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Europei Giovanili: Italia – Svezia

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Per la terza volta nell’arco di soli dieci turni, l’Italia Under 26 ha incontrato la squadra in quel momento prima in classifica. Nei primi due casi, quella squadra ha perso la sua posizione grazie ad una sconfitta con gli azzurrini. Sarebbe stata la volta anche degli svedesi, super favoriti della vigilia?
L’inizio non è stato dei più incoraggianti: -2, -1, due mani pari e poi l’ennesimo disastro a livello di slam, anche se questa volta di attenuanti ce n’erano.
Vi propongo la mano come un problema di gioco, quello che ha dovuto affrontare Giacomo Percario, in Est, in sala aperta.
Queste le vostre carte e quelle del morto, e dovete giostrare con l’attacco di FioriA dopo la licita riportata:

Carte ruotate per comodità di lettura

E’ evidente che la licita di 3Picche è stata fatta allo scopo di mostrare valori con l’appoggio a fiori, ed è dunque abbastanza strano che Sud non ci abbia attaccato. Che idea vi fate della distribuzione, e quindi come proseguite?
Giacomo ha tagliato, e giocato una cuori per la mano (già fatale) ed una cuori per il Re del morto mentre Nord scartava una fiori. Entrato in mano a quadri, ha tagliato una fiori e proseguito in atout prima di farsi le quadri buone. In sostanza, ha battezzato Nord con KQxxx x xxxx Jxx, e sperato di giungere così in un finale con Nord in possesso di sole picche: giocando piccola sotto l’Asso (come ha fatto), l’avversario sarebbe stato costretto in presa ed obbligato a concedere le ultime due. Naturalmente, la mano sarebbe stata di battuta con le atout 2-2 (quattro prese in atout dalla mano, tre tagli al morto, quattro quadri e l’PiccheA),ma già con la terza a destra la manovra necessaria è diversa, ed in particolare bisogna sempre, entro le prime tre prese, lisciare una picche. Certo che questo è rischioso se le picche medesime sono 5-1 o 6-0, ma la prima ipotesi si può quasi certamente escludere dopo l’attacco. Insomma, non una mano facile, proprio per niente, nella quale oltre alla tecnica perfetta è richiesta anche una felice intuizione al tavolo.
Questa la smazzata completa:

Non stupitevi, i gemelli Rimstedt sono noti per barrage di quel tipo, appartenendo alla categoria di quelle coppie che non fanno una piega quando scrivono grossi numeri nella colonna avversaria.
Nell’altra sala, Giovanni Donati ha attaccato con PiccheK (voi cosa avreste intavolato?): -17.
La mano dopo entrambe le coppie EO hanno mancato uno slam eccellente.

Per la seconda volta nel torneo, Calmanovici-Percario hanno dimostrato una curiosa riluttanza a fare cue-bid a fiori (era successo già ieri, a ruoli invertiti, contro l’Irlanda), e di nuovo hanno perso uno slam decisamente da chiamare (non che sia automatico, per carità). Se non è un problema di sistema, c’è qualcosa d’altro da sistemare. I Gronkvist invece – fratello Mikael e sorella Ida – non si sono nemmeno avvicinati.
Altri 5 IMP sono partiti subito dopo, causa una strana difesa di Margherita Chavarria.


Percario non ci ha messo mano: FioriAK e poi una piccola hanno promosso un atout alla difesa, che aveva ancora due quadri e una picche di spettanza. Contro Mikael Gronkvist, invece, Sud è tornata in atout sotto la Dama seconda (perché?). Sipario.
Ancora 1 IMP contro ci ha portato sul 0-26, prima che comparissero i primi IMP, 3, nella nostra colonna: al 5Quadri+1 degli avversari i nostri hanno contrapposto 3NT+4 (il piccolo slam è all’incirca al 50%: posizione favorevole dell’PiccheA).
Si è però trattato di un fuoco di paglia, perché successivamente abbiamo dovuto subire un “uno-due” a base di swing di media grandezza. Prima 5 IMP davvero interessanti.

Non è una mano facile da maneggiare, bisogna dirlo. La cosa migliore che i nostri potevano fare era contrare 4Picche, e sembra che Donati potesse almeno proporlo, ma immagino che, come da tradizione italiana, il suo “contro” non avrebbe avuto il classico significato scoraggiante (anzi, il contrario). Contrare era invece chiaramente al limite dell’impossibile per Margherita.
I Rimsted non hanno nemmeno provato a giocare la manche di battuta disponibile (3NT), dopo il 3Fiori di Giacomo (pericoloso anzichenò, in quella posizione di zona ed i colori bucati), ma hanno comunque frenato in tempo.
Poi abbiamo perso altri 6, ma ne avevamo 7 a disposizione, dopo che la difesa aveva mancato di sferrare il colpo da KO (durissimo da trovare). E’ però possibile fare una deduzione che porta ad andare sotto, ovvero non credere ad un errore avversario. Ve lo pongo come problema:



Mettetevi nei panni della Chavarria, al volante di 4Cuori dopo che Est ha detto 1Picche sull’apertura del compagno. Ovest attacca a picche per l’Asso di Est, il quale torna in atout. Voi prendete al morto, giocate una picche per il Fante, e proseguite con l’CuoriA ed un’altra cuori per la Dama di Ovest mentre tutti rispondono. Questi torna con l’FioriA e poi la FioriQ. A voi.
Margherita ha tagliato la terza fiori del morto, ha incassato un atout per vedere l’effetto che faceva, e poi ha eseguito il sorpasso a quadri. Male, perché questa era la mano completa:

Se Sud avesse proseguito tirandosi tutte le cuori, Est sarebbe stato compresso inesorabilmente nei colori “a punta”, ma Ovest avrebbe potuto evitare l’amaro destino del compagno: doveva giocare la FioriQ senza incassare l’Asso, e poi, in presa a fiori nel giro successivo, tornare a quadri. Se Sud ha davvero ritenuto il suo avversario di sinistra capace di fare quel ragionamento, eppure non aver eseguito la difesa ipoteticamente vincente, allora doveva pensare che il QuadriK ce l’avesse Ovest. Perché? Perché un Ovest così forte che avesse il Re, avrebbe saputo che difendendo in quella maniera la dichiarante non avrebbe avuto altra opzione che fare il sorpasso, mentre giocando come aveva giocato le offriva un’alternativa perdente.
Teoria bellissima, ma, come dicevo, presupponeva una lettura davvero profondissima della mano da parte di tutti i protagonisti. Più semplicemente, si poteva immaginare che Ovest avesse voluto tagliare le comunicazione per la dichiarante, nel caso volesse fare il sorpasso a quadri a taglio, e da lì trovare la linea vincente. Torno a chiedervelo: voi come avreste giocato?
Nell’altra sala NS non hanno avuto di questi problemi.

Prima che due mani pari banali chiudessero la contesa, abbiamo recuperato qualcosa di significativo, seppure rischiando seriamente un grave rovescio.

Non sono sicuro che mi piaccia la sequenza degli svedesi di aperta, e soprattutto il “contro” di Nord (ma forse i due ragazzini terribili sono abituati a pensare nei termini di quello con lui loro aprono di 3Fiori!), ma gli italiani hanno fatto, sulla carta, peggio, visto che 3NT si batte sia con l’attacco, che col ritorno a cuori, mentre 4Picche sono un contratto blindato. Buon per noi che né l’uno, né tantomeno l’altro erano fattibili, così come erano le carte, e così abbiamo scritto 9 IMP.
Alla fine, per la prima volta abbiamo perso contro la prima in classifica, ed in particolare 13-37, o 3.97-16.03.

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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