avere una chance, la difesa deve immediatamente attaccare le comunicazioni del dichiarante a fiori, ma può sopravvivere ad un primo giro di picche, sempre che giochi fiori al secondo giro. In sostanza, si tratta di isolare il morto dal dichiarante, così che la difesa non sia costretta a portare ad Ovest la nona presa. Vediamo: attacco picche e ritorno fiori (o fiori subito, che è lo stesso). Il dichiarante prende di Fante e prosegue con il QuadriK e poi con la Dama se Sud liscia (non fa differenza). Sud torna fiori non appena prende, e ci rigioca quando vince il terzo giro di quadri. Ora Est può sfilare le quadri, ma poi deve giocare picche.
Se invece la difesa attacca a picche, e poi ci torna, il dichiarante può manovrare in maniera da impedire a Nord di entrare in presa giocando i due onori di quadri. Nel finale, dopo aver sfilato le quadri, avrà ancora il FioriK di comunicazione per giocare il CuoriK e farsi portare da Sud la presa vincente.
Tutta accademia: Donati ha normalmente attaccato a cuori, e Manganella ha fatto del suo meglio vincendo e proseguendo a fiori. Ma oramai le cuori erano franche: dieci prese per Combescure. Dall’altro lato, Percario poteva fare 3Quadri (per batterle ci vorrebbe l’attacco di Quadri5, unica carta su tredici che affossa Est). Dopo l’attacco a fiori, ha giocato di nuovo nel colore per il Re del morto, e fin qui tutto a posto. Ora, per raggiungere la posizione vincente bisogna prima o poi lisciare una picche, in maniera da preparare la messa in presa di Sud, ma Giacomo ha mosso quadri, e Sanchez è potuto facilmente svicolare dall’abbraccio mortale. -10.
Come per noi ieri con i danesi, anche i francesi dovevano però segnare solo un altro punticino, al contempo osservando noi impilarne parecchi.
Dopo un singolo punto per noi, ed una mano pari, Donati ha giocato assai meglio del suo corrispettivo francese.

Dopo l’identico inizio con due giri di fiori, Lierhman ha tagliato per continuare con QuadriA e quadri taglio, e ora la mano si poteva ancora fare continuando sulla stessa strada, avendo l’accortezza di affrancare una cuori per la strada. Il francese invece a proseguito fiori (nessun problema fino a qui) e poi, al posto di continuare a cuori (essenziale), ha tagliato un’altra quadri finendo per concedere una presa per colore. Se avesse giocato cuori, Chavarria avrebbe sì potuto vincere, ma non potendo tornare atout, né cuori, avrebbe dovuto mettere in tavola una quadri. Nord avrebbe potuto continuare a tagli incrociati, per poi, nel finale, catturare uno dei due onori di picche di Margherita.
Giovanni ha invece giocato subito cuori, e dopo, vinto il ritorno a quadri, ha incassato prima l’Asso e poi il PiccheK, per continuare con la CuoriQ ed il sorpasso a taglio al Fante. 12 per noi.
Subito dopo è arrivato per i francesi uno di quegli infortuni che si ricordano per molti anni a venire.

Non c’è molto da commentare: 18 IMP nella buona colonna.
E’ seguito un punto per noi, poi una mano pari, poi un’altro punto, e poi 5 IMP che vale la pena di vedere.

Manganella ha scelto (obbligatoriamente, direi) di accontentarsi, ma Sanchez è andato invece alla ricerca di un miracolo, e sulla carta ha avuto ragione: 3NT erano imbattibili, con deep finesse al comando delle operazioni. Tuttavia, come diceva Kaplan, se non ci sono stati problemi a dichiarare la manche, i problemi potevano cominciare nel gioco, ed il dichiarante non aveva disponibile l’analisi a doppio morto.
Dopo l’attacco di Cuori10 (nessun altro fa differenza), Nord ha vinto al morto ed ha continuato con una picche per la Dama. Percario ha vinto ed ha rigiocato cuori, che è arrivato all’Asso di Chavarria. Margherita è tornata a fiori, per l’Asso di Giacomo, che è stato davvero bravo a non tornare nel colore, né a quadri (in entrambi i casi il dichiarante ha vita facilissima), intavolando l’unica carta che poteva mettere alla frusta Lierhman: una piccola picche. Per vincere, Nord doveva ora mettere il 7 (o l’8) ma ha preso con un onore, ed è andato sotto.
Da questo momento in poi, c’è solo una mano che vale la pena di essere raccontata.

6Quadri non è un contratto dei peggiori, ma non si poteva fare, ed è finito -3. Questi 14 IMP si sono sommati ad un altro paio arrivati per prese in più, nel mentre ne cedevamo uno per lo stesso motivo.
Il totale è stato 55-11, pari a 18.87-1.13.

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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