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National Americano a Toronto: la finale Lavazza-Diamond (1)

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Un lungo cammino – dopo molti anni nei quali si cominciava virtualmente dal turno a 64 squadre, la competizione ha avuto abbastanza iscrizioni da partire dal un vero e proprio “Round of 128” – ha portato in finale le due squadre, passate attraverso cammini molto diversi. LAVAZZA, nella sua classica formazione (Bianchedi, Bilde, Bocchi, Duboin, Madala, Sementa), e Diamond in quella nuova (Broegeland, Diamond, Lindqvist, Platnik). Gli americani hanno infatti giocato per lungo tempo con Hampson-Greco (dal 2008), e negli ultimi anni con Bathurst-Lall, i quali avevano sostituito dal 2012 Gitelman-Moss. Con queste formazioni hanno vinto molto sia in patria che a livello internazionale, ottenendo anche un titolo mondiale nel 2010 (Filadelfia, Rosenblum). Ora un importante avvicendamento, limitato per il momento all’acquisizione di una sola coppia, quella norvegese. DIAMOND ha giocato infatti in quattro l’intera competizione, e questo poteva rappresentare un fattore.
DIAMOND ha però salvato energie, dato che in ben due occasioni gli avversari si sono ritirati prima della fine, ed in quasi tutte le altre hanno vinto così facilmente da far sì che lo stress si riducesse. Non così per gli alfieri dell’azienda torinese, i quali sono sopravvissuti ad un paio di dure battaglie.
L’incontro è stato caratterizzato da un numero particolarmente alto di swing in doppia cifra, da entrambe le parti, ma alla fine il punteggio è rimasto abbastanza basso, a testimonianza di un gioco aggressivo, ma comunque solido.
DIAMOND ha cominciato col botto: due mani pari, e poi 25 IMP nelle due successive.

Poco da dire: la scelta di Norberto Bocchi di passare era del tutto ragionevole, ma è costata cara a fronte di quella opposta quando il dichiarante ha indovinato le cuori (e dopo l’ovvio, quanto disastroso attacco a fiori di Nord): 13 IMP. Subito dopo, un problema di controgioco.

 


Tutti e due i Nord hanno attaccato con l’FioriA, e sul 3 del compagno – in entrambi i casi, la priorità di scarto è: conto rovescio, chiamata (con la piccola), preferenziale (Lavinthal) – hanno dovuto trovare il ritorno. A voi.
Bocchi ha proseguito a fiori, mentre Lindqvist ha scelto quadri. Meglio il secondo.

Madala ha vinto con l’Asso, ha incassato l’PiccheA ricevendo la buona novella, ed una volta entrato in mano a picche ha fatto il sorpasso a cuori. -1.
Diamond ha tagliato, giocato due giri di picche ed anche lui ha mosso una cuori per il fante e la dama. La differenza è che Sementa era adesso messo in presa, non avendo altro che carte minori! -12 IMP.
Sono seguite tre mani pari, e poi LAVAZZA ha rovesciato le sorti nell’incontro nella seconda metà del tempo.
Prima 4 IMP, grazie ad una delle solite aperture con niente dei due americani, vero marchio di fabbrica della ditta da sempre (costato molto negli anni, ma anche capace di alcuni dividendi di qualità).

-2 da una parte, e -1 dall’altra.
Poi altri 8 IMP, per i quali bisogna ringraziare l’accurata preparazione sul sistema dei “LAVAZZA boys”.

I norvegesi non avevano strumenti per difendersi dall’interferenza avversaria, ma gli italiani sì.
Sono seguite due mani quasi pari (1 IMP per LAVAZZA nella 12) non troppo interessanti, poi 4 IMP per DIAMOND.

L’aggressività di Sementa ha spinto i NS di sala chiusa troppo in alto, e così è successo inevitabilmente anche nell’altra sala.
Prima della sirena, però, LAVAZZA ha piazzato un terrificante “uno-due”.

La mano si è sviluppata in maniera identica nelle prime mosse: FioriQ per l’Asso (piccola differenza stilistica: Bianchedi ha scartato la QuadriQ, e Platnik il Cuori10; meglio l’italo-argentino, secondo me, il quale ha così steso un po’ di nebbia), Cuori9 per il Re di Sud e ancora fiori, tagliata da Est. Qui la divergenza. L’americano ha proseguito con una piccola picche, e la difesa non ha avuto problemi: è seguita un’altra fiori, ed il dichiarante, leggendo male la situazione, ha perso il controllo delle atout.  Diamond ha infatti rigiocato picche, mentre per arrivare in porto doveva fermarsi ed incassare le sue vincenti rosse. Bianchedi, invece, ha presentato il PiccheK, e questo ha convinto Broegeland a lisciare. Non c’era più spazio per tentare di accorciare fatalmente Est: 12 IMP per LAVAZZA.
DIAMOND era ancora avanti, sul 29-25, ma la consueta aggressività di EO è costata nuovamente carissima nella mano successiva.

Senza attacco in atout EO se la potevano anche cavare a buon mercato – dopo quello a quadri il dichiarante può mettere insieme le prime sei prese a tagli incrociati e guadagnare 8 IMP, ma Sementa ha brillantemente intavolato il PiccheK, ed il risultato è stato pari a -5, o 1100 punti. Altri 12 IMP per LAVAZZA, che dopo una mano pari – un 3NT che sarebbe stato battuto dall’introvabile attacco fiori dalla dama seconda – è andata al riposo avanti di 8, 37-29.

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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