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Europei Giovanili: Italia – Norvegia

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Dopo la caduta contro la Svezia, prima della classe, l’Italia guardava oramai in alto con qualche difficoltà: lontana 51 VP una medaglia, e 31 VP la qualificazione ai mondiali. Il cammino davanti era ancora molto lungo, ma era necessario darsi una mossa, magari cominciando col rimontare qualcuna delle squadre davanti a noi. Di nuovo, abbiamo schierato la formazione che ha fatto finora meglio, e di nuovo si è confermata come la più efficace.
Già la prima mano ci ha visto incassare un bello swing.

La Chavarria – la quale sembra giocare con maggiore serenità di fronte a Percario che non quando è accoppiata a Donati – ha iniziato meglio del sua controparte, intavolando una picche al posto della quadri scelta da Gundersen. Naturalmente, se è vero che il norvegese ha facilitato da subito il compito di Manganella, il quale ha finito con dieci prese, questo non significa che l’attacco a picche batta, ma ha avuto il merito di intrecciare una robusta corda, alla quale Sud doveva finire per impiccarsi. Flaat ha infatti incassato anche l’altro onore, e poi è risalito al morto a cuori per giocare quadri mettendo il Fante. La Chavarria non si è fatta sfuggire l’occasione, tornando fiori, e quando Percario ha giocato tre giri nel colore, il contratto era domato: la difesa aveva oramai le sue cinque prese.
La mano è delicata da trattare dopo l’attacco a picche, data la precarietà delle comunicazioni. Sud non può giocare il QuadriK di mano, perché Est non ha che da tornare di piccola fiori, e se gioca cuori per il morto e quadri deve mettere il Re. Un’altro modo di fare la mano, innaturale, è quello di giocare fiori di mano, ma prima o poi bisogna comunque giocare quadri al Re.
Dopo due mani pari di nessun valore, è arrivato un altro 3NT fatto da noi e mancato dagli avversari. Flaat è stato ancora una volta protagonista, da un lato, ma dall’altro Gundersen – l’accoppiata vincente di prima – non è stato da meno.

Bakke ha banalmente attaccato a picche, e Margherita ha filato il secondo giro. Nord ha proseguito nel colore, mentre Sud scartava una quadri! Con quel colore oramai franco, un banale impasse a fiori ha portato Ovest a nove prese, ma se anche Sud avesse scartato cuori, la dichiarante avrebbe potuto continuare con quattro colpi di quadri per poi fare l’impasse a fiori e cedere due cuori (il doppio sorpasso a fiori, invece, non funziona: basta che Nord metta il Re al primo giro).
Manganella ha invece attaccato a cuori (stranissimo il passo iniziale di Donati), e quando Est ha continuato con quattro giri di quadri (qui il doppio sorpasso a fiori avrebbe invece funzionato, dato che le picche non erano franche) ha ripetuto il colore. Ora il dichiarante si è fatto le quadri, e poi ha giocato una fiori per il Re e l’Asso. Decidendo che Sud aveva cinque cuori, ha affidato le sue chance alla caduta del FioriJ, così affrancando a Sud la quinta, fatale presa. +12.
Abbiamo subito aggiunto altri 3 IMP (non troppo interessanti), e poi, dopo tre smazzate pari, abbiamo restituito una delle due manche guadagnate, questa volta a picche.

La mano è iniziata nello stesso, identico modo: attacco quadri vinto al morto, PiccheA e cuori, filato. Poi quadri taglio, PiccheK e cuori. Qui, però, c’è stata una grossa differenza: tutti e due i Nord hanno ovviamente preso, ma mentre Donati è tornato fiori consegnando dieci prese ad Ovest, Bakke ha continuato quadri. Chavarria, dopo aver tagliato, ha continuato con una fiori per il morto, e si è trovata ad un bivio: per vincere doveva fare il sorpasso a fiori, ma giocando cuori, come invece ha fatto, sarebbe arrivata in porto sia col colore diviso 3-3, sia con la quarta in mano al possessore di quattro atout, sia, infine, con la FioriQ seconda. -1, e 12 IMP alla Norvegia.
Dopo una mano pari, una chiara incomprensione in una sequenza banale – giocare in terne non aiuta – ci è costata 3 IMP, ma da lì abbiamo incassato due ottimi swing di media taglia.

Il diverso timing licitativo (l’interferenza ha dato una mano), e l’ottima gestione degli azzurrini di chiusa ci ha portato ad una bella manche, mancata dall’altro lato. +7.
Poi una mano pari, e poi altri 6 IMP per finire, belli anche quelli.

Per cominciare, i nostri sono stati ben più incisivi in competizione, e poi hanno brillato anche nel gioco. Flaata ha attaccato in atout, che nord ha vinto per continuare sullo stesso motivo, e Percario si è tirato tutte le picche meno una prima di giocare quadri filando il 9 di Sud. La difesa a quel punto era impotente, ed ha dovuto concedere l’ottava presa. Manganella ha invece selezionato una ben più efficace QuadriQ, e quando Est ha lisciato dal morto ha proseguito nel colore. Donati ha giocato altri due giri, preparando una promozione d’atout che si concretizzata subito quando Scheie ha deciso di scartare subito una fiori. -3 da un lato, e 110 dall’altro, per totalizzare 38-15, ovvero 15.85-4.15. Con quello della Norvegia, l’Italia ha cos’ conquistato il quinto scalpo su sei delle prime in classifica: solo la Svezia, in quel gruppo che abbiamo incontrato tutto, ci ha battuto.

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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