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World Bridge Team Championships (2)

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Bridge, lo Sport della Mente

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Ieri, come annunciato, ha avuto luogo la cerimonia d’apertura, e come accade spesso in Francia, dove la grandeur è d’obbligo nelle cerimonie pubbliche – absit iniuria verbis: si tratta di un elemento molto piacevole da un punto di vista estetico – la medesima è stata ospitata in un luogo bellissimo, ovvero il municipio, grandioso edificio di epoca pre-napoleonica (è stato costruito tra il 1645 ed il 1651) già dichiarato monumento storico nel 1886, ed inserito in un complesso, la Place de Terreaux, che è classificata dall’UNESCO quale patrimonio mondiale dell’umanità.

Prima che il gioco cominci, possiamo dare un’occhiata al cammino delle italiane in gara, nelle tre categorie.
Quello della squadra Open è, nei primi due giorni, accostabile ad un Giano bifronte: quanto mai semplice, sulla carta, la prima giornata, e durissima la seconda. Oggi, infatti, siamo attesi da Egitto, Cina Taipei e Bangladesh nell’ordine, mentre domani dovremo affrontare, di seguito, Francia, Olanda e Monaco. Tre squadre abbastanza morbide prima, e tre serie contendenti per l’oro dopo.
Da quel punto in avanti il cammino diventerà più regolare, con giornate dove gli sforzi dovrebbero essere più o meno equamente distribuiti. Nell’ultima – ve la cito per avere un’idea di che cosa ci aspetterà se dovessimo arrivare a quel punto ancora in corsa per un posto nell’empireo – siamo attesi da Bulgaria, Nuova Zelanda e Sudafrica, ovvero un cammino di difficoltà media, in principio.
Le nostre signore cominceranno invece con un avversario di media caratura come l’Australia, e poi uno ostico, USA2, prima di concludere la giornata contro l’Indonesia. Quest’ultima formazione è indecifrabile: sorprese il mondo arrivando fino all’argento a Veldhoven nel 2011, ma da allora ha fatto una ben misera figura, non riuscendo mai nemmeno ad avvicinarsi ai fasti olandesi, ed anzi finendo regolarmente relegata in fondo alla classifica, come del resto gli accadeva da sempre. Possiamo classificare la giornata, quindi, come di media difficoltà complessiva. Uno sguardo generale al calendario ci dice che così sarà, almeno sulla carta, dall’inizio alla fine: per le donne il sorteggio è stato più equilibrato che nell’Open (e come vedremo, anche comparandolo a quello dei Seniores), nel nostro caso.
Infine, i Seniores cominceranno contro il Giappone, per proseguire con Argentina e Nuova Zelanda. I nipponici furono capaci addirittura dell’oro a Pechino, nel 2008, battendo gli Stati Uniti in una rocambolesca finale, ma anche per loro, come per le donne indonesiane nel 2011, si è trattato di un episodio sporadico, mai ripetuto, e nemmeno avvicinato. Dato che le altre due sono entrambe formazioni di modesto spessore, l’impegno odierno si può tranquillamente classificare come morbido. Uno sguardo più generale ci permette di dire che i più anziani sono attesi da un cammino abbastanza irregolare: pochi gli impegni di rilievo nelle prime giornate, e poi il più classico “in cauda venenum”, ovvero un addensamento di squadre di grande qualità nelle ultime due giornate.
Gli incontri di oggi ci daranno il tono della forma dei nostri rappresentanti, e per tutti loro: “in bocca al lupo”.

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Maurizio Di Sacco

Maurizio Di Sacco (DSZ003, Bridge Villa Fabbriche) è Arbitro Capo di FIGB, WBF, EBL, CAC (Center American & Caribbean), CSB (Confederation Sudamericana De Bridge) e Direttore della Scuola Arbitrale di FIGB ed EBL. Anche membro del WBF Laws Committee, Maurizio è uno dei più autorevoli arbitri del mondo. Anche il suo palmares come giocatore è più che invidiabile: ha giocato ai massimi livelli fino al 2002, conquistando a livello nazionale un titolo italiano, un argento in eccellenza, diversi piazzamenti in Coppa Italia e numerosi primi posti in tornei naizonali. A livello internazionale ha raggiunto la finale di un Campionato Mondiale e di uno Europeo.

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